Anatomia, appelli ad aprile: non se ne parla

“Io cerco sempre di essere favorevole agli studenti, ma un appello ad aprile all’Università è una cosa che non si è mai vista. Non se ne parla proprio”. Il Presidente del Corso di Laurea in Medicina Guglielmo Borgia risponde negativamente alla richiesta che era stata avanzata da parte di molti immatricolati nel 1997/1998, i quali afferiscono alla Tabella XVIII, la penultima attivata a Medicina. Il problema di questi studenti è relativo all’esame di Anatomia 2. All’ultimo appello svoltosi a febbraio su 140 iscritti ai quiz, ne sono stati ammessi all’orale 39. Una quindicina di questi è stata poi comunque bocciata. A quanto pare il compito scritto proposto a febbraio agli esaminandi è stato di eccezionale difficoltà, infarcito di domande quantomeno ambigue o comunque eccessivamente specialistiche. Sulla base di queste considerazioni i ragazzi chiedevano la possibilità di ritentare tra fine marzo ed aprile, ma il presidente di corso di laurea è di diverso avviso. Sembra avviata ad una soluzione positiva, invece, la vertenza promossa dagli iscritti al secondo anno della Nuova Tabella. Riguarda anch’essa l’esame di Anatomia, che è stato affrontato a febbraio soltanto da uno studente su sei. I ragazzi, come riportato da Ateneapoli, contestano l’organizzazione della Nuova Tabella, che di fatto prevede al primo semestre del secondo anno un programma equivalente o quasi a quello della vecchia Anatomia, che però si affrontava nell’arco di un anno. Per esprimere il loro disagio hanno boicottato le schede di valutazione dei corsi; contemporaneamente, tramite alcuni rappresentanti, hanno chiesto  al Corso di Laurea di concedere loro la possibilità di un appello di recupero anticipato, rispetto a quello di settembre. Auspicano che sia fissato a giugno. Borgia non si sbilancia, ma tutto lascia credere che la loro richiesta sarà accolta. “Ne abbiamo discusso anche in Commissione ed io ho ribadito di essere favorevole. Non mi sento di garantire certezze, ma i ragazzi hanno di che essere ottimisti”. D’altronde, che qualcosa ad Anatomia non vada per il verso giusto -come testimoniano in maniera eloquente le cifre- lo crede anche il professor Borgia. “Il problema è che è un esame vasto e complesso e forse i ragazzi hanno difficoltà ad affrontarlo in un semestre”. Non è escluso che la situazione si modifichi già a partire dal prossimo anno, anche sulla base di una lettera che gli stessi docenti di Anatomia hanno inviato nelle passate settimane al Presidente del corso di laurea. “Mi hanno proposto di svilupparlo su tutto l’anno. Attualmente sette crediti di Anatomia sono collocati al primo anno e lo studente li totalizza superando l’esame di Istologia ed Embriologia-Fondamenti di Anatomia umana. Altri venti crediti derivano dal superamento di Anatomia umana normale, che si affronta nel primo semestre del secondo anno. La proposta dei colleghi è quella di distribuire i venti crediti di Anatomia umana normale lungo tutto l’anno. Si segue il corso nei due semestri e poi, alla fine, si sostiene un unico esame. In questo modo i ragazzi avrebbero più tempo per studiare e per digerire concetti che – inutile nasconderselo – sono impegnativi”. Anche questa proposta sembra destinata, dunque, ad essere attuata a partire dall’anno accademico 2000/2001. 
Anatomia non rappresenta peraltro l’unico motivo di tensione, tra gli studenti di Medicina. Come pubblicato da Ateneapoli, le matricole le quali hanno risposto ai questionari di valutazione della didattica elaborati dal professor Umberto Giani, docente di Statistica, tra i suggerimenti relativi al corso di Chimica hanno messo al primo posto: “meno terrorismo”. Ecco cosa dice Borgia in proposito. “Non entro nel merito e preferisco non fare commenti. So che ci sono alcuni studenti i quali per pochissimo non hanno messo insieme il 70% delle frequenze necessarie ad essere ammessi all’esame. Ecco, magari si potrebbe fare qualche seminario o qualche corso integrativo utile a fare raggiungere le frequenze necessarie”. 
Prossimo Consiglio di Corso di laurea: il 26 aprile. “Si discuterà dei corsi compatti e dei decreti d’area”. Infine, capitolo specializzandi: lamentano di essere sfruttati, utilizzati come manodopera a costo zero ed in compiti talvolta impropri. Borgia invita a non fare di tutta l’erba un fascio. “Non generalizzerei il problema. Non sono sfruttati in tutte le strutture. Magari può essere un problema legato a qualche singolo docente”.
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