Maria Vittoria entusiasta di studiare a Riga

“Volevo vivere questa esperienza in Paesi meno gettonati, l’Europa dell’Est mi sembrava il posto giusto. Così, quando ho compilato la domanda di partecipazione, ho indicato come destinazione l’Europa dell’Est. E quindi: Lettonia, Polonia, Ungheria. Non sapevo che Riga, capitale della Lettonia, mi avrebbe fatto innamorare”, inizia in questo modo il racconto di Maria Vittoria Prisco, studentessa al V anno di Giurisprudenza, ora felicemente in Erasmus a Riga, “non immaginavo che la capitale della Lettonia mi avrebbe fatto innamorare”. Qualche dubbio iniziale (“i miei amici erano scettici, la famiglia perplessa, anche io un po’ incerta”) e poi la partenza il 27 agosto per studiare “in una delle Università più innovative e all’avanguardia nel Diritto delle nuove tecnologie e dei nuovi mezzi di comunicazione”. In Lettonia la studentessa ha  “la possibilità di sostenere esami molto specifici che in Italia non sempre sono attivati”. Giurisprudenza a Riga dura 3 anni, “per i loro tempi è come se fossi già laureata e quindi ho la doppia opportunità di scegliere discipline sia del Corso di Laurea, sia del Master con materie specialistiche utili per la mia laurea, prevista per la prossima estate”. Altri aspetti positivi: “è un’università piccola e il numero di iscritti è limitato, di conseguenza si è molto seguiti. Vi sono docenti internazionali, ad esempio ho seguito una lezione con un docente che proveniva da Hong Kong. Inoltre, si parla solo in inglese, ci sono studenti provenienti da tutto il mondo, dal continente asiatico a quello americano”. Cosa da non dare per scontata: “Non si viene trattati come studenti Erasmus. Io ho gli stessi diritti e servizi di chi risiede a Riga. Una città splendida con edifici storici, un posto tranquillo dove la gente è socievole e disponibile”. Il confronto con la Federico II: “Per le dimensioni non è fattibile, però i docenti all’estero tendono a valorizzarti e hanno interesse a conoscere il tuo punto di vista. Alla fine il professore è parte del tuo team ed il lavoro si svolge in gruppo”. E poi: “Il metodo di studio è tutto diverso, non vi sono libri di testo, si utilizza esclusivamente il pc. Le lezioni sono interattive, conta molto la partecipazione in classe. Gli esami sono solo scritti. Si svolgono tante prove intercorso che fanno poi media per il voto finale. Una cosa bellissima che rende il percorso meno pesante”. Un tipo di didattica che ha creato all’inizio qualche difficoltà: “Noi italiani non siamo abituati a tutta questa partecipazione attiva. È solo frequentando l’università che ci si rende conto che si è seguiti e motivati. In aula si cerca la discussione e l’opinione personale, all’interno dei progetti di gruppo conta realmente”. Le problematiche iniziali vengono superate anche grazie all’aiuto di uno studente tutor “che affianca i ragazzi in ogni momento, chiede sempre se c’è bisogno di qualcosa, li accompagna agli eventi. Insomma, è davvero difficile non stare bene, pur essendo ‘costretti’ ad esprimersi solo in inglese, si è seguiti costantemente”. Il soggiorno non è ancora terminato però Maria Vittoria pensa già al futuro: “conto di tornare a Riga nel post laurea per un Master. In Lettonia i ragazzi hanno molte possibilità e al primo anno di Corso svolgono tirocini presso la Corte di Giustizia, in un sistema che è cento volte più aperto rispetto all’Italia”. Questa per la studentessa è stata la prima esperienza fuori casa: “mi ha insegnato a gestirmi da sola, ad affrontare la mia timidezza. Mi sento valorizzata perché in aula sono libera di esprimermi”. Il rientro a Napoli è previsto per gennaio: “A causa degli ultimi esami non potrò prolungare la mia permanenza. Valuterò in futuro anche offerte di lavoro. La città è in forte sviluppo ed è vicina ad altri Paesi dell’est. Oltre ad un senso patriottico molto forte, si evince la voglia di far parte dell’Europa e di stimolare i ragazzi a venire, restare e a dare il meglio”. Esperienza da consigliare? “Di sicuro. Direi che oltre alla Spagna, per quel che concerne l’Erasmus, c’è molto di più. Realtà che vanno scoperte, che sono altrettanto belle, diverse e fortemente formative”. 
Susy Lubrano
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