Norme transitorie per il passaggio al 270, discussione animata in Commissione

Passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento 270: ancora nulla di fatto per le norme transitorie. La Commissione didattica di Medicina, riunitasi martedì 5 maggio, non è riuscita ad accordarsi sui principali punti di discussione ed ha rinviato ogni decisione a martedì 12 maggio, riunione che si tiene mentre andiamo in stampa. “Ci sono state forti discussioni tra rappresentanti e docenti per circa un paio d’ore – racconta Agostino Buonauro, Presidente del Consiglio degli studenti – Abbiamo analizzato tutti i punti del nostro documento, che raccoglieva i dubbi e le proposte degli studenti raccolti durante le assemblee, ma non siamo giunti a nessuna conclusione”. Tra i punti di maggiore attrito il nuovo calcolo della media. Con il passaggio al nuovo ordinamento, infatti, alcuni esami diventeranno idoneità (Anatomia I, Medicina Clinica I, Orientamento agli studi medici, ecc.) e per gli studenti che li hanno già superati, magari con voti alti perché non si tratta di esami tra i più difficili, questi voti scompariranno e la media si abbasserà. “Abbiamo proposto di introdurre la doppia media, cioè quella che tiene conto del passaggio e quella legata al vecchio piano di studi, così, quando arriva alla laurea, lo studente può scegliere a quale delle due fare riferimento” spiega Buonauro, ma la doppia media non sembra gestibile, soprattutto a livello di segreteria. “Siccome è il sistema ESIS che calcola la media automaticamente in base al piano di studi, un doppio riferimento creerebbe un caos pazzesco, questo ci hanno risposto i docenti”. L’eventuale abbassamento della media, però, non favorirebbe il passaggio degli studenti al nuovo ordinamento, e ciò comporterebbe comunque altri problemi. “Dovremmo trovare insieme delle soluzioni che incentivino il passaggio di tutti gli studenti (che resta comunque facoltativo per quelli già iscritti) altrimenti bisognerà affrontare enormi problemi legati alla coesistenza di due ordinamenti paralleli!” sostengono i rappresentanti. Altro nodo da sciogliere sono le Ade, minicorsi il cui voto d’esame attualmente pesa sulla media, ma che i docenti non intendono riconoscere nel nuovo ordinamento. E poi ci sono i punti tesi, che ora sono 8, anche se nella prassi arrivano fino a 11, mentre nel nuovo ordinamento sono 10. “I professori sostengono che, per chi non passerà al nuovo ordinamento, si smetterà di seguire “la prassi” e i punti da assegnare alla tesi si fermeranno a 8 come da regolamento”. Insomma, ancora tanti gli scogli da superare, secondo i rappresentanti, “ma con tranquillità e cercando sempre la soluzione migliore per gli studenti”.
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