Giurisprudenza ricorda i suoi Maestri

Grande partecipazione all’incontro “Rileggere i Maestri”. Ad affollare l’aula Pessina di Giurisprudenza, il 30 aprile, tanti professori e studenti per rendere omaggio a grandi personalità del diritto italiano. Cinque i Maestri ricordati, professori che hanno lasciato una traccia indelebile nella memoria storica della Facoltà. “I grandi docenti che ci apprestiamo a ricordare – commenta il Preside Lucio De Giovanni – hanno dato lustro, illuminato e disegnato la via della nostra Università, dando l’input iniziale a tantissimi colleghi qui presenti. L’incontro di oggi ha una densità particolare, ci dà il senso della continuità: i Maestri che vengono ricordati da altri Maestri”. A rompere il ghiaccio, il prof. Michele Scudiero, il quale, con grande commozione, ha raccontato la storia e i ricordi personali che lo legano alla figura del prof. Alfonso Tesauro: “era un turbine incessante di energia. Travolgente, sempre teso verso l’elaborazione scientifica. Ha avuto, fin dall’inizio della sua carriera, un’attenzione particolare alle vicende universitarie”. Giurista, docente, avvocato, parlamentare, Tesauro è l’emblema del diritto italiano. “Ho avuto il piacere di conoscerlo nel 1959, subito dopo la mia laurea – continua Scudiero – e da allora mi sono appassionato ai suoi studi. Per quattro legislature è stato alla Camera dei Deputati, per altre due al Senato, senza perdere di vista la ricerca scientifica, i suoi allievi e il compito che la giurisprudenza riveste in Facoltà. Per 40 anni è stato docente di Diritto Costituzionale ed ha lasciato in tutti noi un po’ della sua ricchezza umana”. A ricordare Aldo Sandulli, l’esperienza e la verve del prof. Giuseppe Palma: “Un uomo schivo, di grande discrezione, che ha dedicato la sua vita allo studio e alla ricerca. Ricordo i pomeriggi assolati trascorsi nel suo studio tra più di mille libri, ascoltando con attenzione ogni sua teoria concernente il Diritto Amministrativo”. Ufficiale dell’esercito italiano nella Seconda Guerra Mondiale, Sandulli fu prigioniero in Russia nei campi di concentramento. “Anche in istanti terribili, come quelli trascorsi nel lager, trovava modo di fare lezione di diritto. Spiegava ai condannati la libertà, i diritti, infondendo in chiunque l’ascoltasse stima e affetto”. Conclude: “Sono stato un suo allievo e ricordo con commozione le lezioni che impartiva a noi studenti”. Compito del prof. Giuseppe Abbamonte, quello di fornire un quadro inedito di Carlo Iaccarino: “Maestro esperto, ha dato il via a tematiche di Diritto Amministrativo ancora oggi studiate. A trent’anni dalla sua scomparsa, conservo il ricordo di un docente sempre pronto, disponibile al dialogo anche se schivo”. Ricorda: “quando mi fu offerta la cattedra di Diritto Amministrativo, il Maestro venne a seguire la mia prima lezione. In disparte, cercava di infondermi coraggio e al tempo stesso controllava il mio operato”. Amava esaminare gli studenti attraverso la risoluzione di casi concreti “per capire quanto uno studente avesse imparato a memoria e quanto invece avesse fatto propria la disciplina”. Al prof. Giorgio Gaja l’onere e l’onore di tratteggiare la figura di Gaetano Morelli. “Napoletano d’adozione, era originario di Crotone, anche se ha sempre vissuto a Roma. Sul suolo partenopeo però vi è stato per ben 16 anni ed è qui che ha dato vita ai maggiori scritti sul Diritto Internazionale. Dal carattere riservato, è stato un docente apprezzato anche al di fuori dei confini italiani. Per ben 9 anni giudice della Corte Internazionale di Giustizia, ha partecipato a contenziosi che ancora oggi si studiano nei manuali di diritto internazionale”, spiega Gaja. A concludere la manifestazione, la testimonianza del prof. Andrea Giardina che ha entusiasmato la platea parlando del carattere a volte pungente del Maestro Rolando Quadri. “Una persona esuberante – commenta il docente – Il suo sarcasmo era proverbiale e tante volte lo usava nei confronti critici tra  studenti. Il suo tributo nell’ambito del diritto internazionale è stato per molti versi essenziale. Negli anni ha sviluppato nuove prospettive sui ‘pacta sun servanda’”. Entusiasti gli studenti che hanno partecipato all’incontro (hanno potuto anche acquisire crediti) per l’opportunità di saperne di più su autori i cui nomi sovente si trovano nei manuali di studio.
Susy Lubrano
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