Napoli accoglie gli studenti Erasmus

“Erasmus Welcome Day” per dare il benvenuto agli studenti Erasmus presenti in città. L’iniziativa, che si è svolta il 22 ottobre nella Sala dei Baroni del Castelnuovo ed è proseguita con una caccia al tesoro per le vie del centro storico, è stata promossa dall’Associazione studentesca ESN (Erasmus Student Network) e dal Ceicc/Europe direct del Comune di Napoli ed ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni e dei delegati Erasmus dei diversi Atenei. La prima a salutare gli studenti stranieri è stata il Sindaco Rosa Russo Jervolino: “In quanto madre di due ex-studenti Erasmus, uno andato in Francia e l’altro in Spagna, posso dire che per entrambi è stata un’esperienza decisiva. Io appartengo ad una generazione che ha vivamente desiderato l’unità d’Europa. Oggi che è diventata una realtà, sta crescendo una generazione di cittadini del mondo”. Anche l’Assessore regionale all’Università  Guido Trombetti ha accolto gli studenti raccontando la propria esperienza: “Quando da ragazzo ho studiato a Parigi, non vedevo l’ora di rientrare in Italia. Invece gli studenti stranieri che vengono a Napoli fanno di tutto per ritornarci. Scoprono che qui i problemi vengono risolti in maniera originale e che è facile stringere rapporti umani”. L’ex Rettore ha sottolineato l’importanza degli scambi universitari internazionali: “La possibilità di sviluppare programmi Erasmus è considerata una caratteristica fondamentale per gli Atenei ma costituisce anche un’opportunità eccezionale per la città”. Concorda la direttrice del Ceicc Maria Luisa Vacca: “Gli studenti stranieri sono una risorsa. I ragazzi napoletani, frequentandoli, possono capire cosa significa venire da un altro Paese, parlare un’altra lingua, rispettare le altre culture. A breve organizzeremo per gli studenti Erasmus la seconda edizione  di un laboratorio linguistico concepito come un viaggio nella cultura della nostra città”. 
Da qualche anno l’andamento delle domande Erasmus non è più in crescita. Secondo il  Pro-Rettore de L’Orientale Elda Morlicchio le ragioni del calo di richieste possono essere molteplici: “Forse il 3+2 scoraggia gli studenti. Infatti nei Corsi Magistrali la tendenza è ancora in aumento. Inoltre, gli stranieri spesso sono restii a muoversi perché si finanziano gli studi con un lavoretto. E non intendono lasciarlo”. La meta preferita è la Spagna. Seguono Francia e Germania. “Tutti coloro che partono di solito tornano soddisfatti – prosegue la prof.ssa Morlicchio – Consiglio di non scegliere città troppo grandi. Nei centri più piccoli è più facile tessere relazioni”. L’Orientale registra ogni anno 80 Erasmus in ingresso e 180 in uscita ma presso l’Ateneo sono attivate anche altre tipologie di scambi internazionali. “Ogni anno dieci studenti de L’Orientale partono alla volta del Giappone – afferma la dott.ssa Nicoletta De Dominicis dell’Ufficio Relazioni Internazionali – Il numero di studenti cinesi, vietnamiti e giapponesi che accogliamo è in crescita. Sta aumentando anche quello di studenti provenienti dalla Russia e dall’America Latina”. 
La Federico II vanta nell’ultimo anno 250 studenti Erasmus in ingresso e 520 in uscita, di cui il  60% costituito da donne. “I nostri ragazzi hanno capito che l’apertura verso l’esterno è una carta vincente – sostiene il prof. Giorgio Serino – Ci chiedono di andare negli Atenei più prestigiosi perché sanno che chi selezionerà il loro curriculum ne terrà conto”. Al Suor Orsola Benincasa “ospitiamo ogni anno 40 stranieri tra cui anche turchi, bulgari e polacchi – fa notare la dott.ssa Giulia Perretti – 80 sono i nostri iscritti che partono per un periodo di studi all’estero. Possono scegliere tra più di 80 destinazioni”.
Tanti sono i consigli rivolti ai giovani ospiti. Il dott. Mario Bologna, direttore del Forum delle Culture 2013, li invita a ritornare a Napoli in occasione dell’evento, la prof.ssa Giusy Freddo li incoraggia a visitare il Conservatorio di San Pietro a Majella, ed il Presidente di ESN Napoli Michelangelo Messina raccomanda loro di approfittare dei servizi offerti: “La nostra  Associazione è una grande famiglia: organizziamo momenti di incontro, gite fuori porta, feste, ma forniamo anche supporto per problemi didattici o semplicemente per relazionarsi con il padrone di casa”. “Impegnatevi, divertitevi e visitate la città – è il suggerimento del Presidente Esn Italia Francesco Cappellano – E se, nonostante il nostro impegno, qualcosa andasse storto, non esitate a rivolgervi a noi”.
Manuela Pitterà
 
“Qui gli stranieri fanno simpatia” 
Il primo impatto per uno studente straniero a Napoli può essere abbastanza traumatico. Ma bastano poche settimane per cominciare ad apprezzare il modus vivendi partenopeo. “E’ una città caotica, piena di traffico, ma mi piace”, afferma Gaber Manauer, ungherese, iscritto ad Architettura. La prima settimana è stata dura per Pablo Ramirez, studente di Informatica di Granada: “Mi avevano detto che era un posto pericoloso, avevo paura di girare per strada e desideravo solo tornarmene in Spagna. Dopo un mese è tutto diverso, ho tanti amici, già mi sento a casa”. Sebastiane Behaghel di Versailles, studia Architettura, è arrivata da solo un giorno a Napoli, ha problemi con la lingua ma è già entusiasta degli italiani. “Voglio rimanere tutta la vita a Napoli! – esclama Maltin Redondo, studente di Storia di Pamplona – Qui gli stranieri fanno simpatia a tutti. Avevo già deciso di venire a fare l’Erasmus in Italia ancor prima di iscrivermi all’Università”.  Caroline Mertens, belga di Louvain La Neuve, iscritta al Corso di Laurea in Storia, ha imparato l’italiano nella sua università: “A lezione faccio amicizia con gli italiani, di sera frequento gli studenti Erasmus. I corsi sono cominciati da poco. Spero tra un mese di avere più amici italiani”. “La mia città non è così piena di monumenti – sostiene Isabella Machado, iscritta a Farmacia di Vigo – A lezione siamo tanti, c’è chi parla, chi si alza, in Spagna i professori sono più severi”. Julien Mirand e Julien Girard, di Tours, studiano Economia alla SUN e hanno ancora problemi con la comprensione dell’italiano: “Con la lingua scritta va meglio. Gli altri studenti ci aiutano, ci passano gli appunti”. Un po’ spaesato alla Federico II si sente Tim K?rner, studente tedesco di Economia: “L’organizzazione lascia a desiderare. Non so mai dove ci sarà lezione e a che ora”. “Le aule sono molto ampie – fa notare Javìer Garrido che segue i corsi di Giurisprudenza – A Valladolid eravamo al massimo una cinquantina di studenti. Qui il professore non si accorge nemmeno se ci sono o meno”. 
Se per i tedeschi come Henning Stüber, di Monaco, che studia Storia Moderna, la vita da noi è meno cara, per gli ungheresi, come Nora Bèla, studentessa di Architettura, vitto e alloggio sono molto costosi. “Mi farebbe comodo trovare un lavoretto ma non posso sottrarre tempo allo studio”, afferma Gaber, mentre Maltin aggiunge: “Guadagnerei troppo poco per sacrificare i week-end. E fare l’Erasmus significa anche divertirsi”.
 
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