Intervista al Rettore, prof.ssa Lida Viganoni

Cosa pensa della Riforma universitaria?
“È una legge nata ed approvata senza il dovuto confronto con le Università. Poteva essere migliore”.
Quali sono state le difficoltà maggiori?
“L’incertezza è per noi, che dobbiamo programmare con anticipo la nostra attività, il problema più grande. Nel 2010, non conoscendo l’entità del Finanziamento Ordinario, con grossi sacrifici, siamo stati costretti ad applicare il massimo taglio, prevedendo la peggiore delle ipotesi. Questo, però, non è il modo giusto per costruire una nuova Università. Ci aspettiamo dal Ministero per quest’anno una maggiore puntualità nella comunicazione dei dati”. 
L’Orientale è tra gli Atenei che hanno anticipato il passaggio alla nuova organizzazione, come mai?
“Avevamo la necessità di razionalizzare ed il processo di ridefinizione degli assetti dei Dipartimenti è stato avviato prima che venisse approvata la legge. Ci stavamo lavorando da mesi ed a dicembre, in Senato Accademico, si è deciso il passaggio da nove a tre macro Dipartimenti, con un nuovo modello organizzativo proiettato al rafforzamento della Formazione e della Ricerca. A Palazzo Corigliano ci sarà l’area sugli Studi africani, asiatici e classici, a Palazzo Giusso le Scienze sociali ed a via Duomo gli Studi dell’Europa e dell’America. Un prossimo Senato Accademico allargato deciderà le denominazioni definitive”.
Si tratta di un ridimensionamento?
“No, anzi è un potenziamento. Passiamo a strutture più grandi, meglio organizzate e con maggiore rappresentatività per le nostre aree di studio”.
Nonostante tutto, secondo i dati del Ministero, la performance dell’Ateneo nel 2010 è stata buona.
“Sì, confrontando lo scorso anno con il 2009, siamo riusciti a fare una buona performance nella ricerca, la crescita è stata del 53%. L’Ateneo è stato virtuoso ed abbiamo beneficiato maggiormente del fondo denominato ‘quota di riequilibrio’ guadagnando anche posizioni nella graduatoria delle Università italiane”.
Il fenomeno della “riduzione del corpo docente” ha colpito anche il suo Ateneo?
“L’impossibilità di fare nuove assunzioni per lo sforamento della soglia del 90% dell’FFO, la proroga del biennio non concessa, i pensionamenti anticipati e quelli per  raggiunti limiti di età ci hanno portato ad una considerevole riduzione del corpo docente. Siamo passati dai 290 docenti nel 2008 a 218 nel 2010, un quarto in meno che ci ha impoveriti e creato difficoltà nell’organizzazione della didattica. Oltre al danno c’è anche la beffa, per lo stesso dato abbiamo subìto un ulteriore taglio al finanziamento di circa 1,5 milioni di euro”.
Un minor numero di docenti dovrebbe, però, favorire il rientro nei parametri per bandire concorsi.
“Se avessimo conservato nel 2010 l’FFO 2009, già oggetto di taglio, l’Ateneo sarebbe all’87%, un risultato molto importate che ci avrebbe permesso di fare da subìto una migliore programmazione per il futuro. Nel 2009 eravamo al 90,09%, dai dati provvisori sappiamo che siamo vicinissimi al 90%, aspettiamo i dati ufficiali e speriamo in buone notizie che ci permetteranno finalmente di applicare il tournover con ricercatori ed associati”.
Cosa c’è in cantiere nell’imminente?
“Al centro dell’attenzione sono sempre gli studenti: già a fine 2010, per supportare l’attività didattica, abbiamo assunto 11 ricercatori con fondi di Ateneo e dei Dipartimenti. A breve partiranno i lavori nell’ex mensa a Palazzo Giusso, saranno spazi destinati alla didattica, due aule da 100 posti, aule studio, area di socializzazione. Abbiamo già a disposizione le risorse (progetto approvato a luglio 2010), attendiamo solo che l’Adisu porti via i macchinari in giacenza”.
Come prevede il 2011?
“Sarà un anno migliore che affronteremo con serenità e nella consapevolezza di dover fare ancora sacrifici per rendere il nostro Ateneo più competitivo. Abbiamo il dovere di provare a cercare altre strade per sostenere la nostra attività, anche perché non c’è la volontà di gravare sulle tasse degli studenti. Ci aspettiamo un sostegno anche dalla Regione con una legge specifica sulle Università, e sappiamo che l’Assessore Trombetti ci sta lavorando”.
g.v.
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