L’Università candidata/2

Giancarlo Bracale
(Margherita)
Un chirurgo vascolare con il pallino dello sport. È il prof. Giancarlo Bracale, candidato della Margherita alle prossime regionali. Ordinario di Chirurgia vascolare alla Federico II, il prof. Bracale è un neofita della politica attiva. “Bisogna intendersi sul termine politica – afferma il docente – perché un conto è il significato spesso dispregiativo che le attribuiamo, un altro è invece il senso vero del termine, cioè politica come interesse del bene comune. Insomma, se è questa l’accezione corretta, allora vuol dire che io, come medico, faccio politica tutti i giorni: con i pazienti, con gli studenti, con gli specializzandi”. 
61 anni, nativo di Baronissi ma napoletano d’adozione, sposato con due figli, il prof. Bracale ha deciso di scendere in campo con il gruppo di Rutelli in seguito “ad una garbata, ma anche decisa proposta”. “Nella vita – dice il docente – ho sempre e solo fatto il medico e il chirurgo. Metterò questa esperienza al servizio della politica”. Se eletto, Bracale ha in cantiere dei progetti. Uno di questi molto ambizioso: migliorare il servizio sanitario in Campania. “Dobbiamo portare la Sanità nostrana agli standard qualitativi dell’Italia settentrionale e dell’Europa”, dice. “Come? Attraverso controlli sistematici di qualità, come già succede nel resto del mondo. Si tratta di monitorare quantitativamente e qualitativamente la produzione”. 
Ex presidente del Circolo Canottieri Napoli – “negli anni dei successi di Rosolino e Rummolo” – per il prof. Bracale lo sport è un settore altrettanto importante: “sono e sono stato io stesso uno sportivo; è necessario potenziare campagne di attività fisica e motoria per tutte le fasce d’età”. Inoltre, da chirurgo vascolare “mi propongo di rafforzare la rete oncologica della Campania e di istituire un’unità di controllo e prevenzione delle patologie vascolari, tra cui l’ictus celebrale, una piaga della società attuale”.
Insomma, Giancarlo Bracale, chirurgo emerito in odore di assessorato? “Assolutamente no. Non sono entrato in politica per calcoli utilitaristici. Come un vero sportivo gareggio per vincere, ma come tale so anche accettare il risultato del campo. Qualunque sia”.
Margherita D’Alessandro
(Forza Italia)
I giovani e il loro disagio: il punto focale del programma di Margherita D’Alessandro, moglie di Lucio, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione del Suor Orsola Benincasa, e candidata del Polo delle Libertà nelle fila di Forza Italia. Napoletana, laurea in Giurisprudenza, giudice onorario minorile del Tribunale per i Minorenni di Napoli, la prof.ssa D’Alessandro è docente di Legislazione minorile all’Università di Bari, con una cattedra anche al Suor Orsola.  
“La mia candidatura (la prima per me) nasce dal desiderio di mettere il mio impegno sociale a servizio della politica – dichiara la docente – Non credo che si tratti due ambiti diversi: secondo me, tutto ciò che si fa nel sociale può essere supportato da adeguati interventi politici”. Una scelta precisa quella di candidarsi col movimento di Berlusconi: “Credo fortemente nei valori cattolici e liberali e mi sembra che questo partito li esprima più degli altri. Comunque, non ho una formazione di tipo marxista”. 
Gli obiettivi. “La mia professionalità – chiosa la D’Alessandro – può trovare spazio tra le nuove generazioni, e intendo i giovani in generale, non solo i minori a rischio. Considerata la realtà sociale della nostra regione, se questi decidono di lasciare la Campania, dobbiamo fare in modo che ciò accada come una scelta personale e non come costrizione”. Alle spalle della docente, un lavoro di gruppo da cui è scaturita una ben definita progettualità: “Se dovessi essere eletta, concentrerò i miei sforzi sulla formazione, e quindi sulla scuola, il cui compito primario deve essere quello di costituire l’identità dei giovani. Penso, allora, ad attività scolastiche pomeridiane, a maggiori spazi gestiti da associazioni, alle comunità parrocchiali”.
