Il Rettore Paolisso incontra gli studenti in un’assemblea di Ateneo

“Quest’incontro è stato strutturato in modo da darvi la possibilità di interloquire con me, illustrando le problematiche che ogni giorno incontrate, così da provare a risolverle insieme”, ha detto il Rettore Giuseppe Paolisso nell’aprire la prima assemblea con gli studenti di tutto l’Ateneo. L’incontro si è tenuto il 29 gennaio, presso l’aula A del Dipartimento di Lettere e Giurisprudenza. La parola è allora lasciata agli studenti, circa un centinaio, che sono accorsi all’evento. Il pubblico è formato perlopiù da iscritti a Giurisprudenza, a cui seguono per consistenza quelli di Medicina, Psicologia e Logopedia. Pochi, se non del tutto assenti, i rappresentanti degli studenti dei vari Dipartimenti. Se ne mostra dispiaciuto il Rettore che afferma: “speravo in una partecipazione più consistente da parte dei rappresentanti”.
L’appello di aprile a Giurisprudenza
Rompe il ghiaccio una studentessa di Giurisprudenza che interviene sul problema degli appelli: “Si noti la doppia penalità che ricevono gli studenti tutti, ma in particolar modo i fuoricorso. Non solo quest’anno manca l’appello di marzo, ma anche quello di aprile riservato a questi ultimi. Inoltre non sono rispettati i crediti formativi per alcuni esami. I professori non si adeguano al regolamento che prevede cinquanta pagine per ogni credito. Chiediamo, dunque, che venga ripristinata la data di aprile e contestualmente vengano rispettati i parametri soprattutto dalle cattedre di Diritto commerciale, Diritto amministrativo, Procedura Penale e Diritto ecclesiastico”. “Abbiamo già affrontato la questione nell’ultima assemblea interna avvenuta lo scorso 10 gennaio – risponde Paolisso – ed è stata istituita un’altra data per Diritto commerciale. Ciò premesso, comprendo le difficoltà di voi studenti ma qui siamo all’Università, non al supermercato delle Lauree, pertanto questo abbinamento tra pagine e testo lo comprendo ma non ne sono particolarmente entusiasta. A Medicina abbiamo sedute d’esame tutti i mesi tranne che per aprile, ottobre e novembre, e per ogni mese ci sono due appelli. Sapete qual è il risultato? Che ci sono tre, quattro esami ad appello. La realtà è che voi studenti avete bisogno di un conforto psicologico che riguarda gli appelli. Infine, si tratta di una tematica che afferisce al Dipartimento, io non ho veti in merito”. Incalza allora la studentessa: “I professori hanno riferito di avere rimosso la data di aprile destinata ai fuoricorso in quanto molti si prenotavano ma se ne presentavano pochissimi”. Interviene allora il Direttore del Dipartimento, prof. Lorenzo Chieffi, che avalla questa motivazione ma si dice favorevole a reintrodurre l’appello di aprile che pertanto si avrà nuovamente. Ma aggiunge il Rettore: “Valuteremo la risposta degli studenti alla reintroduzione dell’appello di aprile per poi riservarci la possibilità di mantenerla in futuro o meno”. Un’affermazione della quale gli studenti non si dicono particolarmente soddisfatti sottolineando come in altri Dipartimenti, ad esempio Economia, nonostante vi sia la medesima situazione, agli studenti non viene lanciato un ‘ultimatum’. “Perché noi di Giurisprudenza dobbiamo essere messi alla prova, mentre altrove è ‘legge’?”, afferma una studentessa.
