Geografia sociale, un confronto Italia-Francia

“Questo nostro Ateneo ha tra le tante particolarità anche quella di  essere una fucina di elaborazione scientifica che dà vita a diverse iniziative e convegni che meritano molto e alle quali partecipo con interesse. Oggi, però, ho ancora più piacere ad essere qui, perché porto un saluto ad un convegno di geografi come me, un incontro importante perché ribadisce la collaborazione tra Italia e Francia, dialogo che noi, come Orientale, abbiamo già avviato dagli anni ’70 e che ha in Pasquale Coppola (docente dell’Orientale scomparso da poco, n.d.r.) il suo fondamento”. Con queste parole il Rettore Lida Viganoni ha inaugurato l’incontro internazionale Italia–Francia che ha visto la partecipazione dei più importanti nomi della geografia sociale europea sul tema ‘La società tra spazio e territorio: il ruolo della geografia sociale’. 
La due giorni, promossa dall’Ateneo e dal Dipartimento di Scienze Sociali, si è svolta il  6 e 7 aprile presso Palazzo Du Mesnil. 
In un paese come l’Italia, dove la geografia sociale ancora non ha molta visibilità, questo incontro si è posto come obiettivo da un lato quello di dare luce a questa disciplina attraverso anche un dibattito con i colleghi francesi, e dall’altro quello di offrire risalto alla responsabilità politica ed etica del geografo.  Prendendo spunto dal primo congresso di geografi del 2008 che si è tenuto a Parma e che ha lasciato interrogativi in sospeso e ha polarizzato l’interesse di molti studiosi italiani sulla geografia sociale, questo convegno, attraverso le sue tre sessioni di studio, ha analizzato altrettanti aspetti della questione. “Da Parma è rimasta in sospeso una domanda: ha senso distinguere tra geografia sociale e geografia umana? Oppure: è importante salvaguardare la specificità della geografia sociale a rischio di restare ai margini? La questione di una definizione specifica probabilmente resterà aperta, ma è importante avere gli strumenti di indagine con cui arricchire la nostra cassetta degli attrezzi”, ha detto il prof. Fabio Amato, tra i promotori dell’evento.
Nella prima parte della due giorni si è, dunque, discusso di  ‘Temi e metodi della geografia sociale: un confronto Italia-Francia’, aprendo così una discussione di tipo metodologico.  Nella seconda sessione (‘Società e spazio nelle scienze sociali’), si è aperta, invece, una riflessione sugli aspetti interdisciplinari della geografia sociale: “occuparsi di società appare come un’invasione di campo da parte della geografia sociale, anche perché gli interessi per gli aspetti sociali in Italia sono ancora deboli, ma proprio in questa seconda sessione si ritorna sul tema della geografia come scienza sociale e sui suoi rapporti con altre discipline come l’economia, l’urbanistica, la sociologia o l’antropologia”, ha spiegato Amato. Infine, la terza e ultima parte, ‘Città in trasformazione e aspetti sociali’, ha attraversato il campo della ricerca empirica e dell’impegno sociale del geografo. 
Visto il successo dell’iniziativa già si pensa ad un terzo incontro da organizzare per il prossimo anno. “Tra gli interventi che ci sono stati a Parma e quelli raccolti in questi giorni – anticipa Claudio Cerreti dell’Università Roma Tre – ho l’impressione che ci sia un terreno molto  fertile su cui lavorare per lo sviluppo di un discorso di ambito sociale. La parola ‘geografia sociale’ può, dunque, diventare il catalizzatore di una serie di interessi scientifici che in essa solo adesso si sono riconosciuti”.
Valentina Orellana
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