Passione, velocità, qualità e le lingue per trovare lavoro

“Il 50 per cento dei laureati nelle università campane trova lavoro dopo 12-15 mesi. Vuol dire che i nostri atenei hanno qualità. Dunque aiutano a posizionare bene rispetto al mercato del lavoro”, ha detto, in apertura dell’incontro dedicato agli sbocchi occupazionali, il Rettore del Parthenope Gennaro Ferrara. E poi ha aggiunto “scegliete con passione”. Lo stesso invito è venuto dall’applauditissimo prof. Raffaele Cercola, docente di Marketing alla Federico II e alla SUN e all’Istituto di Formazione Tagliacarne della Confindustria nonché Presidente della Mostra d’Oltremare. Velocità, conoscenza delle lingue, qualità della formazione: gli spot di Cercola. “Ragazzi, c’è poco da fare, il mondo del lavoro è cambiato e, oggi più che mai, c’è bisogno di adattarsi, di plasmarsi alle nuove esigenze richieste dal mercato. Bisogna guardarsi attorno, organizzarsi ed essere competitivi. Il 110, non basta più. Cosa me ne faccio di uno che ha passato tutta la sua vita, sempre e solo a studiare, senza mai approfondire praticamente ciò che ha studiato, senza mai specializzarsi in un campo realmente utile al mondo del lavoro?. Bisogna sapersi costruire il proprio futuro”. Altre riflessioni, sulle caratteristiche che molti, specie al sud, non considerano, a torto, importanti in campo professionale. “Poco tempo fa, lessi una statistica sui punti di forza degli italiani. Creatività, arte di arrangiarsi, che non manca mai, soprattutto da noi, capacità di creare innovazioni, specie nella piccola impresa. Purtroppo, però, quello che manca è ancora troppo importante per essere realmente competitivi. La conoscenza delle lingue, nessuna apertura alle multietnie, la mancanza di praticità, il forte individualismo, deleterio per un lavoro di squadra, e, soprattutto, la forte e cattiva abitudine di saper fare sempre e solo polemica”.
“Bisogna uscire dalla logica di scegliere la facoltà in base alle esigenze di mercato. Dovete scegliere quello per cui siete realmente portati, anche perché il mercato avrà sempre una velocità nettamente superiore al vostro percorso di studi”, ha detto poi l’ing. Bruno Scuotto, presidente della Piccola industria dell’Unione Industriali. L’arma vincente per collocarsi nel mondo del lavoro: “l’internazionalizzazione, quindi la mentalità, capacità e competenza di poter fare impresa anche oltrepassando i confini e la tecnologia. Occorre riuscire a mantenere il passo dell’innovazione e del progresso”. “Il sistema universitario è buono. Sfruttatelo”, l’invito di Scuotto che ha posto il problema della fuga dei cervelli. 
“Non ho trovato lavoro appena laureato, così ho girato diverse aziende” ha raccontato il dott. Bruno Falzarano, amministratore delegato di Sviluppo Italia. “Occorre ipotizzare molti cambiamenti nella vita professionale”. Poi si è soffermato sui vantaggi ma anche sui rischi della piccola impresa. “Mettersi in proprio, una volta terminato il proprio percorso di studi, può essere una valida carta da giocare nel mondo del lavoro, ma bisogna stare attenti. Non si può pensare ad un’attività in proprio, come ancora di salvezza del proprio futuro, come ultima spiaggia, altrimenti si può correre il rischio di trasformare un disoccupato, in un disoccupato con i debiti”.  “Presentateci buone idee, realizzabili, ve le finanzieremo” ha concluso.
“Assumiamo esperti in sicurezza e in traffico aereo”, ha detto il dott. Maurizio Castellucci, direttore delle risorse umane della GESAC, il quale ha anche fornito alcune dritte su come presentare il curriculum. 
“Potete anche sbagliare la scelta della Facoltà e poi cambiare. Non è un problema”, rincuora il dott. Edoardo Imperiale, direttore di Sprint Regione Campania che ha raccontato la sua esperienza. “Io mi sono laureato più tardi perché ho fatto uno stage all’estero di dieci mesi”. “Andate all’estero. Ma poi tornate. La Campania ha bisogno di gente capace”. Imperiale ha insistito anche sull’opportunità di frequentare associazioni studentesche, come palestra in cui uno studente può fare le prime esperienze in una realtà lavorativa di gruppo. Lui ha presieduto l’Aiesec.
“Sono un manager veneto, a dimostrazione che la mobilità sul lavoro vale per tutti. Non solo per i napoletani”, l’esordio del dott. Zeno D’Agostino amministratore delegato di Logica Trasporti. “A 19 anni volevo fare l’archeologo, oggi sono manager nell’agenzia per il trasporto. E sono laureato in Scienze Politiche, Dunque non servono solo Ingegneria o Economia per diventare manager”. D’Agostino ha sottolineato anche, sull’importanza non solo di acquisire competenze, ma anche di viverle, confrontandosi, giorno dopo giorno anche con piccole realtà lavorative. 
Conclusioni dell’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Corrado Gabriele, ad una delle sue prime uscite all’Università: “Non pensate che la laurea vi fornisca subito lavoro. Non sempre è così. Però è importante la formazione che l’Università vi impartisce. Anche nel mio lavoro di uomo politico. Io ho sostenuto 12 esami a Scienze Politiche e poi mi sono fermato. A me questa formazione non  completata manca. Infatti, sto riprendendo a studiare”. Però la laurea non può essere “né solo il titolo di studio, né solo ciò che serve a soddisfare le esigenze del momento delle aziende. Ma qualcosa che duri nel tempo”. Numero chiuso in alcune facoltà? “Una follia. I nostri giovani sono una ricchezza. Ed aumentare il numero dei laureati, ed investire in ricerca, sono le uniche modalità per crescere come paese”. Qualche studente ha lamentato l’aumento delle tasse e del costo dei libri. Gabriele: “è un’altra follia. Come è assurdo che in Valle d’Aosta non si paghi neppure un centesimo di tasse, mentre in Campania ci sono gli importi che conosciamo. Eppure l’Italia è unica. Nei prossimi mesi dovremo rivedere qualcosa”. Infine due impegni: “occorre creare le condizioni affinché i nostri cervelli migliori non vadano altrove”  e rimettere mano all’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro.
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