Il metodo di studio migliore? “Collegare gli argomenti”

“Il metodo migliore di studio è quello di tentare di collegare i vari argomenti. Il programma che adotto è abbastanza duro, nel senso che riguarda tutte le aree di gestione delle imprese. Per cui la difficoltà principale non è nello studio dei singoli argomenti ma nel collegare tutti gli argomenti in un disegno organico di gestione delle imprese. Il libro può forse trarre in inganno perché gli argomenti sembrano semplici; il riuscire a collegarli in un quadro organico, è l’elemento di maggiore difficoltà. Lo studio dovrebbe essere fatto approfondendo i singoli argomenti, poi riconducendosi all’indice analitico finale cercare di controllare se per ogni argomento c’è l’informazione sufficiente, c’è stato l’approfondimento necessario”. Sono i consigli del professor Sergio Sciarelli, docente di Economia e Gestione delle imprese, dispensati agli studenti nel corso dell’intervista andata in onda il 10 aprile su Radio Kiss Kiss Napoli. Su quali argomenti soffermarsi? “Sicuramente la gestione strategica dell’impresa, visto che oggi l’impresa è un sistema in continua innovazione e quindi il comportamento strategico è necessario per tutti i tipi di impresa e tutti i settori di produzione di beni e servizi. Una buona impostazione strategica e quindi lo studio sia delle strategie globali di gestione sia di quelle  competitive e funzionali, costituiscono un aspetto di grande rilevanza”. I testi adottati dalla cattedra: “il mio testo ‘Economia e gestione delle imprese’, è in effetti un rifacimento del sistema di impresa, un testo che, nell’ambito dei manuali relativi alla mia materia, non perché l’abbia scritto io, è abbastanza completo”. Il volume è adottato in dodici università italiane. Ma perché è fondamentale sostenere il suo esame- chiede Ida Di Martino. “Direi che chi si laurea in Economia e non conosce la gestione delle aziende, esce con una preparazione che sicuramente lo taglia fuori da tutto un mondo, che è appunto il mondo dell’operatività aziendale. La gestione delle imprese è così importante che non può essere escluso dalla preparazione di un laureato. A meno che non voglia dedicarsi alla ricerca in economia pura ma anche in quel caso la conoscenza della microeconomia e delle problematiche di gestione è fondamentale. Tant’è che a Napoli nella facoltà dove insegno, il corso è annuale, così come le materie istituzionali e richiede una particolare cura sia nella docenza che nello studio”. Qualche suggerimento utile per affrontare i giorni prima dell’esame: “io ritengo importante la frequenza e quindi la possibilità di disporre di appunti che possono essere riletti negli ultimi giorni prima dell’esame. La frequenza è utile per due motivi: avvicina alla materia; consente di capire il peso che il docente da ai singoli argomenti, integrare la lettura del testo con una serie di valutazioni del docente fornite durante il corso. Se lo studente durante le lezioni ha preso appunti, ecco, prima dell’esame è utile rileggerli”.  Ma cosa ricorda del suo esame, il prof. Sciarelli? “Lo preparai in modo molto frettoloso anche perché prima l’impostazione dell’esame era diversa. Era Tecnica industriale e commerciale, si studiava il commercio estero. Tutto sommato era una materia forse meno piacevole di quella che si è venuta formando oggi. Presi trenta, però, sinceramente, non pienamente meritato in rapporto all’impegno profuso”. Qualche aneddoto tratto dalla sua carriera di docente “l’episodio particolarmente simpatico in cui uno studente invece di dire check up diceva ketch up; oppure alla domanda che cos’è un campione rispondeva ‘il migliore di tutti’ invece di riferirsi ad un campione statistico. Ma queste sono perle che ogni docente accumula nella sua carriera universitaria”.
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