Il prof. Musto: uno dei docenti più amati dagli studenti

È uno dei docenti più amati dagli studenti del Corso di Laurea in Lettere Moderne. Di Salvatore Musto, che insegna Lingua Spagnola, dicono che è preparato, coinvolgente e appassionato alla disciplina. Il ricercatore svela il segreto del suo successo: “innanzitutto credo che avere 35 anni aiuti molto nell’instaurare un rapporto meno formale con gli studenti”. Infatti il prof. Musto è uno dei più giovani docenti della Facoltà di Lettere. “Altro importante ingrediente del mio corso è sviluppare lo spirito critico degli studenti. Devono smetterla di credere a tutto ciò che leggono e devono prendere coscienza dei meccanismi della lingua”. Cita un esempio: “a volte dico volontariamente delle assurdità al corso, che poi chiedo mi vengano spiegate. I ragazzi, che per lo più sono al primo anno, tentano di interpretare ciò che ho detto. Quando gli rivelo l’inganno, restano perplessi. Questo perché non hanno ancora sviluppato una coscienza critica. È vero che s’insegna nel campo dell’opinabile, ma non bisogna assorbire tutto passivamente”.
Il corso appassiona soprattutto perché è interattivo. “Per me è importante coinvolgere. Così si arricchiscono i ragazzi e mi arricchisco io. L’interazione tra docente e studente è fondamentale, perché spesso coloro che vengono dalle superiori hanno una visione più fresca e ingenua della materia, non accademica. Vedono le cose con più chiarezza dei docenti. L’Università deve essere un luogo dove si produce cultura, non dove si insegna soltanto, altrimenti si dovrebbe chiamare Accademia”.
Alla domanda “ha un modello di professore a cui ispirarsi?”, la risposta è pronta: “ho sempre davanti il docente che non vorrei mai essere e cerco di comportarmi all’esatto contrario. Diversi professori mi annoiavano quando seguivo e non voglio far provare la stessa sensazione ai miei studenti”.
La personalità e il carattere del ricercatore incidono molto sul largo consenso dimostratogli. “Di carattere sono disponibile e non mi prendo troppo sul serio. Bisogna prendere seriamente ciò che si insegna, non sé stessi, altrimenti si perde di vista l’obiettivo del ruolo di docente. Quando faccio lezione rendo un servizio a chi mi ascolta, non a me stesso”.
Non bisogna, però, rinunciare al rigore quando si studia una lingua. Gli esami non saranno una passeggiata. “È necessario un metodo scientifico anche quando si opera nel campo dell’opinabile. Alle intuizioni devono seguire verifiche. Esigo un certo rigore agli esami orali. Gli studenti non devono saper parlare bene lo spagnolo – l’obiettivo del corso a Lettere Moderne è quello di far raggiungere una competenza passiva della lingua, ovvero gli studenti devono riuscire ad avere accesso alla letteratura, insomma non si chiede loro di parlare spagnolo, ma di leggere, comprendere e interpretare – ma devono dimostrarmi di aver compreso ciò che hanno letto”. Per chi volesse imparare a parlare la lingua, il CLA (Centro Linguistico di Ateneo) offre un corso gratuito di spagnolo il martedì dalle ore 13.30 alle 15.30 e il giovedì dalle 14.00 alle 16.00, grazie alla disponibilità di una lettrice.
(Al. Ta.)
 
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