I pro e i contro della Facoltà

‘Perché scegliere Giurisprudenza?’ L’abbiamo chiesto agli studenti che frequentano la Facoltà. Maria Langiù e Oscar Del Prete, quarto anno: “perché la didattica è ben organizzata e le strutture sono funzionali”. Beatrice Fusco: “per la disponibilità dei docenti e per i programmi ricchi di approfondimenti. Siamo di gran lunga più preparati degli studenti di altre Facoltà. Qui si studia di più ma il nostro titolo di laurea è anche più quotato”. Marta D’Ambrosio, secondo anno, “se si hanno ideali di giustizia da voler portare avanti. Per una scelta consapevole consiglio di verificare le discipline impartite e gli argomenti trattati”. Barbara Romano, quinto anno: “è una delle Facoltà più difficili per la complessità dei programmi. Tutto questo però non deve scoraggiare perché nel post-laurea i sacrifici saranno ricompensati perché Giurisprudenza gode di grande prestigio”. Massimo Marasco “per le terrazze dell’edificio di Porta di Massa che danno sul mare. Si vede il porto, le navi che approdano e questo panorama infonde un senso di tranquillità”. Veronica Massa: “i problemi accomunano tutti gli studenti ed è facile fare amicizia. Consiglio Giurisprudenza per i periodi trascorsi al bar della Facoltà con gli amici conosciuti al corso, per la possibilità di confrontarsi su temi sempre attuali e per la concretezza delle materie studiate”. Valerio Goliuso: “perché, nonostante i problemi, funziona tutto ed abbiamo professori ed assistenti sempre disponibili”. Regina Donato: “il punto di forza della Facoltà sono i professori, tutti molto preparati e disponibili. Poi l’organizzazione didattica”. Marco Coppola, secondo anno: “perché gli studi giuridici non passeranno mai di moda. Inoltre la preparazione, anche se faticosa, è ottima e altamente competitiva”.
Non ci resta che capovolgere la domanda: Quali sono i motivi per non scegliere Giurisprudenza? Mario Carannante: “è un’ottima Facoltà, ma il folto numero di studenti impedisce di vivere al meglio le strutture e la vita universitaria”. Lucio Berti:  “il sovraffollamento è la causa primaria di ritardi e cattiva gestione didattica ed è il reale motivo per cui tanti studenti preferiscono iscriversi altrove. Abbiamo difficoltà a rapportarci con i professori e ad usare le strutture universitarie perché siamo troppi”. Livia: “le aule sono piccole, non è possibile seguire i corsi. Al primo anno sembra di essere allo stadio, viene voglia di scappare perché si rischia di sentirsi soffocati”. Imma Lucci: “i programmi sono troppo lunghi e complessi. Ci sono cattedre talmente ostiche che i loro insegnamenti vanno studiati per 5-6 mesi di continuo. Purtroppo in questa Facoltà si perde tanto tempo proprio per gli esami più importanti perché non si trova aiuto dai professori”. Claudio:  “abbiamo pochi appelli durante l’anno, 7 in tutto, senza possibilità di ripetere la prova in caso di esito negativo. In questo modo si incentiva i ragazzi a diventare dei fuori corso”. Pietro Scotto Rosato: “Le altre Facoltà hanno, per la stessa disciplina, più appelli in ogni mese, proprio per incoraggiare i ragazzi a sostenere il maggior numero di esami. Nella nostra non si ha rispetto per le esigenze degli studenti; qui contano i numeri, per il resto si rimane soli nel marasma generale”. Diego: “ci sono troppi ritardi e le propedeuticità non aiutano. Ci vuole una buona dose di volontà per sopravvivere ai primi anni, poi si diventa pazienti e le cose si affrontano meglio”.
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