1.400 studenti bloccati per Diritto Commerciale
Il Rettore rassicura: sarà reintrodotta la data di aprile destinata ai fuoricorso. Poi aggiunge: “I fuoricorso sono penalizzanti per l’Ateneo e per loro stessi in quanto neppure a voi conviene esserlo o diventare tali. Il titolo di fuoricorso, però, non vi consente di alzare di troppo l’asticella con le richieste. Nell’immaginario collettivo il Rettore può ogni cosa. Ma non è così. Le vostre richieste afferiscono al Dipartimento non a me. L’operazione delle 50 pagine per ogni credito formativo universitario è una scelta che attiene ad ogni docente universitario. So bene che abbiamo 1400 studenti bloccati per gli esami di Diritto commerciale, 700 su Diritto amministrativo e 400 su Procedura penale. Io sono solidale con voi ma dovete parlare col Presidente di commissione e il Direttore di Dipartimento”. La studentessa ritorna nuovamente sulla sproporzione tra programmi di studio e crediti: “Siamo d’accordo che l’Università non debba essere un supermercato e che possa esserci un mancato stretto riferimento all’equazione 1 credito – 50 pagine, ma neppure che si vada molto oltre. Diritto Commerciale, ad esempio, è un esame da 7 crediti e, volendo rispettare i parametri, dovrebbe contare circa 350 pagine. Invece si tratta di un esame da 700-800 pagine, dunque molto oltre la soglia prevista!”. “Il problema ritengo che non sia il numero di pagine – afferma il Rettore Paolisso – ma come l’esame viene somministrato. Se noi docenti vogliamo creare delle difficoltà agli esaminati lo facciamo anche su 10 pagine”. Un’ipotesi avvalorata anche dai successivi interventi di due studenti dello stesso Dipartimento: “Ho sostenuto l’esame di Diritto Amministrativo ed il problema sussiste nell’approccio con la commissione non nell’esame in sé”. “Credo che il problema sia la distanza tra studenti e docenti”. Chiusa la vicenda Giurisprudenza si apre un’altra questione: la mancanza di aule per gli studenti di Logopedia. Lo afferma una rappresentante degli studenti: “Il nostro è un piccolo Corso di Studi che conta 30 studenti l’anno per la sede di Napoli ed è in esaurimento per quella di Grottaminarda e ciò comporta delle difficoltà. Innanzitutto, tutti gli studenti vogliono recarsi presso la sede di Napoli e da ciò scaturisce il problema aule. Non soltanto dobbiamo prenotarle di volta in volta ma ci troviamo pure ad avere mancanza di posti, in quanto si presentano studenti in più. Per non parlare delle sedie che vengono materialmente prelevate dagli studenti di Medicina lasciandoci senza. Inoltre, l’aula studio è davvero molto piccola”. Risponde il Rettore: “Il problema non riguarda soltanto il vostro Corso ma l’intero Ateneo. Stiamo pertanto stilando un piano di ristrutturazione delle aule che avverrà in due fasi. Il primo blocco sarà sugli interventi di messa in sicurezza e avrà luogo nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, così da non interferire con le lezioni. Il secondo blocco lo effettueremo più avanti. La spesa ammonta a circa 4 milioni di euro. Nel Consiglio di Amministrazione del 9 marzo speriamo di approvare questo progetto che porterà a circa 400-500 posti in più per la Scuola di Medicina”. La studentessa espone un secondo problema: “Gli Uffici non sono particolarmente attenti. I tirocini, ad esempio, dovevano iniziare il primo ottobre e per una mancata organizzazione sono slittati a metà dicembre”. La parola passa allora al dirigente della Ripartizione Area studenti, dott. Nicola Della Volpe, il quale invita la studentessa ad inviare i documenti inerenti la problematica al proprio indirizzo e-mail personale così da verificare il problema sorto insieme al personale tecnico.
Manuali non disponibili per il prestito
La parola passa agli studenti del Dipartimento di Psicologia. Una studentessa afferma: “I nostri esami sono strutturati in moduli, ossia un unico esame può contenere più materie, questo perché abbiamo dei corsi integrati. Spesso è accaduto che la cattedra venisse assegnata con ritardo e pertanto ci risulta difficile sostenere gli esami. Inoltre, spesso dobbiamo recuperare delle lezioni in aule non appartenenti all’Ateneo”. Risponde il Rettore: “Purtroppo il problema è dovuto alla procedura abbastanza farraginosa. Prima bisogna fare il bando, poi trascorre del tempo per la selezione, e nel caso in cui il bando rimanesse scoperto bisogna bandire nuovamente. Si tratta di una problematica che non dipende dall’Università ma dalle procedure amministrative che possono impiegare tempi tecnici”. Ancora viene esposta da uno studente l’impossibilità di conseguire certificazioni linguistiche attraverso l’Ateneo. Risponde la Direttrice del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali Maria Luisa Chirico: “A Lettere c’è la possibilità di conseguire queste attestazioni. Venga qualche giorno in Dipartimento, anche dal prof. Raffaele Spiezia che è il docente delegato”. Segue un problema ulteriore esposto da uno studente di Giurisprudenza: “La nostra biblioteca consente di consultare i manuali utilizzati dai professori ma non di prenderli in prestito”. Risponde il Rettore: “I manuali sono a disposizione di tutti gli studenti, per questo non possono essere presi in prestito. A Giurisprudenza avete la necessità del testo cartaceo che impone delle difficoltà di volume. In Ateneo abbiamo circa 5400 e-book disponibili 24 ore su 24, che possono essere scaricati interamente e gratuitamente da parte degli studenti. Alcuni sono anche di Giurisprudenza, seppur pochi. Per quanto riguarda i manuali, se non ci sono in digitale è perché la casa editrice non ha questo formato”. Aggiunge il prof. Chieffi: “Ogni anno cambiamo manuale, sarebbe assurdo comprarne in quantità superiori. I testi restano, però, completamente consultabili in biblioteca”.
