Pergamena di laurea, sparisce il titolo di dottore

Tutti dottori, nessun dottore. “Tutti dottori” titolava nel novembre del 2004 un articolo di Beppe Severgnini sul Corriere della Sera, a commento della novità introdotta dal decreto ministeriale 270/2004: anche a chi consegue la laurea triennale spetta il titolo di dottore. Dottori magistrali saranno, invece, coloro che proseguono gli studi con il biennio magistrale e coloro che si sono laureati con l’ordinamento anteriore alla riforma del 3+2. Infine, il titolo di dottore di ricerca spetta ai laureati magistrali che hanno conseguito anche il dottorato di ricerca. Tutto sancito dall’art. 13 del D.M. 270. “Il titolo di dottore”, scriveva il giornalista, “sogno dichiarato di milioni di mamme, cruccio segreto di tanti che hanno abbandonato l’università – verrà rilasciato con più generosità”. Un bene o un male? A distanza di cinque anni, alla Federico II non c’è spazio per alcuna riflessione sul tema: nessuno viene più qualificato dottore, almeno sulla pergamena di laurea. Se ne è accorto un avvocato napoletano, Ilvo Fiorentino, rimasto spiazzato di fronte alla pergamena ritirata nel 2007 dalla figlia Elvira, laureata in Filosofia l’anno prima. “Repubblica Italiana. In nome della legge noi professore Guido Trombetti Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II addì 15. XII. 2006 abbiamo conferito la Laurea in Filosofia a Elvira Viorica Fiorentino”. Data e luogo di nascita, data di rilascio del diploma, firme del direttore amministrativo, del Rettore, del Preside della Facoltà. Dottore o dottoressa non è scritto da nessuna parte. “Sono rimasto assai perplesso”, racconta l’avvocato, “ma mia figlia inizialmente non si è preoccupata più di tanto, dato che sui certificati rilasciati dalla segreteria c’è scritto dottoressa (e comunque non dottoressa magistrale, come dovrebbe essere per coloro che, come lei, si sono laureati con il vecchio ordinamento, ndr). Io però ci ho voluto vedere chiaro. Il certificato rilasciato dalla segreteria cosa certifica? Bisogna risalire alla fonte storica del titolo. E visto che la pergamena di laurea non dice nulla in proposito, ho suggerito a mia figlia di fare richiesta di accesso agli atti ai sensi della legge 241/90, per farsi rilasciare copia dell’atto di proclamazione con cui le autorità accademiche, al termine della seduta di laurea, la dichiaravano dottore in Filosofia”. Perché verbalmente il conferimento del titolo c’è stato, davanti alla numerosa platea composta da parenti e amici dei laureandi. Ma come si sa, verba volant. “Ci è stata rilasciata copia di un documento che riporta unicamente le generalità della laureata, il numero di matricola, il tema della tesi, il voto conseguito, la data della discussione e l’elenco dei componenti la commissione d’esame”. Del titolo accademico nessuna traccia, né dottore né dottore magistrale, niente di niente. Un errore? Un caso isolato? L’avv. Fiorentino afferma che dal 2005 si sta perpetrando questa omissione ai danni dei laureati e che sono migliaia i giovani coinvolti. “Hanno scippato ai nostri ragazzi il titolo di dottore. Che, sia chiaro, non deve essere ritenuto implicito al superamento dell’esame di laurea, non è, come si dice in gergo, in re ipsa. Ho chiesto spiegazioni agli uffici amministrativi dell’università, ma non hanno saputo darmi chiarimenti sufficienti, facendosi scudo dietro a un regolamento ministeriale. Non sanno che i regolamenti non possono contrastare con le leggi?”. Le leggi cui l’avvocato si riferisce sono il Regio Decreto 1269/1938 e la legge 341/90, che disciplinano la materia e che, secondo la gerarchia delle fonti del nostro ordinamento giuridico, mai potrebbero essere abrogate da un decreto ministeriale. Infatti, le loro norme sono tuttora vigenti e convivono con il DM 270/2004, il quale chiaramente sancisce all’art. 13 chi debba essere dichiarato dottore e chi dottore magistrale. 
Perché, dunque, a partire da un certo momento, il titolo di dottore è scomparso dalle pergamene di laurea? Lo abbiamo chiesto al dott. Maurizio Tafuto, capo dell’Ufficio della Ripartizione Relazioni con gli Studenti, il quale conferma che dal 2005 ai laureati della Federico II vengono rilasciate pergamene che non riportano più il titolo di dottore. “L’avv. Fiorentino non è la prima persona venuta a chiedermi spiegazioni sul punto”, dice. “Lui ne ha fatto una questione giuridica, mentre altri si sono preoccupati di un dato più che altro formale o estetico, poiché hanno creduto che ci fosse un errore di stampa. In realtà non c’è nessun errore: ci siamo regolati in conformità alla nota ministeriale 2572 del 26 aprile 2005, che invitava gli atenei, per evitare confusione tra i titoli dei diversi ordinamenti, a indicare solo la laurea o la laurea magistrale”. Così oggi ai laureati del vecchio ordinamento viene consegnato un diploma dove è scritto semplicemente “Laurea”, a quelli degli ordinamenti successivi un diploma dove è scritto “Laurea” o “Laurea magistrale” con l’indicazione dell’ordinamento di riferimento (ad esempio, Laurea – triennale, ndr – conseguita ai sensi del D.M. 270/2004). “Non vedo il problema”, prosegue il dott. Tafuto, “non c’è nessuna negazione del diritto al titolo di dottore, che nei certificati è sempre indicato. In genere per le selezioni di lavoro vengono richiesti i certificati, non le pergamene, quindi problemi pratici ai fini dell’ingresso nel mondo del lavoro non se ne pongono”. Noi di Ateneapoli, però, abbiamo visionato il certificato di Elvira Fiorentino, che, come accennato prima, sebbene conseguito all’esito di un corso di studi del vecchio ordinamento, non riporta l’indicazione di dottoressa magistrale, ma semplicemente di dottoressa. E’ evidente che ciò può ingenerare confusione, assimilando la Fiorentino e chi come lei a coloro che hanno conseguito il titolo triennale. Ad ogni modo, al dott. Tafuto personalmente non risulta che qualcuno abbia mai incontrato difficoltà lavorative per questo motivo. L’esatto contrario di quanto affermato dall’avv. Fiorentino, secondo il quale ci sono giovani declassati dalle aziende in cui erano stati assunti, in seguito alla scoperta della mancanza del titolo. “Ho scritto al Rettore, che finora non mi ha dato risposta”, dice, “se continua questa inerzia sono pronto a ricorrere al Tar. La Federico II deve adoperarsi per restituire il titolo scippato a migliaia di laureati. Io sono pronto a battermi”. 
Sara Pepe
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