Nessuna modifica ai Manifesti degli Studi

“Fino a quando non entrerà in vigore il decreto ministeriale 270, Ingegneria non apporterà alcuna modifica ai Manifesti degli studi dei singoli Corsi di Laurea e all’offerta didattica dell’intera Facoltà”. A dichiararlo è il prof. Piero Salatino, coordinatore dei Consigli di Corso di Laurea di Ingegneria, investitura ricevuta di recente dal neo preside Edoardo Cosenza. “Per il prossimo anno accademico – prosegue il docente – abbiamo preferito non avviare due ordinamenti transitori. Pertanto, i Manifesti, tra l’altro già pubblicati, registrano solamente alcuni correttivi locali”.
La Facoltà, dunque, sta ragionando sulle modalità con cui dovrà adeguarsi in vista del nuovo ordinamento, il 270/2004 (altrimenti detto “percorso ad Y”), che sostituirà il 509/99 e che partirà non prima dell’anno accademico 2007/08. Obiettivo comune a tutti i corsi di laurea di Ingegneria sarà quello di “razionalizzare e snellire la didattica di Facoltà, a prescindere se il Dm 270 vedrà o non vedrà mai la luce. Il provvedimento, infatti, non ha ancora avuto il placet definitivo dalla Corte dei Conti”, fa sapere il coordinatore.
Nessuna novità eclatante, quindi, per il CdL in Ingegneria Chimica, presieduto dallo stesso Salatino. “Abbiamo confermato l’offerta didattica dello scorso anno, salvo modificare alcuni esami a scelta dello studente nell’orientamento di Ingegneria chimica dei sistemi micro e nano strutturali della nostra Specialistica, colmando così alcune lacune della passata impostazione”.
Nella classe di Ingegneria Civile, invece, ci si sta muovendo lungo due diverse direzioni. “Come strategia di breve periodo – spiega il presidente Bruno Montella – stiamo cercando di intravedere quante più equipollenze possibili tra le varie discipline, per consentire agli studenti di passare agevolmente dall’uno all’altro corso di laurea della nostra classe. Nel lungo periodo, poi, proveremo a ridurre gli esami dagli attuali 30 a 18, massimo 20, agendo sui crediti”. A proposito dei crediti, chiosa Montella: “Le ore di lezione che un docente dedica ad un insegnamento sono cosa ben diversa dall’impegno profuso dallo studente per quella materia. Per noi il credito sarà concepito come misura della difficoltà ad apprendere quella data disciplina; perciò, un esame potrà valere 6 o 9 crediti a seconda se il docente insegnerà nozioni semplici o complicate”.
(P.M.)
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