Le nuove leve di Biotecnologie per la salute

Sono 1230 gli studenti che, il 5 settembre, si sono contesi i 375 posti disponibili per il Corso di Laurea in Biotecnologie della salute. Stando ai risultati provvisori pubblicati sul sito di Ateneo, a comandare la graduatoria è Gianluca Scerra, studente diciannovenne che ha totalizzato 69 punti. Il risultato degli altri partecipanti, naturalmente, è andato via via diminuendo fino ad arrivare al 38.50 di Francesca Colaiori, che si è guadagnata l’ultimo posto disponibile, il 375esimo, appunto. Le tante iscrizioni alla prova non hanno sorpreso il prof. Giovanni Paolella, Coordinatore del Corso di Laurea: “sono diversi anni che siamo attestati su questi numeri. Restano alti nonostante la presenza di una riduzione che si verifica altrove”. Il test è alle spalle. Alle porte c’è ormai il nuovo anno accademico: “i corsi iniziano alla fine di questo mese. Probabilmente il 29 settembre, anche se, in genere, ci sono date diverse per i singoli anni”. Ancora pochi giorni e le matricole dovranno raggiungere la sede di tutte le lezioni: “tutto il triennio si svolge nella struttura di via De Amicis. Solo alcuni corsi, ma del terzo anno, sono tenuti da professori di Agraria e si svolgono a Portici”. L’organizzazione delle lezioni dovrebbe lasciare il pomeriggio libero agli studenti: “di solito i corsi sono concentrati di mattina e in un numero di giorni limitato, tipicamente tre. A quùesti, in alcuni casi, se ne aggiungono altri. È un aspetto che riguarda soprattutto il secondo e il terzo anno, quando ci sono esami curricolari o opzionali”. L’esperienza universitaria delle nuove leve inizia con tre corsi: Chimica Generale, esame da 9 crediti, Matematica ed elementi di statistica, da 6, e Fisica applicata e principi di informatica, da 11 divisi tra l’insegnamento di Fisica (6 crediti) e il laboratorio di informatica (5). La partenza, dunque, è sulle discipline scientifiche di base: “nella prima metà del corso, cioè nel primo anno e mezzo, vengono affrontate le materie scientifiche di base, poi progressivamente si passa a insegnamenti più specifici. A partire dalla seconda metà, c’è la parte applicativa durante la quale le conoscenze acquisite vengono concentrate in diversi settori”. Tra gli esami del primo anno, ma al secondo semestre, c’è anche quello di Inglese: “per il corso collaboriamo con il Centro Linguistico di Ateneo. Mentre per tutti gli altri insegnamenti viene dato un incarico a un docente, in questo caso affidiamo al CLA il compito di seguire gli studenti e di comunicarci il risultato della loro attività. È come un tirocinio. I ragazzi che possono dimostrare di aver già seguito un corso di inglese possono fare richiesta per essere esonerati da questo insegnamento”. Agli studenti, un consiglio: “iniziare dal primo giorno a stare in aula perché l’università è interattiva e richiede che gli studenti abbiano un rapporto con i loro colleghi e con i docenti. Occorre essere partecipativi”.
Ciro Baldini 
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