Pari opportunità, contrasto alle discriminazioni e al mobbing

Pianificare azioni positive di tutela e prevenzione delle discriminazioni legate all’età, all’orientamento sessuale, all’origine etnica, alla disabilità, alla religione e alla lingua per favorire una cultura dell’inclusione: sono i compiti del ‘Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni’ attivo dal 2010 presso L’Orientale. “Un organismo paritetico, che include rappresentanze di tutto il personale, sia docente sia tecnico-amministrativo, e che svolge la propria attività nei confronti del lavoratore e delle lavoratrici così come della componente studentesca”, illustra il suo Presidente, la prof.ssa Silvana Palma. Di recente, grazie a un incontro tra la Rettrice e altre figure di riferimento dell’Ateneo con le rappresentanze studentesche avvenuto lo scorso 2 maggio, si è ragionato insieme sulla possibilità di ampliarne la composizione interna. “I componenti del Comitato e io vediamo favorevolmente la presenza di una rappresentanza anche degli studenti” (finora assente), commenta la prof.ssa Palma, con lo scopo di introdurre ulteriori strumenti idonei a garantire la sicurezza di tutta la comunità accademica. La decisione ultima spetterà agli Organi di governo, tuttavia “credo possibile invitare i rappresentanti presenti in Senato Accademico a partecipare in occasione, per esempio, di organizzazione di iniziative che più specificamente possono coinvolgerli o per riceverne eventuali suggerimenti e richieste”. Tra le proposte dei rappresentanti figura la possibilità di istituire uno sportello d’ascolto sul tema anti-violenza di norma “non istituiti all’interno degli Atenei ma delle Asl, dei presidi ospedalieri o di altre istituzioni anche volontarie che operano con personale specificamente formato per fornire ascolto, 24 ore su 24, e sostegno alle donne vittime di maltrattamenti e violenza”. Ciononostante, “sotto questo profilo il CUG potrebbe, se richiesto, sicuramente sensibilizzare le competenze che il nostro Ateneo ha, e non sono poche, per fornire un valido contributo, per esempio in corsi di formazione sui temi del genere e della violenza di genere sotto il profilo storico-culturale, che di solito affianca quello giuridico e psicologico”. È da quasi dieci anni, infatti, che il CUG adopera misure nel rispetto della tutela del lavoratore. Proprio in questo periodo, per esempio, “è in corso di elaborazione l’esito di un questionario sul benessere organizzativo che il CUG ha inviato al personale tecnico amministrativo. L’analisi dei dati potrà facilitare la ricerca di iniziative utili a sanare eventuali situazioni di conflitto o di discriminazione”. Anche in relazione alle pari opportunità, “non si può prescindere dal monitoraggio di tutte le componenti di Ateneo, finalizzato alla realizzazione di un bilancio di genere, che il CUG ha in progetto di avviare”. Moltissime le iniziative incentivate e volte alla promozione della cultura di genere e al contrasto delle disuguaglianze nel trattamento: “seminari, presentazioni di libri e altre attività utili a sensibilizzare sulle problematiche legate a fenomeni di mobbing, razzismo, discriminazione”. Tra questi incontri, “ricorderei l’incontro con Santino Spinelli, portavoce della cultura romanì, che ci ha regalato un generoso viaggio di conoscenza nel suo mondo”. L’ultima più recente riguardava invece l’hate speech, l’odio on-line, che “è diventato uno dei fenomeni più diffusi dei social. Se ne è discusso nel corso di un seminario che ha fornito una mappatura e un’analisi dell’intolleranza e del bullismo on-line”. Obiettivo permanente del Comitato è la creazione di una rete di supporto e comunicazione “utile ad orientarne e anche arricchirne le iniziative”. Per questo, “vorrei segnalare che è attivo un indirizzo email (cug@unior.it) al quale è possibile rivolgersi (nella certezza che saranno garantiti, se richiesto, riservatezza e anonimato) per inviare segnalazioni, informazioni e proposte che possano contribuire a rendere il CUG un organismo il più possibile vicino alle reali esigenze degli studenti e del personale”. In seguito ad alcuni spiacevoli episodi accaduti nella sede di Via Duomo, a inizio aprile, dove alcune studentesse hanno denunciato di essere state fotografate e filmate nei bagni, quali misure si intendono progettare, invece, per garantire efficaci forme di tutela nei luoghi deputati alla formazione? “Su questo punto – conclude la docente – decideranno gli Organi di Governo dell’Ateneo, sicuramente nell’ottica di una maggiore vigilanza delle strutture”.
Sabrina Sabatino
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