Gli spazi studio, una priorità

Il Consiglio degli Studenti di Ingegneria si è riunito il 9 febbraio per discutere dei problemi della Facoltà e dei disagi che i lavori di ristrutturazione stanno causando agli studenti. “Abbiamo approvato all’unanimità un documento affinché il Preside adibisca degli spazi studio, per noi una priorità seconda solo al bisogno di aule per le lezioni”, illustra il presidente del Consiglio studentesco Domenico Petrazzuoli. “La precaria situazione che la comunità studentesca sta vivendo da più di un anno nella struttura di Piazzale Tecchio, causata dagli inevitabili lavori di adeguamento alle norme di sicurezza e ancora lontani da un’effettiva conclusione, richiede di assumere come priorità massima la realizzazione di uno spazio studio, aula, o biblioteca, oppure di modificare la destinazione d’uso di aree preesistenti senza far ricorso ad altri spazi già utilizzati”, scrivono gli studenti nel documento consegnato al Preside nel quale comunque sottolineano di “conoscere appieno le problematiche esistenti”. 
Altri punti importanti della riunione, il dibattito sui regolamenti delle Lauree Magistrali dei quali si discuterà nel corso delle prossime sedute del Consiglio di Facoltà. “Dobbiamo documentarci a fondo sul decreto 270 e vigilare nei vari Corsi di Laurea, raccogliendo le bozze elaborate al loro interno, affinché non vengano prese decisioni dannose per gli studenti. Dovremo, inoltre, impegnarci perché l’opzione di passaggio sia la più chiara possibile tutelando i crediti ed i requisiti in possesso degli studenti”, sottolinea Petrazzuoli. 
Ultimo punto di rilievo è l’agitazione in atto in diverse Facoltà di Ingegneria d’Italia per modificare il DPR 328/01, che suddivide e assegna le competenze di ciascun settore dell’Ingegneria, nei tre albi canonici: Civile-Ambientale, Industriale e dell’Informazione. In base a quanto disposto dal decreto, viene impedito agli ingegneri elettronici di progettare e certificare impianti elettrici e fotovoltaici considerati impianti per la produzione di energia e non macchine per l’informazione. “Tale preclusione risulta a dir poco paradossale. Gli impianti fotovoltaici sono costituiti da componenti elettronici e nelle università italiane gli ingegneri elettronici sono da più di tre decadi preparati ad affrontarne le problematiche progettuali. Oggi la larga maggioranza dei sistemi di trasformazione e controllo dell’energia elettrica è fondamentalmente basata sull’utilizzo di dispositivi elettronici di potenza, il cui studio è largamente presente nei percorsi formativi in Ingegneria Elettronica”, sostiene ancora il parlamentino studentesco sottolineando come “la formazione culturale degli ingegneri elettronici nel campo dell’elettrotecnica e dell’impiantistica elettrica è sicuramente equivalente a quella che viene fornita dai percorsi formativi di molte delle classi di laurea che consentono l’accesso al settore industriale, pur afferendo a quello dell’informazione quali l’ingegneria automatica o biomedica”. Una discriminazione, quindi, che limita le opportunità professionali degli ingegneri elettronici.
Simona Pasquale
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