iurisprudenza: tre laureati di successo si raccontano

Avventurarsi in scelte forti, finalizzare l’impegno e concentrare le proprie energie. Ecco i consigli dei laureati di successo della Facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola Benincasa, che hanno intrapreso carriere brillanti e oggi occupano posizioni rilevanti nel mondo del lavoro e delle professioni. Consigli rivolti a studenti, laureati e neodiplomati in fase di orientamento nell’ambito di un incontro svoltosi il 14 luglio nel Convento di S. Lucia al Monte al Corso Vittorio Emanuele 334-ter, sede di Giurisprudenza. “Ho scelto di studiare al Suor Orsola perché più si proiettava verso il futuro e guardava con maggior favore a modelli vincenti come Bocconi e Luiss”, racconta Federico Ciotola, avvocato d’affari a Milano presso lo studio legale Freshfields Bruckhaus Deringer. “Il numero chiuso fu sicuramente un incentivo – spiega – eravamo pochi ed era facile rapportarsi continuamente ai professori e ai loro assistenti. Ma qui ho imparato anche un metodo di studio diverso, più cadenzato, che impone scadenze e insegna a rispettarle in maniera proficua. Tutto ciò mi è utilissimo nel mio lavoro”. Federico, infatti, lavora come avvocato in un ambito particolare, quello del diritto societario, e si occupa di consulenza alle grandi e medie aziende in uno studio di origine anglo-tedesca che lo porta quotidianamente a interfacciarsi con organismi ed enti internazionali. Anche il Suor Orsola si è accorto dell’importanza dell’inglese e ha recentemente istituito corsi obbligatori di Inglese giuridico per i primi tre anni, con la possibilità di sostenere un esame finale con il Trinity College per la certificazione ISE: “un’iniziativa assolutamente intelligente e, in prospettiva, utilissima”, dice Federico. Numero chiuso e organizzazione efficiente sono, a suo avviso, i punti di forza della Facoltà (proprio in questi giorni si stanno svolgendo i test di ammissione che consentiranno a soli 150 studenti di iscriversi). “Avventuratevi in scelte forti senza aver paura” è il suo consiglio. Anche se per Gerardina Guglielmo, che ha vinto l’anno scorso il concorso in Magistratura, la scelta di studiare legge non fu consapevole. “Non sapevo bene a cosa andassi incontro. – racconta – Nella mia famiglia non ci sono giuristi e io non avevo passione per il diritto, che oltretutto conoscevo appena venendo dal liceo classico. Ma qui al Suor Orsola mi sono sentita motivata e valorizzata: sono entrata in una spirale virtuosa, in cui riuscivo a seguire senza problemi, studiare a casa individualmente e dare gli esami nei tempi previsti. Mi sono appassionata al diritto strada facendo e ho acquisito un metodo di studio che mi ha sicuramente aiutato a superare il concorso”. Rapporto umano e non spersonalizzato e un ambiente accogliente e attento alle peculiarità degli studenti fanno parte dello spirito della Facoltà stessa, che è necessario “cogliere”, secondo Gerardina, anche per laurearsi in tempo e con ottimi risultati. “Questa è una Facoltà dove è indispensabile seguire i corsi – precisa – se non si ha intenzione di farlo, è inutile iscriversi!”. Certo, il momento critico resta quello post-laurea. Che fare? Dove orientarsi? Chi contattare? Per Gerardina è stato difficile scegliere: pur di fare qualcosa, ha fatto di tutto! Pratica forense, notarile e un Master in Diritto Tributario; poi ha iniziato a studiare per il concorso e l’ha vinto (dopo tre anni di attesa, perché veniva continuamente rinviato). “Ma adesso la Facoltà ha un Ufficio di Job Placement che non abbandona gli studenti dopo la laurea, anzi, li indirizza scrupolosamente”, spiega la prof.ssa Lucilla Gatt, docente di Diritto privato e Diritto civile, nonché responsabile dell’Ufficio. Scelta consapevole quella di studiare diritto, invece, per Maria Luce Mariniello, dottoranda di ricerca in Teoria generale del diritto e vincitrice di un concorso presso l’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) con sede a Napoli. “Quando mi sono iscritta al Suor Orsola ero assolutamente convinta – afferma – ed ero contenta del numero chiuso: avremmo avuto un contatto diretto con i docenti e una migliore gestione del nostro tempo, e così è stato. L’Università non deve essere un esamificio, ma un luogo di interazione e confronto quotidiano, dove si intrecciano realtà e scuole diverse, perché il corpo docenti è molto vario e comprende anche docenti non napoletani”. Dopo il triennio di base, comprendente 15 esami più la lingua straniera, ha scelto l’indirizzo amministrativo per specializzarsi nei successivi due (l’altro è quello forense, sempre di 14 esami) e oggi collabora anche con la cattedra di Diritto amministrativo. “Studiare il diritto mi ha insegnato a combattere per i miei diritti”, dice. “La nostra Facoltà punta all’eccellenza – afferma il Preside Franco Fichera – e queste testimonianze lo dimostrano. Ovviamente i successi professionali sono il risultato di molti fattori, ma tra questi una buona formazione è indispensabile. Poi sono necessari impegno, entusiasmo, costanza e interesse, ma anche un ambiente che sia in grado di riconoscere, valorizzare e sostenere i suoi talenti”.
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