Francesco Balletta
(Margherita)
Docente di Storia economica ad Economia del Federico II, Francesco Balletta è un pezzo di storia della sua Facoltà. Ha ricoperto molteplici ruoli nell’Ateneo: direttore di dipartimento, consigliere d’amministrazione, consigliere di polo, presidente di corso di laurea, direttore di due collane. Adesso l’avventura in politica. Che affronta con lo spirito del novellino. “In verità – esordisce il docente – vent’anni fa ero repubblicano. Poi la richiesta della Margherita, che ha fortemente voluto la mia candidatura”. 
Classe 1940, cittadino di Torre del Greco, sposato, un figlio all’Università di Yale, il prof. Balletta ha deciso di lanciarsi in politica “come impegno civile per chi come me è arrivato ad una certa maturità”. Soprattutto, “ho aderito perché ho colto nel gruppo della Margherita l’intenzione di dare una svolta alla politica, che non deve essere più di facciata ma politica di contenuti”. 
Incoraggiare la crescita culturale delle zone a rischio: il progetto di Balletta per la Regione. In che modo? Diffondendo l’Università sul territorio. “In parte c’ero già riuscito qualche anno fa – racconta il docente – quando portai il Clipa (Corso di Laurea in Economia delle Istituzioni, delle Amministrazioni Pubbliche e delle Organizzazioni Non Profit, ndr) a Torre del Greco. Il corso fu accolto con i favori di quanti non potevano permettersi economicamente di andare a studiare a Napoli. Fu un successo, anche personale per aver sottratto tanti giovani dalla delinquenza locale”.  Dopo tre anni il Clipa ha chiuso i battenti a Torre del Greco e si è trasferito a Napoli: “tutta colpa dei miei colleghi, per i quali era troppa fatica e poco onore venire ad insegnare in provincia”. 
Anche anziani e disabili al centro dei piani del prof. Balletta. “Ci vantiamo tanto di aver allungato la vita media ad 80 anni: ma in quali condizioni? Quanto agli handicappati, bisogna garantire loro assistenza e strutture adeguate. Come le cooperative, tre delle quali  nate all’interno del Corso da me istituito”.
Maria Palumbo
(Ds)
A metà strada tra figura tecnica e figura politica, Maria Palumbo è una delle donne dei Ds candidate alle Regionali del 3 e 4 aprile. Da anni militante nella Cgil campana – preceduta da una breve esperienza nella Uil – la dott. Palumbo è coordinatore generale tecnico presso il Dipartimento di Ingegneria dei materiali e della produzione, lo stesso cui afferisce il prof. Luigi Nicolais, assessore regionale uscente all’Università. 
Già senatrice accademica alla Federico II negli anni del passaggio di consegne tra Tessitore e Trombetti, Maria Palumbo ha per la politica una passione innata. “Ho risposto alla chiamata dei Ds – dichiara – perché da cinque anni collaboro con la giunta Bassolino nell’ambito di due assessorati: quello all’Ambiente, data la mia formazione da geologa, e quello all’Università e Ricerca, dal momento che l’Università è il mondo dove opero e lavoro”. 
Napoletana, due figli e un nipotino, una laurea in Geologia, la Palumbo s’interessa di ricerca sui materiali a rischio e sui rifiuti industriali, in particolare nel settore dell’amianto. “Faccio parte – spiega – di due commissioni nazionali sull’amianto, una istituita presso il Ministero della Sanità, l’altra presso il Cnr. In ogni caso, non mi ritengo esclusivamente un tecnico. Credo, infatti, che la partecipazione alla vita politica sia la più grande forma di democrazia. E, come tale, dobbiamo dare tutti il nostro contributo”.
Come geologa, la dott.ssa Palumbo partecipa ai progetti di bonifica della zona del Sarno e di Bagnoli. Pertanto, secondo l’esperta “ciò di cui ha più bisogno la nostra regione è quello di un piano di tutela ambientale sostenibile sul territorio. Il territorio, infatti, va salvaguardato sia in termini di vocazione che di tradizione”. Accanto al tema ambientale, quello delle pari opportunità: “Le leggi sulle pari opportunità non sono state ancora applicate a pieno. Oggi è tutto dimensionato sull’uomo, sul maschio. È ora che venga dato valore alla donna in quanto tale”. 
