Il tirocinio, una chiave d’ingresso nel mondo del lavoro

Giornata inaugurale della terza edizione del progetto Sofion-CTF il 3 aprile. A fare gli onori di casa è stato il Preside Giuseppe Cirino: “Attività come quelle di Sofion sono efficaci per far fronte al principale problema dei laureati: la richiesta da parte delle aziende di un’esperienza pregressa”. Il Preside sottolinea che il momento clou del percorso di Sofion, il tirocinio formativo, “apre una strada per entrare in azienda, per capire quale è il lavoro che piace e per riempire una riga del curriculum”.  
Il progetto è nato dalla collaborazione tra la Facoltà di Farmacia, l’Amministrazione provinciale e un ricco parterre di aziende del campo chimico-farmaceutico. “La passata edizione ha dato ottimi risultati anche in termini di occupazione. Quest’anno mettiamo a disposizione delle aziende tre progetti finanziati dal Ministero del Lavoro per incentivare le assunzioni. Ai laureati resta il compito di farsi valere: dimostrare l’interesse ad entrare nel mondo del lavoro e la capacità di comprendere le problematiche della realtà che li accoglie”, dice l’Assessore alla Formazione e alle Politiche del Lavoro Marilù Galdieri. Se i giovani sapranno farlo, il cammino, verrà da sé perché “nessun imprenditore quando riconosce una professionalità se la fa scappare”. E c’è da crederle, visto che lei è un’imprenditrice.
Gli obiettivi che si era prefissata due anni fa la prof.ssa Maria Grazia Rimoli, responsabile del Progetto, sono stati raggiunti: “Abbiamo messo in contatto il mondo accademico con il mondo produttivo, abbiamo fatto conoscere realtà aziendali poco note che operano nella nostra regione ed il team che ha cominciato a lavorare su questo progetto si sta consolidando”. 
Dieci dei 36 candidati che avevano inoltrato la domanda di partecipazione sono stati selezionati per svolgere un tirocinio semestrale in azienda, mentre si è data la possibilità a tutti gli interessati di seguire il seminario di orientamento e formazione, le esercitazioni di laboratorio e quelle in aula informatica. Tra le attività previste anche visite di studio ad aziende quali la Natura, la Altergon, la I.C.I. Farmaceutici, la Kedrion e la Bristol.
Massimo Ragosta, Direttore dell’Area Politiche per il Lavoro della Provincia, ha presieduto la Commissione di selezione dei neo-laureati ed è rimasto molto colpito dalla loro maturità: “Li ho visti motivati, decisi, determinati. Hanno il grosso vantaggio di partire con solide conoscenze specialistiche. Ma hanno capito che il laureato non deve essere solo preparato ma anche formato”.
Il punto di vista delle aziende. Il dott. Pasquale Festa della I.C.I. Farmaceutici ritiene che i laureati in CTF possano inserirsi in un qualsiasi contesto aziendale, tuttavia “il controllo di qualità è il reparto che sentono più vicino alle competenze fornite dall’Università perché consente di continuare ad operare in un luogo a loro familiare: il laboratorio. Ciò che cambia è il contesto. Solo l’esperienza aiuta ad acquisire lo spirito critico con cui affrontare ogni problematica aziendale”. I laureati spesso sognano di entrare in una grande azienda ma un tirocinio in una realtà di minori dimensioni può avere i suoi vantaggi, come sottolinea il dott. Massimo Ramelli della Tissuelab: “Da noi devono rimboccarsi le maniche e cercare di capire come funziona l’intera filiera produttiva”. Le trasformazioni in atto nel campo dell’editoria e dell’informazione scientifica sono illustrate dal dott. Salvatore Ruggiero della Merqurio Pharma: “La gran parte del lavoro ormai avviene per via telematica o telefonica. Ci occorrono forze lavoro giovani perché sono più capaci di adattarsi alle nuove tipologie di marketing”. Lo psicologo del lavoro Paolo Raffaele Satto, poi, si è soffermato sull’importanza di redigere al meglio il proprio curriculum e sull’atteggiamento da assumere durante i colloqui professionali.
Tra i presenti anche numerosi laureati che hanno preso parte alle attività di Sofion dello scorso anno. Teresa Cinquegrana, per esempio, ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato per continuare ad occuparsi della gestione della Produzione di Sinergie Farmaceutiche, l’azienda in cui ha svolto il tirocinio: “Sono soddisfatta del mio percorso, non sono in un’isola felice ma ho capito che le difficoltà aiutano a crescere”. Federica Di Maio, invece, ha avuto un contratto annuale alla Janssen-Cilag, un sito di produzione farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson: “Ho cominciato a lavorare due giorni dopo aver finito il tirocinio alla Tecnogen. Avevo inviato il curriculum alla Janssen appena laureata e non mi avevano presa in considerazione. L’ho rinviato mettendo in evidenza il tirocinio e mi hanno chiamata”. Veronica Maddaloni ricorda così il suo tirocinio alla Tecnogen: “E’ stata un’esperienza positiva sotto diversi punti di vista. Ero nel Reparto Upstream mentre oggi svolgo un ruolo che mi piace di più: faccio l’analista chimico alla La.Fa.Re.”. Nella stessa azienda Autilia Romano che racconta come l’ha salutata il dott. Verdoliva, il suo tutor alla Tecnogen: “Quando sono andata via mi ha pronunciato un discorso che forse nessuno mi farà più nella vita. Mi ha detto: ‘Lavorativamente parlando, tu sei un mostro! Ovunque ti inserirai, ti troverai bene e qualsiasi cosa ti metterai a fare riuscirai’. Sono sicura che, semmai ne avesse la possibilità, mi richiamerà”.
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