Io, matricola a Giurisprudenza, vi racconto la mia impresa

IL PRIMO GIORNO DI LEZIONE. L’impatto è stato forte. Il primo giorno che frequenti la Facoltà sembra di averli tutti intorno i suoi 27 mila iscritti. E’ accaduto anche a me. Ma cosa corrono a fare?, mi sono chiesto. La risposta non è tardata ad arrivare. Le aule dove si svolgono le lezioni si riempiono subito e se non corri ad occupare il posto, devi seguire il professore in videoproiezione. Si discute di crediti tra gli studenti…e poi un foglietto con l’elenco dei libri da studiare, con le relative pagine: più di duemila! Un motore collaudatissimo che spinge a una velocità inarrestabile! Sarò in grado di stargli dietro? Il mio dubbio rappresenta una costante per tutti gli studenti iscritti al primo anno di Giurisprudenza. I primi esami da sostenere, nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, sono: Diritto Costituzionale, Istituzioni di Diritto Romano e Filosofia del Diritto. Uno studente medio non sa nemmeno di cosa si tratti. Ciò di cui è sicuro, è che non ci sarà nessun professore che gli organizzerà lo studio volta per volta. Così si troverà a rimpiangere i tanto odiati compiti per casa.
UN METODO DI STUDIO. Qui c’è bisogno di un metodo!. Mi sono detto. E così ho studiato una tabella di marcia dividendo il numero di pagine da studiare per i giorni a disposizione. Secondo: mi sono accodato ai migliori rifuggendo da tutti coloro che ritenevano una “missione impossibile” sostenere tre esami nella prima sessione. L’autoconvinzione: se è stato previsto così ci sarà un motivo. Infine ho ascoltato tanto i consigli di professori e assistenti. I canali d’apprendimento sono numerosi – le lezioni, i ricevimenti, i seminari- e se impari a sfruttarli, riesci ad abbattere quel muro che spesso divide gli studenti dai docenti e ti fa sentire solo un numero di matricola. 
Senza rendermene conto, ho approntato un mio primo metodo. Ho iniziato così a rodare come un motore appena montato. Gli stimoli sono cresciuti così come la competizione con me stesso nel portare a termine la “missione” dei tre esami.
L’IMPREVISTO. Nonostante la pianificazione, l’imprevisto è sempre pronto a metterti i bastoni fra le ruote. Dopo due esami andati a buon fine, la prima bocciatura. Alla fatidica frase del professore: “torni la prossima volta”, un imbarazzante nodo alla gola, paragonabile a un dispiacere infantile. Era la prima volta che lavoravo senza raccogliere i frutti. Avevo sbagliato metodo. 
A questo punto sei costretto a cambiare nuovamente tabella di marcia e seguire delle regole precise. Prima regola: non pensare mai che è colpa dei professori. È l’atteggiamento più sbagliato per superare lo stesso esame, soprattutto con lo stesso professore. Seconda regola: non perdere di vista gli altri esami.. Terza e ultima regola: c’è anche ottobre e novembre o dicembre. Ma attenzione, in questi mesi lasciatevi un solo esame, non dimenticate che a settembre inizia comunque una nuova “missione”, ossia un nuovo anno.
IL SECONDO SEMESTRE. A marzo, sul finire degli ultimi esami, iniziano i nuovi corsi. La seconda sessione è altrettanto dura e prevede Istituzioni di Diritto Privato, Storia del Diritto Romano ed Economia Politica da sostenere nei mesi di giugno e luglio o eventualmente a ottobre, novembre o dicembre. La consuetudine di molti studenti è quella di lasciare Economia Politica come ultimo esame, ma consiglio di conseguirlo al termine del corso. 
I mesi di aprile e maggio corrono veloci, e la sessione estiva arriva quando meno te l’aspetti. Allora nuova tabella di marcia e non aspettare troppo per considerarsi “sotto esame”.
LA MEDIA. Un’altra questione importante è quella della media. Purtroppo la media si delinea ben presto ed è soggetta a piccole oscillazione. Come il datore di lavoro consulta il curriculum vitae di un giovane impiegato, prima di assumerlo, anche il professore consulta il nostro libretto prima di mettere un voto. Se avete delle esigenze particolari di voto pensateci fin all’inizio. Se non riuscite a ottenere voti alti, sostenendo gli esami nei tempi, dovete fare una scelta. Meglio un laureato giovane con voto basso o uno meno giovane ma con voto alto? La risposta chi può darla? Sicuramente ciò che è certo, è che su 27 mila studenti ci sono altrettante esigenze, attitudini e obiettivi diversi. 
LA PROVENIENZA SCOLASTICA. Anche la formazione pre-Universitaria gioca un ruolo importante. È difficile conformare in un unico metodo di valutazione, la qualità di tanti studenti. L’importante è avere degli obiettivi e perseguirli, riuscendo a gestire il proprio tempo senza che sia il tempo a gestire lo studente.
Sostenere e superare tutti gli esami nell’arco dell’anno, per uno studente del primo anno, può sembrare un’impresa, ma può divenire una missione “possibile”, se lo si stabilisce e pianifica dall’inizio. C’è bisogno di tanta passione per la materia e per se stessi, e la consapevolezza di aver scelto la Facoltà giusta. 
Quanto a me… speriamo che me la cavo!. 
Mimmo De Maio
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