Personale e residenze universitarie, il punto con il ProRettore Nicoletti

Firmato l’accordo tra Seconda Università e Azienda Ospedaliera Policlinico per il passaggio del personale congiunto dall’Ateneo ad un uso esclusivo dell’Azienda. La questione che da tempo rendeva difficile la gestione di ben oltre 200 unità di personale operanti per il Policlinico, sebbene dipendenti dell’Ateneo, sta quindi per vedere una definitiva soluzione. “Grazie a questa convenzione firmata tra i due Enti coinvolti – spiega il prof. Gian Franco Nicoletti, Pro Rettore con delega al personale – si opererà un passaggio di 50 dipendenti nei prossimi tre anni (quindi 20, 15 e 15) verso l’Azienda. Questo personale, che già lavora per l’AO come ‘congiunto’, resterà sempre alle dipendenze del Ministero dell’Università, ma lavorerà esclusivamente per l’Azienda. Negli anni contiamo di portare ad esaurimento tutta la questione”. Il chiarimento di queste posizioni dovrebbe portare benefici per tutti: “Il vantaggio per l’Azienda sarebbe di poter finalmente lavorare con personale proprio (è esiguo infatti il numero di dipendenti esclusivamente dell’Azienda) con tutte le ripercussioni positive in termini di gestione economica, degli uffici e degli orari. Per l’Ateneo il vantaggio sarebbe sia economico che di una migliore valutazione dell’organico: oggi, infatti, risultano come personale a carico un numero di lavoratori che però non è reale, mentre così avremo anche la possibilità che ci vengano riconosciuti maggiori punti organico”, spiega Nicoletti. I lavoratori vedrebbero il superamento di quelle strane assegnazioni che hanno caratterizzato l’organico della SUN “con incomprensibili etichette quali personale ‘esclusivo dell’AOU’, ‘esclusivo della SUN’, ‘prevalentemente assistenziale’, delle quali più volte si sono lamentati, e soprattutto dell’incertezza sulla sede di lavoro e sulle competenze economiche”. Ricevuto il parere della Regione Campania, che si confida sia positivo, verrà quindi emesso un bando aperto, in modo da dare ai lavoratori il diritto di opzione: “Sarà poi cura dei due Direttori Generali, della Sun e dell’Azienda, operare una selezione delle domande in base alle necessità e alle priorità di passaggio”.
DIRITTO ALLO STUDIO. Ancora due mesi di attesa per l’apertura della Residenza Universitaria dell’ex Carcere mandamentale di Aversa: è ormai in dirittura d’arrivo il completamento della struttura con arredi e suppellettili. “Si è dovuto modificare il progetto originale perché recenti norme di sicurezza ci hanno imposto un numero massimo di due studenti per stanza, rispetto ai tre pensati in precedenza. Oggi la struttura può ospitare, quindi, un totale di 18 studenti. Si tratta di una piccola residenza che però rappresenta un primo passo nella giusta direzione”, spiega il ProRettore Nicoletti, che ha anche la delega ai Rapporti con Regione e Adisu. Altro obiettivo che si conta di raggiungere nel prossimo anno è l’inaugurazione della più grande Residenza dell’ex Istituto Manzoni, sempre ad Aversa, i cui i lavori, iniziati nel 2013 e che prevedevano la consegna entro giugno di questo anno, sono bloccati per il mancato conferimento dei fondi Fas. “Siamo in una situazione di stallo – spiega Nicoletti – La Regione non ci ha consegnato il finanziamento del FAS previsto per la ristrutturazione della struttura: di circa 6 milioni di euro stanziati, ne abbiamo ricevuto solo 1,5. Questo ha portato al blocco dei lavori da parte della ditta appaltatrice. Oggi però vedo un crescente interesse da parte delle Istituzioni coinvolte perché si arrivi ad una soluzione, e conto di poter vedere chiusa la questione nei prossimi 8-12 mesi. Si tratta di un altro importante traguardo: ben 80 posti letto per accogliere fuori sede ed Erasmus”.
Sul tavolo di lavoro tanti altri obiettivi su cui concentrarsi nei prossimi anni: “perché il diritto allo studio deve essere il principio fondamentale della nostra organizzazione e necessita di una più ampia programmazione. Dobbiamo migliorare la qualità dei nostri servizi in termini di accoglienza degli studenti tutti, fuori sede e non. Lo possiamo fare con specifiche linee programmatiche e con il reperimento di nuovi serbatoi di risorse, oltre quelle abituali, per porci obiettivi sempre più ambiziosi”.
Valentina Orellana
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