Gli esami del primo anno: i più complessi e con un elevato numero di crediti

Il primo anno per lo studente che si approccia all’università segna l’incipit di tutta la sua carriera. Dunque non bisogna sottovalutarlo, ma nemmeno farsi prendere dal panico. Ecco gli ingredienti giusti per ottenere un buon risultato: tenacia, pazienza, serietà, ma conta molto anche far tesoro dell’esperienza liceale pregressa. I primi esami spesso sono i più complicati, con un alto numeri di crediti, e in genere richiedono uno studio intenso. Uno fra questi è l’esame di Linguistica generale del Corso di Laurea in Lingue e culture moderne: 9 crediti formativi, obbligatorio per entrambi i curricula attivati,  comincerà a ottobre. Lo studio di quest’esame si incentra “su una disciplina del tutto nuova per le matricole. Lo studente dovrà far propria una nutrita serie di concetti tecnici che rappresenta una base fondamentale per affrontare alcune discipline che seguiranno, come l’inglese e il francese”, spiega il prof. Antonio Perri a cui è affidato il corso. Ma se per le matricole la disciplina è del tutto nuova, come sarà l’approccio? “In genere la linguistica non si studia al liceo, quindi lo studente non ne sa nulla all’inizio e può sentirsi disorientato. La soluzione è seguire le lezioni e cercare di capire il vero funzionamento della lingua, entrando nella sua logica e non soffermandosi sullo studio mnemonico”. Questa soluzione, in passato, ha portato vantaggi: “Alla fine gli studenti raggiungono l’obiettivo e gli esiti degli esami sono soddisfacenti quando dimostrano di aver saputo organizzare lo studio nel modo corretto. Un’abitudine importante sarebbe rivedere gli appunti una volta tornati a casa dopo le lezioni”. Tutti i ragazzi, per questa disciplina, hanno a disposizione, “oltre ai materiali didattici, testi che presentano esercizi, domande a cui rispondere, e a volte hanno la possibilità di lavorare in rete”.
Al Corso di Laurea in Scienze e Tecniche di Psicologia cognitiva, lo studio dell’esame di Psicologia dei processi cognitivi (9 crediti formativi,  obbligatorio per entrambi i curricula), affidato alla prof.ssa Antonella Brandimonte, si incentra su “una psicologia generale che riguarda l’analisi delle principali funzioni mentali: dall’attenzione alla memoria. Studiare questa disciplina è fondamentale per arrivare a comprendere i rami della psicologia più specifici”, spiega la docente. Le lezioni frontali, che cominciano a ottobre, sono interattive e molto partecipate: “Seguire nel modo giusto è il primo passo per il successo. Già dalla prima volta spiego ai ragazzi come prendere appunti e sottolineo di non ricopiare le slide, perché tutti i materiali sono disponibili sul sito, ma piuttosto è importante soffermarsi su ciò che spiego e che non troveranno sul libro. Le mie lezioni sono ricche di esempi e spesso interrompo la spiegazione per porre interrogativi alla classe. Questo fa in modo che l’attenzione non cali di troppo e spinge i ragazzi a capire a fondo un concetto”. Poi aggiunge: “La media dei voti non è altissima per questo esame perché la maggior parte degli studenti crede di avere capito i concetti e invece si accontenta di sapere quel poco che basta per essere promossi. La verità è che spesso si creano falsi miti a cui si crede perché non si ha voglia di approfondire, non ci si mette in discussione abbastanza. Chi studia Psicologia deve tenere a mente, invece, che nulla che sia troppo facile può essere davvero convincente. Bisogna imparare a dubitare, accrescere la curiosità, impegnarsi, essere critici”. L’esame sarà articolato in “domande a risposta multipla, risposta aperta, domande vero o falso, grafici, risposte alla quali bisogna trovare la domanda, proprio perché non lascio al caso la sorte dell’esame ma voglio accertarmi che tutti abbiano veramente compreso il necessario”, specifica la docente. Consigli su come approcciarsi alla nuova materia: “Frequentare le lezioni non è inutile ma non serve fare presenza passiva. Bisogna essere propensi all’apprendimento e al sacrificio”.
Un esame molto impegnativo per le matricole del Corso di Laurea in Giurisprudenza è Istituzioni di diritto privato. Consente di acquisire ben 13 crediti, si svolge al secondo semestre. “La disciplina si incentra sulla gestione sia dei rapporti tra gli individui di una comunità sia degli enti privati, attraverso l’attuazione di norme – spiega la prof.ssa Ilaria Caggiano a cui è affidato il corso – Rappresenta il diritto più egualitario fra tutti e riguarda molteplici aspetti: dal diritto dei contratti, alla responsabilità civile, alla proprietà, alla privacy”. Oltre alle lezioni frontali, sono programmati anche incontri seminariali, ma è da sottolineare che “le lezioni si basano sul metodo socratico e cioè sono improntate sul ragionamento e non solo sull’apprendimento mnemonico, non sono dottrinali ma richiedono un approccio dinamico, che si interfaccia con la realtà. Si presenta un problema e attraverso vari passaggi si cerca di far comprendere ai ragazzi quale sono le norme da applicare per risolverlo”. Poi la docente aggiunge: “In aula vengono distribuiti e discussi materiali diversi, tra cui alcuni da reperire in autonomia sulle banche dati e i siti, che alla fine vengono raccolti in faldoni e diventano oggetto d’esame”. Proprio per questo motivo è fondamentale la presenza in aula: “per imparare questa disciplina non è possibile far tutto da soli. I ragazzi devono essere in grado di entrare nel mondo del diritto per comprenderlo e interpretarlo anche perché esso è in continuo cambiamento”. Un consiglio su come approcciarsi alla disciplina per la prima volta: “Non studiare a memoria, non leggere solo il manuale per l’esame ma anche il Codice. Mostrarsi critici, capire il perché dell’esistenza di una regola e esercitarsi ogni giorno confrontandosi con la vita reale. In ultimo è importante viaggiare, sfruttando ad esempio occasioni come l’Erasmus, per far propria una visione a tutto tondo del diritto”.
Francesca Corato
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