Il racconto di una studentessa

“E’ stata la mia prima esperienza in cantiere. Finalmente l’Università mi ha offerto l’opportunità di vedere quel che avevo disegnato spesso al computer, col sistema cad. Insomma, sono passata dal virtuale alla realtà”. Per Emanuela Adamo, che frequenta il primo anno del Corso di Laurea Magistrale di Architettura e Progettazione Architettonica, i Cantieri sono stati l’occasione di un assaggio con la professione che l’attende. Quello che l’ha colpita di più dell’esperienza sono i sopralluoghi nei cantieri di via Brin e di Fuorigrotta, “mi ha impressionato verificare come procede la costruzione dei solai, quella che ho simulato tante volte al pc, e constatare, nel complesso sportivo in fase di realizzazione a Fuorigrotta, quanto importante sia la cura destinata ai locali che ospiteranno gli impianti di climatizzazione”. Emanuela proprio in questi giorni è impegnata negli incontri dedicati al tufo, “un materiale nei confronti del quale nutro particolare curiosità, perché  intrinsecamente legato alla storia e alla tradizione della città di Napoli. Per me è un po’ il prosieguo del lavoro di tesi in Scienza dell’Architettura, che ho dedicato ai rilievi di una zona particolarmente bella e ricca di storia della città, quella compresa tra via Monteoliveto e Piazza del Gesù”. Una proposta: “stabilizzare questa iniziativa. Non può essere affidata solo alla buona volontà di un gruppo di docenti e all’adesione eventuale degli studenti. Credo che dovrebbe essere previsto obbligatoriamente che, durante i corsi di Progettazione, gli studenti, almeno un paio di volte al mese, vadano in visita ai cantieri, verifichino concretamente quel che li attende dopo la laurea. Immagino che possano esserci tante difficoltà che rendano problematici i sopralluoghi, tuttavia, per la mia esperienza, le visite in esterna sono momenti fondamentali di formazione e di crescita”. 
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