Inglese da 2 crediti, agli esami rivolta degli studenti

Corsi di laurea specialistica di Economia, Approfondimento di lingua inglese, crediti 2: quello che è accaduto durante la seduta di esami di novembre non succederà più. Una protesta corale è stata manifestata da tutti gli studenti, un centinaio, che hanno partecipato alla prova scritta che si è svolta a Villa Doria in due aule contemporaneamente, sotto la supervisione di assistenti che dettavano regole diverse nelle diverse aule. Il consigliere del Dipartimento di studi aziendali Antonio Angelino era lì per sostenere anche lui l’esame, e racconta: “c’era grande disorganizzazione. Ad alcuni è stato detto che andavano svolti tutti e dieci gli esercizi di cui si componeva il compito, ad altri che bastavano sette su dieci. C’è stata disparità di trattamento, enorme confusione. Nelle aule si è avuta una vera e propria rivolta. Inoltre, è stato riferito che tutti avrebbero potuto sostenere l’orale, mentre quando è venuto il momento hanno cambiato idea: l’orale avrebbe potuto sostenerlo solo chi aveva avuto almeno 26 allo scritto”. 
Stando così le cose, questo esame di Inglese da 2 crediti non l’ha superato quasi nessuno, devono rifarlo praticamente tutti. Ma la prossima volta le cose andranno diversamente. Angelino, infatti, assieme al consigliere di Facoltà e del Dipartimento Giuridico e di Lingue Giuseppe Barra (entrambi sono fanno parte dell’Udu), si è recato a colloquio con la docente titolare del corso, la prof.ssa Colomba La Ragione, per chiedere un chiarimento. “La docente è stata molto disponibile nei nostri confronti”, riferiscono i due rappresentanti, “del resto abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con lei e sappiamo che i problemi che si sono verificati dipendono soltanto dal comportamento sbagliato degli assistenti. La prof. ci ha assicurato che vigilerà attentamente per il futuro e si è anche detta propensa a snellire un po’ il programma d’esame, concordandone con noi le modalità, che per un insegnamento da due crediti erano un po’ esagerate. Tutto risolto, insomma”. 
La prof. La Ragione, docente con una decennale esperienza di insegnamento nella Facoltà economica della Parthenope, ugualmente minimizza l’accaduto, ma sottolinea anche che i ragazzi prendono troppo sottogamba l’esame. “E’ vero che vale solo due crediti, ma loro devono comunque sostenere uno scritto e un orale. Io cerco di renderli il più semplici possibile, ma ciò non toglie che devono studiare. Si tratta di 18 ore di lezione, 8 frontali e 10 di laboratorio, ma dopo il laboratorio si deve ripetere”. 
L’esame di Inglese al triennio va a formare un corpo da 9 crediti in tutto, 6 per l’Inglese generale e 3 per quello tecnico, nell’ambito di un corso che inizia a gennaio e dura tre mesi, di cui l’ultimo dedicato al modulo tecnico. La professoressa, nell’ambito dell’insegnamento tecnico, assegna agli allievi dei topics, cioè dei temi, da sviluppare liberamente. Quest’anno, dopo l’esperienza del viaggio in Cina, ha pensato di suggerire dei topics sulla Cina, magari mettendo a disposizione degli studenti le e-mail di studenti cinesi con cui ha preso contatto. Alla Specialistica c’è poi l’approfondimento di Inglese, sottovalutato per via dei suoi 2 crediti. “Ma chi non sa leggere il Financial Times non diventerà mai economista”, dice la prof.ssa La Ragione. Quindi, l’inglese va studiato bene a prescindere dal numero di crediti attribuito agli esami. “E’ anche da dire che l’università dovrebbe supportare di più lo studio della lingua, predisponendo un servizio permanente dedicato al suo apprendimento: visione di film in lingua originale, biblioteca in lingua, possibilità di utilizzare il laboratorio linguistico a qualsiasi ora, strutture aperte otto ore al giorno in maniera tale da permettere agli studenti di esercitarsi anche quando hanno un’ora libera tra un corso e un altro. Attualmente, purtroppo, il nostro Laboratorio linguistico di Ateneo funziona a regime ridotto perché non c’è personale. Finchè c’erano i corsi finanziati dalla Regione funzionava benissimo, ma adesso, con le sole forze dell’ateneo, non si riesce a sfruttarne appieno le potenzialità”. 
Sara Pepe
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