La gente di Napoli in un’indagine psicosociale

“Il napoletano va studiato, scomposto, ricomposto, letto dentro, visto fuori. Occorre fare una sorta di autopsia psicologica da vivo per capire com’è fatto, che cosa pensa, a quale tipo di cultura, filosofia, musica, letteratura ha dato vita, ha sintetizzato, interiorizzato”, racconta così il suo progetto fotografico e di indagine psicosociale, nato sulla scia di un format di successo già ideato per la città di New York “Humans of New York” da Brandon Stanton, al quale ha cominciato a lavorare nel 2014, quando era studente della Specialistica di Psicologia al Suor Orsola Benincasa, Vincenzo De Simone. Oggi psicologo, con intatta la passione per la fotografia, De Simone ha dato alle stampe il libro “La gente di Napoli – Humans of Naples” che ha l’obiettivo di “importare in una realtà sociale e culturale così variegata, come quella di Napoli, un sistema di osservazione della realtà che risulterà molto utile ai fini della ricerca scientifica”. I cittadini sono stati coinvolti direttamente e attivamente: in ogni fotografia è presente una persona con il proprio pensiero su Napoli e sull’essere napoletano, su cosa significa vivere a Napoli, sul perché si resta o sul perché si fugge via.
Il libro è stato realizzato in collaborazione con gli psicologi Vittorio Sarnelli e Virginia Santoro, insieme ai professori Ciro Pizzo e Massimo Di Roberto, docenti al Suor Orsola Benincasa, a cui si deve la ricerca scientifica svolta grazie alle interviste raccolte. 
La presentazione della pubblicazione si terrà il 14 maggio alle ore 17 presso il PAN – Palazzo delle Arti Napoli (Via dei Mille, 60).
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