Il prof. Mazzeo: “Incontriamo spesso i nostri studenti in giro per il mondo e spesso hanno fatto carriera”

L’area ICT – Information and Comunication Technology – raggruppa cinque Corsi di Laurea, con una forte impronta di base comune. “L’anno scorso abbiamo operato una grande riorganizzazione didattica per omogeneizzare la preparazione di base ed agevolare il passaggio da un settore all’altro”, spiega il prof. Antonino Mazzeo, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Informatica e del Centro di Competenza regionale che raggruppa le strutture dei diversi atenei campani. In questo settore è importante distinguere tra la Laurea Triennale e quella Specialistica. La differenza sostanziale è dovuta al contesto lavorativo. Il titolo di primo livello in Ingegneria Informatica, per esempio, presenta una certa spendibilità nel mondo del lavoro. “Perché il triennalista informatico è uno sviluppatore e trova occasioni di inserimento in diverse tipologie di aziende. Per certi versi è il Corso più professionalizzante, insieme forse ai telecomunicazionisti che, occupandosi di reti, trovano un certo inserimento nelle società del ramo”. Contrariamente a quanto accade nel settore dell’Automazione, che vede nella Specialistica un momento formativo fondamentale e dell’Elettronica. “Si tratta di materie d’avanguardia, con applicazioni molto spinte. Un laureato triennale è poco spendibile e trova occupazione nei laboratori come perito, senza sfruttare quindi le sue conoscenze”. È nel complesso un settore sofisticato. “I ragazzi sono bravi, si laureano quasi sempre con il massimo dei voti, ma questo settore industriale non è di quelli maggiormente trainanti in Regione, ad eccezione di qualche industria componentistica o elettronica, arriva dal territorio un numero limitato di chiamate. In campo internazionale il discorso é diverso”. Alla Specialistica, il settore Automatico e quello informatico presentano parecchi contatti comuni, l’uno sviluppa gli argomenti dal punto di vista algoritmico, l’altro dal punto di vista hardware. Un ambito, invece, con spiccate peculiarità è quello dell’Ingegneria Biomedica. “Potrebbe essere ulteriormente sviluppato con una grossa cooperazione con il sistema sanitario. Si tratta di ingegneri portati a gestire gli apparati di misura. In qualche caso, quando l’interazione maggiore è con i calcolatori, vengono sostituiti dagli informatici”. Nel complesso, però, anche l’inserimento è più che soddisfacente. 
“Incontriamo spesso i nostri studenti in giro per il mondo e spesso hanno fatto carriera”, sottolinea il prof. Mazzeo. Anche la ricerca nel settore presenta delle eccellenze assolute, in forte interazione anche con le altre realtà produttive e culturali della regione. “Partecipiamo ad una infinità di convenzioni, abbiamo rapporti trasversali con molti settori – Fisica, Giurisprudenza, Linguistica – e partecipiamo a moltissimi progetti e consorzi pubblici e privati. L’attività è frenetica ed abbiamo una forte spinta all’internazionalizzazione, il nostro Dottorato è stato considerato il primo per qualità della Federico II e l’Assessore alla Ricerca della Regione Campania Nicola Mazzocca esce da questa Scuola. Sono tutti elementi di rilievo”.
 
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