Analisi Matematica, la disciplina che ha il compito di aiutare “ad apprendere un metodo di lavoro da trasferire agli altri ambiti”

Il Collegio di Ingegneria ha organizzato, nel periodo fra i due appelli di gennaio e febbraio, alcuni corsi di recupero di Analisi Matematica a sostegno dei ragazzi che non hanno superato l’esame scritto e di coloro che non se la sono sentita di affrontarli alla luce di prove intercorso insoddisfacenti o di scarsa fiducia nei propri mezzi. Si svolgono presso la sede di Agnano. Abbiamo ascoltato i giovani che seguono le lezioni e quelli che le svolgono. Vadim Malvone e Marco Amodeo, rispettivamente dottorando in Scienze Informatiche e laureando in Ingegneria Gestionale per la Logistica e la Produzione, sono due tutor assegnati ad uno dei gruppi di studenti iscritti al Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale in ambito industriale. Alla loro prima esperienza come docenti, sono molto soddisfatti dell’esperienza riconoscendosi un po’ nei fratelli minori che hanno di fronte. “L’anno scorso ho fatto da assistente ad un laboratorio di Informatica, ma questa è una attività del tutto diversa – racconta Vadim – Ciò che manca a questi ragazzi sono le basi per pensare matematicamente e ragionare anche su semplici disequazioni, o domini di funzione”. “Il periodo di svolgimento di queste lezioni non è proprio felice perché ci sono gli esami in corso e gli studenti  vorrebbero accelerare. Però ci rendiamo conto che mancano proprio i presupposti per farli confrontare con degli esercizi troppo specifici”, aggiunge Marco. L’obiettivo che si sono posti è indurre i giovani colleghi riflettere sugli argomenti attraverso lezioni interattive, nel corso delle quali incoraggiano a porre quante più domande possibili per consentire che si acquisiscano e si interiorizzino i concetti. Occorre, però, “del tempo per formare una mente matematica e scientifica, perché non si tratta di imparare ad applicare meccanicamente delle formule. L’Analisi Matematica è la disciplina che ha proprio il compito di aiutare le persone ad apprendere il metodo di lavoro da trasferire agli altri ambiti. È basata sul porsi dei quesiti. Purtroppo si arriva all’università senza essere abituati a ragionare – proseguono i ragazzi, che riconoscono nel tutoraggio un significativo valore aggiunto nella formazione dei giovani ingegneri e scienziati – Il docente non può avere questo ruolo perché si trova davanti una platea di oltre centocinquanta ragazzi che difficilmente hanno il coraggio di ammettere i propri limiti. Con noi è più facile che avvenga, per questo li facciamo parlare molto, in questo modo si concentrano di più e possono sfruttare questo tempo prezioso, impossibile da avere in un corso istituzionale”. 
Ecco cosa raccontano sull’incontro con una delle principali materie di base i corsisti di Vadim e Marco, matricole che hanno scelto un settore con buone prospettive occupazionali aperto a molti ambiti, pertanto a loro dire completo dal punto di vista formativo. “Le mie difficoltà non sono tanto con l’Analisi nello specifico, ma con la Matematica in generale – racconta Stefano Bernardo, studente lavoratore che si è iscritto all’università nove anni dopo aver conseguito il diploma – Ho lavorato prima come geometra e in seguito per un’azienda di import-export, ma ho sempre avuto il pallino della laurea. Mi sento arrugginito, ma un po’ alla volta sto riprendendo l’allenamento a studiare. Non ho fretta di superare ora l’esame. Se non ci riesco adesso, sarà in seguito, l’importante è fare le cose per bene. Sono comunque fiducioso di riuscire a dare gli altri esami previsti nel semestre”. “Per me la difficoltà è legata soprattutto al carico di lavoro dell’Analisi, associato ad altre materie impegnative come la Chimica e la Fisica”, dice Angelo D’Amico. Uno degli scogli nell’approccio alle discipline matematiche di base è imparare a sviluppare il senso delle azioni e dei processi illustrati nei teoremi. In pratica, si raggiunge la piena padronanza della disciplina quando si è in grado di estrapolare autonomamente l’applicazione dalla teoria. È allora che cominciano a riuscire gli esercizi. “È una materia che mi piace fin dalle superiori, però all’università mi sono reso conto di avere delle lacune. Capisco i concetti e i teoremi, ma mi è difficile applicarli”, conferma Julian Giunta. “La preparazione che prima mi consentiva di avere voti alti ora non garantisce lo stesso risultato”, afferma Luigi Garzillo. Mario D’Angelo è stato bocciato allo scritto: “è incredibile, le cose nuove che ho incontrato qui per la prima volta, come le serie e i numeri complessi, le ho sapute fare. Quelle che avevo studiato a scuola non le ho sapute sviluppare adeguatamente e sono stato bocciato. Sarà forse perché, in cinque anni di liceo, ho cambiato quattro professori di Matematica?”. I trascorsi scolastici ritornano continuamente. “Arrivato all’università, ho come avuto l’impressione di non saper studiare – afferma Joshua Franciosa, diplomato all’Istituto Tecnico industriale – Però il corso di recupero impostato con questo metodo interattivo mi piace, lo trovo efficace”.
Simona Pasquale
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