Medicina accoglie gli studenti Erasmus

Si respira un clima familiare nella giornata dedicata all’accoglienza degli studenti Erasmus della Facoltà di Medicina. I ragazzi, chiamati tutti per nome, dalle più diverse nazionalità – francesi, spagnoli, tedeschi, turchi, portoghesi, rumeni, polacchi – vengono accolti dal prof. Sergio Minucci, docente di Biologia Molecolare e Genetica. “Guardate quest’aula e immaginate cosa può essere stata. Era una camera da ballo dell’appartamento privato del re francese Gioacchino Murat. Qui portava le sue concubine”, spiega il docente, mentre gli occhi esterrefatti dei ragazzi si rivolgono all’ampia Aula del Rettorato di via Costantinopoli 104. “Quando ho iniziato ad insegnare, gli studenti Erasmus erano pari a zero, ora c’è stato un forte incremento. L’anno scorso abbiamo avuto, solo alla Facoltà di Medicina 74 studenti stranieri, quest’anno al primo semestre sono già 56”. 
Il professore continua parlando della propria esperienza all’estero. “Anch’io sono andato diverse volte all’estero per studio; sono stato negli Stati Uniti e in Europa – Colonia, Cordova, Torremolinos – Prima si andava all’estero per imparare tecniche che qui non si conoscevano, ora non è più così. Grazie ad internet le diverse tecniche si apprendono facilmente in tutto il mondo, l’esperienza fuori serve piuttosto a cambiare il modo di pensare. Ricordo che negli Stati Uniti, nel momento in cui avevo un problema o mi occorreva del materiale, potevo rivolgermi ad un supporto tecnico. Qui il problema se c’è me lo devo risolvere da solo, ma anche questo è un modo per fare esperienza. Se tutto fosse lineare, non ci troveremmo mai davanti alle difficoltà e non sapremmo come risolvere i problemi. Lo scambio permette a noi di acquisire qualcosa della vostra cultura e a voi viceversa. Abbiamo così la possibilità di conoscerci e capire che non siamo poi tanto diversi”, conclude il professore. 
Fautore della promozione degli scambi internazionali, il Preside Giuseppe Paolisso: “ho cercato di eliminare gli ostacoli amministrativi che si frappongono alla mobilità studentesca”. Ammette: “per molti l’Erasmus viene vissuto come un tentativo di evitare di sostenere gli esami più difficili nella propria Facoltà, ma credo che coloro che scelgono di farlo a Napoli siano fortemente determinati a crescere e a conoscere la nostra cultura”. Un rammarico: “noi, purtroppo, non abbiamo un Campus dove ospitarvi, anche se sono state da poco stipulate convenzioni con gli alberghi per favorire il vostro soggiorno. Io credo che lo scambio culturale debba essere agevolato, per consentirvi di conoscere i nostri meccanismi e darvi un’ulteriore possibilità di crescita”. Anche Paolisso racconta la sua esperienza all’estero. “Sono stato fuori dall’Italia per 5 anni, in Europa e in America, e ho acquisito un’open-mind nei confronti delle diverse culture, vorrei che lo faceste anche voi. Per questo motivo, dal 2012, istituiremo Corsi di Laurea totalmente in inglese, aperti esclusivamente a studenti con passaporto non italiano. Inizieremo con il primo anno, poi partiranno tutti gli altri anni di Medicina, in modo da agevolarvi nel seguire le lezioni. Inoltre, attiveremo un website in inglese dove forniremo informazioni sui corsi e sulle iniziative. Spero di poter avere un numero cospicuo di finanziamenti in modo da permettere a un sempre maggior numero di studenti italiani di vincere l’Erasmus, attualmente ne sono 155”.
Subito dopo, prende la parola il prof. Italo Angelillo, Presidente del Corso di Laurea di Medicina, che elenca le possibili difficoltà che può incontrare uno studente Erasmus nello studio della medicina alla SUN: “le discipline sono le stesse, ma distribuite diversamente. Può capitare, ad esempio, che gli studenti si trovino a dover seguire un corso su una disciplina che già conoscono, perché loro l’hanno studiata al primo anno di Medicina, mentre noi la trattiamo al secondo. Comunque cerchiamo di indirizzarli quanto più è possibile verso il corso giusto”.
La giornata si conclude con un rinfresco offerto dal Preside, pieno di specialità del nostro Paese, e con la promessa di organizzare un pranzo internazionale nei primi quindici giorni di dicembre. Tutti i presenti sono stati inviatati a cucinare il piatto tipico del proprio paese di provenienza.
Allegra Taglialatela
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