Geologia: Luigi e Salvatore vincono la Challenge Bowl e volano negli Usa

Si chiama Challenge Bowl Italia ed è una competizione nella quale si confrontano studenti e neolaureati provenienti da vari atenei italiani in una sfida a colpi di quiz in inglese su argomenti attinenti alla Geofisica. Si svolge a Roma in concomitanza con il convegno del Gruppo Nazionale di Geofisica della Terra Solida. In palio 450 euro per ogni squadra vincitrice – composta da due persone – e soprattutto la possibilità, con il relativo rimborso spese,  di partecipare ad una fase internazionale che nel 2020 si svolgerà negli Stati Uniti, precisamente a Houston, nell’ambito del congresso internazionale della Society of Exploration Geophysicists. Il primo posto è stato conquistato da due studenti della Federico II: Luigi Bianco e Salvatore Buoninfante, i quali hanno sconfitto in finale la squadra pisana. “Siamo studenti della Laurea Magistrale in Geologia applicata ed abbiamo entrambi 24 anni – racconta Bianco – La gara consisteva sostanzialmente nel rispondere a quiz a risposta multipla su argomenti di Geologia e Geofisica in inglese. Era importante rispondere in maniera esatta, ovviamente, ed era non meno importante la tempestività nell’intuire la domanda e nel prenotarsi per rispondere premendo un pulsante. Un po’ come accade nei quiz televisivi”. L’intera gara è durata circa due ore e per questa edizione si è svolta il 14 novembre nella sede capitolina del Consiglio Nazionale delle Ricerche. “Alcune domande – prosegue Bianco – erano piuttosto difficili. Per noi in particolare quelle di astrofisica e cosmologia, che certamente risultavano più abbordabili a chi era approdato a Geofisica da percorsi di studio di Fisica piuttosto che di Geologia. C’erano, però, anche domande per le quali è stata determinante la velocità nell’intuire il quesito e nel comprendere la domanda in inglese”. Ma cosa ha motivato Bianco e Buoninfante a partecipare? “La possibilità di confrontarci per la prima volta con studenti del nostro ambito ma provenienti da altre Università – risponde il ventiquattrenne sorrentino – è stata certamente una molla importante. Ci ha convinti anche l’esperienza di altri colleghi che avevano già partecipato. Non nascondo, però, che ha giocato un ruolo anche la possibilità di concorrere al premio in denaro di 450 euro e, soprattutto, di provare ad andare per la gara mondiale negli Stati Uniti. Sarà un onore rappresentare l’Italia in quella circostanza e sarà certamente una esperienza straordinaria di vita per me e per Salvatore. Intanto ci godiamo i complimenti dei nostri professori, che sono stati felicissimi come, del resto, tutti quelli che frequentano il Dipartimento. I docenti sono stati contenti anche perché – credo – vedono che il loro lavoro dà frutti”. Bianco è a due esami dalla laurea. Progetti? “Non ho ancora le idee ben chiare. Un percorso di dottorato certamente mi stimola, ma mi piacerebbe anche lavorare in qualche azienda di esplorazione geologica mettendo a frutto le competenze in Geofisica acquisite nel percorso universitario”. 
Che atteggiamento – oltre all’ovvio impegno quotidiano – suggerisce uno dei due vincitori italiani della Challenge Bowl alle ragazze ed ai ragazzi i quali hanno iniziato quest’anno il percorso di Laurea Triennale in Geologia alla Federico II? “Sicuramente devono essere sicuri di avere scelto una strada che piace loro. Suggerisco di non ascoltare i pareri esterni di chi sminuisce le possibilità lavorative. Le persone valide hanno buone possibilità, se non in Italia o a Napoli certamente nel mondo. Anche perché siamo pochi iscritti all’anno. Una settantina alla Triennale ed ancora meno alla Magistrale. Non fermarsi ai primi ostacoli, impegnarsi ed essere certi che si fa una cosa che appassiona è una buona strategia”. La materia più difficile per le matricole? “Forse all’epoca del mio primo anno alla Triennale fu per me Paleontologia perché era un disciplina che richiedeva un grosso sforzo di memoria. Ma non so come siano cambiate oggi le cose”.
Fabrizio Geremicca
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