Navetta e tasse
L’incontro si accende, poi, sulla questione navetta. Un rappresentante degli studenti rivolge al Rettore una richiesta: la possibilità che il servizio sia esteso all’area dell’agro-aversano, all’alto casertano e a paesi del napoletano come Caivano e Crispano. Richiesta a cui si unisce un altro studente che allarga la problematica anche a Santa Maria a Vico e Maddaloni. Il Rettore allora afferma: “Abbiamo fatto degli studi in collaborazione con il nostro mobility manager. L’unico territorio che risultava scoperto era quello aversano. Proprio in virtù di ciò, abbiamo introdotto quest’anno la navetta che da Aversa va a Santa Maria Capua Vetere e a Capua. Gli altri territori sono poco rappresentativi per questa Università, nel senso che non presentano un numero congruo di studenti tale da giustificare l’impiego di un’ulteriore navetta. Si pensi che la navetta e i parcheggi fino a due anni fa non esistevano neppure, e nessuno aveva da ridire. Ora li abbiamo ma hanno un costo. E questo va ben proporzionato”. Le lamentele da parte degli studenti riguardano anche le tasse elevate alle quali, molto spesso, non coincidono servizi efficienti. Altri rilevano l’impossibilità, per chi ha un reddito elevato, di poter partecipare ai bandi part-time previsti dall’Ateneo. A queste segnalazioni risponde il dirigente Della Volpe: “A differenza di altre realtà universitarie, abbiamo sempre accettato la consegna tardiva dell’Isee proprio per venire incontro agli studenti. In più, siamo l’unica Università ad aver ampliato la no tax area prevista dal governo ad altre due fasce. Vi chiederei di consultare il Manifesto delle tasse, così da rendervi conto che non si tratta di tasse eccessivamente elevate se paragonate ad altri Atenei. Per quanto riguarda i bandi, è una legge statale, non nostra, non c’entra nulla l’Ateneo né il Rettore”. La giornata si conclude con un riferimento al tirocinio anticipato per quanto riguarda gli studenti di Giurisprudenza. Afferma uno studente: “Per partecipare al tirocinio anticipato di sei mesi, che sarà sottratto ai 18 mesi necessari per la partecipazione all’esame di abilitazione alla professione forense, è necessario che gli studenti abbiano sostenuto gli esami di Procedura Penale e Procedura Civile. Questi sono previsti nel nostro piano di studi all’ultimo anno, ciò significa che i corsi iniziano a settembre e terminano a febbraio con la possibilità di sostenere gli esami successivamente. Pertanto, non sarebbe possibile anticipare i corsi così da permettere agli studenti più volenterosi di cominciare prima?”. Risponde il prof. Chieffi: “C’è un vincolo che non dipende da noi ma dal Consiglio Nazionale Forense. L’unica manovra che potremmo effettuare è quella di dare la possibilità agli studenti di terminare entro il quarto anno i due esami, e su questo ci stiamo lavorando, provando ad inserire Procedura Penale al primo semestre”. La conclusione un po’ amara del Rettore Paolisso: “Sono deluso, hanno preso parte a quest’assemblea studenti soprattutto di Giurisprudenza. Sono perplesso anche per le problematiche che mi avete sottoposto: riguardano soltanto gli esami e non il modo di vivere l’Ateneo. Mancano i rappresentanti. Pertanto non farò altri interventi se non quelli richiesti in questa sede”.
Maria Teresa Perrotta
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