Il Rettore: “attenti all’overdose da studio”

Anche quest’anno l’Ateneo Federico II ha aperto le sue sedi agli studenti delle scuole superiori. Si è svolta dal 20 al 24 aprile la settima edizione di ‘Porte Aperte’, manifestazione di orientamento organizzata dal Sof-tel, il Centro di Ateneo per l’Orientamento ed il Tutorato.
“Questa edizione è partita in ritardo, ed è durata un giorno in meno, perché abbiamo avuto difficoltà a reperire le risorse. La crisi si sente anche da noi, ma meglio tardi che mai! – ha spiegato il prof. Luciano De Menna, Direttore del Sof-tel – L’aspetto positivo è che quest’anno siamo riusciti a comunicare con più calma, vista la minor ressa in aula e tra gli stand”.
Effetto collaterale del ritardo (“purtroppo proprio in queste settimane le ultime classi delle scuole superiori sono impegnate tra gite scolastiche e preparazione all’esame di Stato”) è stata una sensibile diminuzione delle presenze, in particolare delle scuole provenienti dalle province campane diverse da quella di Napoli. “Il primo giorno abbiamo registrato un calo di circa il 50% nell’affluenza che di solito si attesta sui duemila ragazzi. I partecipanti complessivi sono, di norma, intorno agli ottomila”, afferma il prof. De Menna. 
In ogni caso l’Ateneo, durante questa importante settimana di orientamento, ha offerto agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori gli strumenti necessari per operare la loro scelta per la vita. Il primo incontro di presentazione dell’offerta didattica si è tenuto il 20 aprile a Monte Sant’Angelo con il Rettore Guido Trombetti, il prof. De Menna e, testimonial d’eccezione, Maurizio De Giovanni, noto giallista. Durante la stessa giornata, inoltre, i ragazzi hanno potuto attingere informazioni ed incontrare  gli operatori agli stand delle tredici Facoltà federiciane attrezzati presso il complesso universitario, mentre nelle giornate successive si sono svolte visite di aule, laboratori e biblioteche ed incontri nelle sedi delle singole Facoltà.
Scegliete ciò
che vi piace
L’orientamento e l’informazione stanno diventando sempre più importanti per non sprecare risorse,  tempo utile e magari qualche ingegno  inespresso, così anche quest’anno il Rettore non ha mancato di dare consigli utili ai ragazzi. “Dico sempre le stesse cose, per fortuna cambia il pubblico” – ha esordito in maniera scherzosa, per poi entrare nel merito con un’analisi razionale da buon matematico. “Dovete scegliere il Corso di Laurea da frequentare ed in questo modo decidete che piega deve prendere la vostra vita. E questo è il primo fatto. Il secondo fatto è che nessuna attività prescinde dall’aggiornamento continuo, per cui dovrete studiare per tutta la vita.  Allora la conclusione è che se scegliete una disciplina che non vi piace veramente firmerete la vostra condanna a morte, la vostra vita sarà un supplizio. L’orientamento non è uno scherzo, perché dovete scoprire i vostri talenti. Non ascoltate chi vi dice se ti iscrivi ad ‘x’ facoltà troverai lavoro in ‘y’ tempo perché sono tutte sciocchezze: è impossibile prevederlo. L’unico aspetto che inciderà sull’inserimento lavorativo sarà la qualità dei vostri studi, per cui fate quello che vi piace e fatelo bene”.
Lo stesso invito arriva anche da De Menna che raccomanda anche un giusto mix di cuore e ragione, “bilanciare quello che ci piace con quello che ci serve – ha sottolineato – perché università e scuola sono davvero degli ascensori sociali e per portarle a termine seriamente bisogna avere volontà e passione in modo da riuscire, alla fine, a risolvere il ‘labirinto’ delle tante difficoltà che si incontrano durante il percorso”. Ai ragazzi in sala il Direttore del Sof-tel assicura che non bisogna spaventarsi; anche se all’inizio si è operata una scelta sbagliata c’è sempre tempo per rimediare. Perché sono tante le sorprese della vita, come racconta Steve Jobs, fondatore della Apple, nel video che riprende un intervento alla Stanford University intitolato ‘Siate affamati, siate folli’, selezionato per l’occasione da De Menna.
Testimonial
un giallista
E a testimonianza di come le vere passioni alla fine tornano a galla, l’esperienza di De Giovanni che si definisce “testimonial di quelli che hanno sbagliato”. Napoletano, autore dei gialli con protagonista il commissario Ricciardi, De Giovanni ha spiegato: “credevo che l’università servisse essenzialmente per entrare nel mondo del lavoro e quindi ho scelto sulla scia di questa convinzione, non ascoltando la mia inclinazione verso la scrittura e il racconto. Mi sono laureato e ho avuto successo nel lavoro, ma ho rinunciato ad una parte di me. Quella parte di me che per anni ho tenuto ‘faccia al muro’ alla fine si è girata e mi ha portato ad un vago senso di insoddisfazione che faceva a pugni con il mio successo professionale. Voi siete alla vostra prima scelta nella vita – ha aggiunto – e siete fortunati perché non tutti possono permettersi di andare all’università; la scelta comprende sempre che qualcosa si lascia e qualcosa si prende, ma l’importante è che voi non lasciate i vostri interessi fondamentali perché prima o poi vi troverete, comunque, faccia a faccia con essi”.
La vita in Facoltà deve rappresentare proprio il momento dello sviluppo e della comprensione dei propri interessi, passioni, tendenze. Occorre così sfruttare anche le possibilità di socialità e crescita che si possono incontrare. Insomma l’università non è fatta solo per studiare. E a dirlo è proprio il Rettore. “Organizzatevi per studiare bene ma non studiate soltanto – ha affermato Trombetti, cui la platea ha tributato un fragoroso applauso – Gli anni dell’università, come quelli del liceo, sono i più belli. E ve lo dice uno che li guarda ormai da lontano. Quindi non pensate solo a studiare ma anche a socializzare, a seguire sport, politica, cinema, musica. Evitate di diventare uomini o donne ad una sola dimensione perché questo si scontra con l’infelicità personale. Purtroppo nell’Università di oggi c’è la tendenza a considerare gli studenti come sacchi da riempire di nozioni. Ci sono troppi esami, troppi Corsi di Laurea dei quali a volte non si capisce neanche il titolo. Per cui la mia raccomandazione è di studiare ma stare attenti all’overdose”.
Valentina Orellana 
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