Vincerà o perderà, per la dott.ssa Palumbo fa poca differenza: “questo scorcio di campagna elettorale – afferma convinta – rappresenta un’esperienza unica per me, perché mi sta dando la possibilità di entrare a contatto con realtà che prima non conoscevo: penso ai problemi degli anziani, dei bambini. Insomma, un’avventura che mi sta arricchendo tanto sul piano umano”.
Nicola Corrado
(Ds)
Candidato dei Ds è anche Nicola Corrado, ex rappresentante degli studenti per la Sinistra Universitaria al Consiglio d’Amministrazione alla Federico II. 31 anni, di Castellammare di Stabbia, una laurea in Giurisprudenza, Corrado lavora come consulente per l’Amministrazione Provinciale di Napoli. Entrato nella politica attiva sin da giovanissimo, nel 1997 e nel 2002 è stato eletto nelle liste dei democratici di sinistra nel consiglio comunale della sua città.
Membro della segreteria regionale dei DS Campania, Corrado si occupa delle questioni legate allo sviluppo ed alla valorizzazione del territorio.
“Ho deciso di candidarmi alle elezioni regionali con lo slogan “rinnoviamoci” – spiega Corrado – perché penso che la mia generazione deve farsi avanti, senza timidezze, con umiltà e la convinzione di potere essere una classe dirigente vera”.
I LISTINI
Fiori all’occhiello degli schieramenti, di centro-sinistra come di centro-destra, i nomi ‘pesanti’ di alcuni docenti chiamati nei listini, vale a dire candidature ‘blindate’ dagli aspiranti presidenti. 
Nella rosa degli undici componenti del listino del presidente uscente, quattro i rappresentanti degli atenei campani e non. Nel consistente contingente rosa bassoliniano, spicca il nome della giovanissima Francesca Lugnano, 19 anni, studentessa al primo anno di Filosofia alla Facoltà di Lettere del Federico II. Appassionata di politica e di teatro, è figlia di Silvio, vicepreside della Facoltà di Scienze della Formazione al Suor Orsola dove insegna Criminologia. Si ripropone la prof.ssa Gabriella Cundari. Novità: i professori Roberto Racinaro, 57 anni, docente universitario di Storia della Filosofia, Rettore dell’Università di Salerno dal 1987 al 1995 e Pietro Ciarlo .
Nomi di calibro anche nella coalizione di centro-destra. Con il candidato presidente Italo Bocchino, scendono in campo nel listino tre docenti e professionisti di grande prestigio. In primis, il prof. Giancarlo Laurini, 67 anni, nato a Tito (Potenza), Presidente dell’Unione Internazionale del Notariato Latino (riunisce 73 paesi con un ordinamento notarile di tipo latino), dal 1969 esercita la professione notarile a Napoli, dove risiede e dove si è laureato in Giurisprudenza nel 1961, è stato anche Avvocato e Magistrato, dal 1983 è titolare della cattedra di Diritto Commerciale presso la Facoltà di Economia del Federico II.  Molto noto in città anche il 44enne avvocato amministrativista Orazio Abbamonte, docente di Storia della giustizia alla Seconda Università. Completa la terna universitaria del listino di Bocchino, l’urologo-andrologo Vincenzo Mirone.
Gabriella Cundari
Un listino di molte donne quello proposto da Bassolino, che assegna un posto a Gabriella Cundari, consigliere uscente dei Verdi e docente universitaria in congedo. “Sette donne in Consiglio sono una grande chance, se si pensa che cinque anni fa ne fu eletta appena una  – afferma l’onorevole Cundari – Metterò la mia esperienza al servizio delle colleghe, perché ho potuto constatare quanto sia duro ed impegnativo il lavoro del consigliere regionale”.
Gabriella Cundari, napoletana, è ordinaria di Politica dell’ambiente alla Facoltà di Economia della Federico II, nonché titolare dell’insegnamento di Geografia per il CdL in Beni Culturali e Ambientali presso il Suor Orsola Benincasa. Lunga la sua esperienza didattica, arricchita dalla sua attiva partecipazione alla vita dell’Istituto di Geografia Economica della Facoltà federiciana e dalla sua adesione a numerose iniziative pubbliche, dibattiti e congressi, sia geografici sia interdisciplinari, in Italia e all’estero. Felice della sua ricandidatura, ammette: “Non me l’aspettavo, anche perché non sono un politico di professione. Nella passata consiliatura ero stata chiamata come tecnico”.
