I programmi dei candidati

Cinquanta pagine ricche di cifre, citazioni, riferimenti al contesto nazionale economico ed universitario ed a quello specifico della Sun: ecco il programma di Mario Mustilli per il rettorato. Meritocrazia, premialità, coesione, identità e condivisione: alcuni dei concetti richiamati. “La crisi dell’Università”, riflette, “si inserisce nel più ampio quadro depresso del Paese. L’Italia spende il 4,43% del PIL per l’Educazione, ma solo lo 0,76% per l’Università; gli investimenti in ricerca non superano l’1,1% del PIL, un parametro che nel Mezzogiorno diviene drammaticamente molto più basso”. Drammatici, sottolinea, “sono anche i dati relativi al mercato del lavoro. Al Sud il tasso di occupazione è pari al 43,8% mentre al Centro Nord lo stesso dato sale al 63,8%. L’emergenza economica si trasforma in una emergenza civile e sociale. Chiusura delle porte di accesso al mercato del lavoro, aumento della durata della disoccupazione, allungamento dei tempi di transizione dalla scuola al lavoro sono tutti fenomeni che colpiscono in particolar modo i diplomati ed i laureati del Sud che presentano bassi tassi di occupazione (31,% i primi, 48,7% i secondi). Tutto trova il suo oggettivo riscontro nel tasso di migrazione dal Sud verso altre destinazioni. Come osservato si registra uno tsunami demografico: nei prossimi sei anni, secondo la Svimez, una popolazione pari quasi alla città di Napoli lascerà il Mezzogiorno. Sono giovani per lo più, in gran parte formati anche universitariamente, che sguarniscono il vero capitale di un’area che è ovviamente il capitale umano”. Prosegue: “Le risorse a nostra disposizione sono insufficienti e non è una buona soluzione tagliarle ulteriormente nel momento in cui si sviluppa una forma di competizione “di mercato” che tende a far sopravvivere i più forti nei tempi della globalizzazione: nel preparare il mio programma non posso nascondere la preoccupazione per un futuro denso di incognite e di minacce all’autonomia universitaria soprattutto per la funzione che svolge in un territorio difficile come la Campania e soprattutto nelle province di Caserta e di Napoli. È da riconoscere che non sempre l’Università italiana ha saputo mantenere un profilo “alto”, esercitando la sua autonomia scientifica, didattica, amministrativa, patrimoniale, finanziaria e contabile nell’interesse della società e nel rispetto dei diritti della persona; eppure appare evidente che l’Istituzione è stata sottoposta negli ultimi anni ad un attacco ai suoi paventati “privilegi” sproporzionati rispetto ai suoi errori. È necessario sfidare l’opinione pubblica dimostrando come sia proprio l’Università il settore della Stato che, più di altri, sta attraversando e accettando riforme e innovazioni intense e continue con un coraggio ed una determinazione non paragonabile ad altre amministrazioni pubbliche”. Rivendica alcuni successi della precedente gestione di Ateneo: “Negli ultimi dieci anni la Sun è cresciuta moltissimo e ha vissuto una vera e propria rivoluzione, con l’incremento della pianta organica, l’ampio potenziamento delle strutture edilizie, un bilancio sano”. Ora, però, riflette, “tutto il quadro è cambiato profondamente: la globalizzazione e l’economia della conoscenza ci costringono ad un confronto continuo in un mondo sempre più aperto, dove però le specificità locali possono fare la differenza. Gli sforzi fatti per potenziare e rendere più equilibrato il nostro Ateneo negli ultimi anni devono oggi trovare meccanismi di utilizzo innovativo delle risorse disponibili che devono liberare tutte le loro potenzialità”. In questo senso, sottolinea, “il mio programma si pone in una prospettiva di svolta, di autonomia culturale, di analisi critica dei problemi, con una forte e celere spinta riformista, allo scopo di raggiungere obiettivi concreti entro il primo anno di mandato: credo che sia condivisa l’idea che possiamo crescere solo rinnovando profondamente la dirigenza, facendo fare un salto culturale dentro l’Amministrazione, nei Dipartimenti, dando spazio ai giovani e alle donne, a tutti coloro che abbiano talento e contrastando ogni forma di discriminazione, responsabilizzando efficacemente il personale tecnico e amministrativo, intervenendo sull’amministrazione e sull’organizzazione in funzione di obiettivi precisi e di scelte coraggiose, senza stare ad inseguire unanimismi di facciata”. 
Sull’offerta formativa, Mustilli individua alcune azioni di rilancio: l’istituzione della figura del Manager Didattico come punto di riferimento degli studenti, il monitoraggio dei dati sui Corsi di studio e sulle risorse materiali e immateriali disponibili per la didattica, il controllo della qualità e di verifica della customer satisfaction; il coordinamento e integrazione dei servizi per la didattica (orientamento, job placement, servizi amministrativi, servizi informatici, gestione di aule e laboratori), i contatti con l’esterno per accordi di stage e tirocini. Inoltre, occorre rafforzare le Lauree Magistrali, razionalizzare e potenziare i Master, così come l’orientamento in ingresso e in itinere. Da migliorare anche gli strumenti telematici (“appare indispensabile realizzare una piattaforma telematica, costruendo un expertise interno, per avvicinare i docenti agli studenti… Va potenziata la comunicazione interna e semplificato il reperimento delle informazioni da parte degli studenti anche e, soprattutto, attraverso l’utilizzo di smartphone, tablet, social network ecc”). Va favorita anche la conoscenze delle lingue straniere.
Governance d’Ateneo: “mi avvarrò di Prorettori con competenze su tematiche specifiche”. Un Prorettore avrà la delega alle attività clinico-assistenziali. Il Prorettore sarà coadiuvato da 4 delegati individuati per aree cliniche omogenee al loro interno.
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