Missione di docenti e studenti di Archeologia a Fossa in Abruzzo

Studio teorico ma anche avventurosa pratica per gli studenti del corso di Archeologia tenuto dal prof. Fabrizio Pesando. Si sono da poco concluse le prime fasi del lavoro di scavo nella zona terremotata di Fossa, dove il docente, insieme ad un gruppo di specializzandi, laureati e studenti della Triennale, anche del primo anno, ha portato alla luce i resti di una città romana. ‘Un impegno per l’Abruzzo’ è il nome della missione nell’antica Aveia, ovvero l’attuale Fossa, che ha visto il contributo di una équipe di ricerca, nata lo scorso maggio, coordinata dall’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte e costituita da docenti di Archeologia delle Università di Foggia, di Chieti e de L’Orientale. Fossa, “fra le località devastate dal terremoto del 6 aprile, è certamente quella che ha restituito le più rilevanti vestigia di una storia millenaria”, spiega il prof. Pesando. Lo scopo della missione di scavi è quello di preservare e rendere pubblico quello che rimane della antica Fossa riportando alla luce i resti della città romana, “a tutt’oggi non conosciuta archeologicamente, sono ancora visibili resti della cinta muraria”.  “L’iniziativa – sottolinea il docente – che ha ricevuto il sostegno del  Consiglio Superiore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha avuto come obiettivo primario l’individuazione e la documentazione delle principali evidenze architettoniche ad essa riferibili. L’intervento è stato effettuato con il coinvolgimento di giovani studenti e ricercatori, che sono stati alloggiati per più di un mese nella tendopoli del comune di Fossa. Nonostante i disagi, i ragazzi hanno però partecipato con molto entusiasmo a questi lavori e sono pronti a continuare anche il prossimo anno, mettendoci tutta la loro passione e il loro entusiasmo”. Ci si sta già preparando, dunque, ad una nuova stagione di scavi, durante la quale gli studenti si alterneranno per portare avanti i rilevamenti sul sito. “I risultati conseguiti giustificano il protrarsi dell’impegno nel sito – anticipa il docente – e questo non solo per aggiungere altri elementi alla conoscenza della città romana, ma anche per favorire la creazione di una lettura storica del paesaggio di questa parte dell’Abruzzo, dove gli insediamenti preromani, romani e medievali si sono stabiliti nel tempo senza sovrapporsi, utilizzando il vecchio o l’antico per la creazione del nuovo. L’impegno dell’équipe del Dipartimento del Mondo Classico dell’Orientale a Fossa continuerà dunque anche nei prossimi anni, con l’auspicio di contribuire, con le proprie competenze e capacità, alla rinascita di un territorio di straordinaria bellezza anche attraverso il recupero della lunga storia dei popoli che vi hanno vissuto e vi si sono succeduti nel tempo”.
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