Impegnata sul fronte delle donne e del sociale, la prof.ssa Cundari è stata promotrice della manifestazione “Parchi in mostra”, “evento che andrebbe esteso ulteriormente. E tanto ancora c’è da fare, tra cui diversi disegni di legge in dirittura d’arrivo. Penso alla legge sulla musicoterapia, volta a creare una figura professionale ad hoc che utilizzi la musica come strumento terapeutico per il recupero di disabili e malati mentali. Approvata da due commissioni, la legge era arrivata in Consiglio e per puro caso non è passata. Ed è stato un vero peccato, perché si tratta di un’azione profondamente innovativa: la Campania sarebbe stata la prima regione d’Italia a promuovere un servizio del genere”.
Vincenzo Mirone
Vincenzo Mirone futuro assessore alla Sanità se vince il centro-destra. Ordinario di Urologia alla Facoltà di Medicina della Federico II, il prof. Mirone è il candidato della Casa delle Libertà nel listino di Italo Bocchino. “Ho accolto con piacere ed entusiasmo l’invito rivoltomi dall’onorevole – dichiara il docente – Le mie idee politiche collimano con l’intento della CdL di portare proposte innovative nella Sanità campana”.
Napoletano, 62 anni, medico, tre specializzazioni – in Urologia, Andrologia e Chirurgia – oltre alla docenza, il prof. Mirone si dedica anche all’organizzazione e al coordinamento di iniziative scientifiche e didattiche in seno a diverse associazioni mediche nazionali ed internazionali. Tra le sue recenti ricerche, uno studio sulle abitudini sessuali della terza età. “Sebbene abbia sempre fatto l’urologo – afferma il prof. Mirone – so che questa esperienza (la prima nella politica attiva, ndr) mi farà molto arricchire perché mi consentirà di incontrare la classe politica: secondo me, infatti, le intellighenzie universitarie non possono restare nel chiuso dei loro castelli dorati, ma dovrebbero entrare di più all’interno della società”.
Per Mirone la Sanità campana è al collasso: “Urge annullare la lottizzazione della Sanità per poter ridurre drasticamente gli sprechi. Solo in questo modo si può migliorare la qualità dei servizi da offrire a i cittadini”. “Inoltre – prosegue il docente – è fondamentale promuovere l’attivazione di un reale ed organizzato servizio di assistenza domiciliare capace di esaudire quelle richieste sanitarie che non necessitano di un ricovero ospedaliero”.
Quindi il rapporto Università-Regione. “Sono certo – afferma deciso Mirone – che da un corretto dialogo tra mondo accademico e istituzioni regionali possano scaturire quelle giuste garanzie per i docenti universitari attraverso cui adempiere i loro compiti assistenziali”. In quest’ottica, pertanto, “è necessario che la Regione riesca ad ottenere fondi governativi per la ristrutturazione degli edifici che ospitano le strutture sanitarie universitarie del Policlinico federiciano”.
Pietro Ciarlo
Pietro Ciarlo, nato a Napoli  54 anni fa (“sono nato alla Sanità”), Ordinario di Diritto Costituzionale a Cagliari alla Facoltà di Giurisprudenza, di cui (dal 1994 al 2000) è stato Preside, componente del direttivo dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti, dal 2002 è membro del Comitato Tecnico scientifico della Regione Campania. “La docenza non è incompatibile con il ruolo di consigliere regionale”, specifica il prof. Ciarlo.  Il professore – costituzionalista del gruppo di Villone, Scudiero, Cocozza- nell’accettare la candidatura nel listino di Bassolino (“me l’hanno chiesto tre giorni prima della scadenza, ci ho pensato mezza giornata”) si prepara dunque a viaggi frequenti Cagliari-Napoli. Il pendolarismo sembra non spaventarlo: “un’ora di volo e si raggiunge la Sardegna. Il vero problema è arrivare dai Colli Aminei al Centro Direzionale”.  
Paola Mantovano
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