Mostra didattica sul tema dei diritti umani

L’Architettura rappresenta innanzitutto una risposta forte ai bisogni dell’uomo: bisogno di vivere, gioire, crescere, pensare, lavorare, pregare, leggere, giocare. E’ attraverso questo tipo di considerazioni che si sviluppa l’idea di 1 SdAI, la mostra didattica che si è svolta il 10 febbraio presso il Chiostro dell’Abbazia di San Lorenzo ad Septimum di Aversa, sede della Facoltà. Il progetto è stato coordinato dalla prof.ssa Sabina Martusciello, nell’ambito del Laboratorio di Rappresentazione 1 – Disegno dell’Architettura, afferente al Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura e dell’Ingegneria. 
“Questa mostra risponde anche all’esigenza di dimostrare quale sia stato il lavoro degli studenti nel corso del primo trimestre – ha spiegato la docente – Siamo al primo anno di istituzione del Corso di Laurea e desideriamo che questa sia l’occasione per ampliare un discorso che dall’Architettura arrivi alle questioni etiche. Nel nostro caso, i lavori degli studenti si sono concentrati su un tema molto delicato: la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che può essere considerata l’archetipo della dimensione etica dell’Architettura”. 180 sono stati i lavori presentati dagli studenti (tutti del primo anno), ognuno dei quali si è sviluppato secondo criteri e forme differenti. Christian Sisto, che dopo essersi trasferito dalla Facoltà di Letteratura, Musica e Spettacolo de La Sapienza dice di aver trovato adesso la dimensione a lui più consona, ha presentato un cortometraggio. “Ho scelto questo metodo, piuttosto che un cartellone – ha raccontato – perché arriva alla gente in maniera più diretta. L’argomento scelto da me nell’ambito della Dichiarazione dei Diritti Umani è stato l’Uguaglianza. La storia è quella di un uomo che va dallo psicanalista perché tutti i volti che vede, sia di persone conosciute che degli estranei, sono uguali al suo. Ho scelto una trama così apparentemente bizzarra per far riflettere il pubblico. Alla fine, lo stesso psicanalista ha il viso del suo paziente”. Facendo un paragone con il primo anno trascorso a Roma, Christian ritiene di aver fatto la scelta giusta, trasferendosi alla Sun: “Non soltanto per il fatto che sia originario di Piedimonte Matese, ma soprattutto perché in questo Corso di Laurea vedo degli sbocchi più concreti per il futuro. Grazie anche a questa esperienza di Laboratorio abbiamo appurato che la creatività non è fine a se stessa, ma ha dei fini pratici”. Su questo punto Mario Biondi, anche lui al primo anno di Scienze dell’Architettura e dell’Ingegneria, ha basato il lavoro che è andato in mostra. Mario ha realizzato su tela un elaborato sulla libertà di parola e di pensiero. L’immagine è quella di un giornale incatenato e di una penna che disegna una chiave. Quest’ultima serve ad aprire idealmente le parole dell’uomo e dunque a liberarle. “Quello con la prof.ssa Martusciello è stato in assoluto il primo corso che ho seguito all’Università – ha detto Mario – e lo considero una fortuna, in quanto ci è stato mostrato sin dal primo momento l’utilità di ciò che studiamo. Per il futuro, sogno di intraprendere la libera professione e, nonostante la Facoltà risenta di diverse lacune soprattutto a livello strutturale, credo che dal punto di vista degli insegnamenti abbiamo molto da imparare e soprattutto da mettere in pratica. Per fare un mestiere come l’architetto, questa è una condizione necessaria”.  
L’allestimento della mostra è stata anche l’occasione per far partire un ciclo di appuntamenti sul tema dell’Architettura nella famiglia. Padre Lorenzo Montecalvo ha introdotto il tema che sarà affrontato nei suoi molteplici significati durante i prossimi incontri, in programma a cadenza quindicinale. 
Anna Maria Possidente
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