I team premiati

Tre business plan nel campo della salute, uno in quello dell’energia ed uno dell’ambiente sono i cinque progetti finalisti della Start Cup Campania 2010.
Epic è il nome del team piazzatosi sul più alto gradino del podio. E’  formato da un gruppo misto di ricercatori della SUN e della Federico II: Lucia Altucci, Angela Nebbioso, Vincenzo Carafa, Gianluigi Franci, Marco Miceli, Cinzia Cannizzaro e Sergio Heim. Il loro progetto riguarda l’identificazione e caratterizzazione bio-molecolare di trattamenti epigenetici innovativi contro il cancro. “Ci sono solo due farmaci epigenetici in commercio e hanno la stessa tipologia di bersaglio per le terapie anti-cancro – spiega la prof.ssa Altucci – L’originalità dell’invenzione sta nel poter colpire più target in contemporanea con una sola molecola”.
L’industrializzazione e la commercializzazione della Diamond mono tile pv, una tegola fotovoltaica innovativa, è quanto si propone di realizzare il gruppo NewCo della SUN classificatosi al secondo posto, composto da Mario Buono, Assunta Capece, Caterina Cristina Fiorentino, Maria Piccolo, Francesco Salomone. “Abbiamo presentato la domanda di brevetto e creato il prototipo. L’obiettivo è invadere il mercato nazionale nel 2011 e nel 2012 partire con quello internazionale”, afferma il prof. Buono.
Ad aggiudicarsi il terzo posto è stato il team federiciano composto da Luciano Nunziante, Massimiliano Fraldi, Antonio Gesualdo, Luca Esposito, Federico Carannante e Pietro Nunziante. Il loro progetto è Safety of bridge structures e riguarda un sistema innovativo per monitorare la sicurezza di grandi infrastrutture. “Lo strumento che abbiamo progettato consente l’identificazione della ruggine nei cavi dei ponti sospesi con modalità non distruttive. Il brevetto sta per essere registrato anche su scala internazionale”, dichiara l’architetto Pietro Nunziante.
I Dermopharm sono arrivati quarti presentando un progetto finalizzato allo sviluppo di un nuovo analgesico, il Nagal. Vi hanno lavorato: Vito de Novellis, Sabatino Maione, Maria Grazia Rimoli, Livio Luongo, Francesca Guida, Carmine Pirozzi e Emilio Citro. “L’obiettivo è sintetizzare e sperimentare nuove molecole che presentano come target principale la cura del dolore cronico intrattabile, per esempio quello causato da patologie neurodegererative”, spiega il prof. De Novellis.
Dalla dea assiso-babilonese Ishtar prende il nome il team classificato al quinto posto che ha presentato un progetto per lo sviluppo di prodotti fitoterapeutici ricavati dagli scarti della produzione agro-alimentare. L’idea è nata dalla collaborazione tra Adele Bolognese, Michele Manfra, Francesco Fiorillo, Nunzia Spiezo e Antonio La Vecchia. “La nostra mission è usare pigmenti e principi attivi presenti in frutta e ortaggi rossi per prevenire e combattere obesità, sindrome metabolica e diabete”, afferma la prof.ssa Bolognese che ha già vinto l’edizione 2007 della Start Cup quale capogruppo del team Arianna, autore di un progetto per la produzione di fili chirurgici di sutura con rilascio controllato di farmaci. “La Fasa Plast di Battipaglia ha comprato il brevetto e noi abbiamo reinvestito immediatamente quel capitale per costituirci in società con loro – racconta la docente – Oggi abbiamo prodotto una grande quantità di filo e stiamo aspettando il marchio della Comunità Europea per la vendita. Tra al massimo tre mesi sarà sul mercato”.
Ai primi 3 team classificati sono andati rispettivamente 5mila, 3mila e 2mila euro. 1.000 euro sono stati consegnati al quarto e quinto classificato. Tutti e cinque i progetti selezionati parteciperanno di diritto al Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), una competizione analoga organizzata a livello nazionale che si svolgerà il 3 dicembre a Palermo.
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