Premi per tesi con contenuti bioetici: il nuovo bando apre anche ai giuristi

Il Comitato etico della Federico II ripropone il bando che premia le tesi con aspetti di interesse bioetico. Per la prima volta da quando è stato ideato il premio, il bando ha tre firme. Sono del Presidente del Comitato etico Claudio Buccelli, del Presidente della Scuola di Medicina Luigi Califano e del Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Sandro Staiano. Il prof. Buccelli: “è la principale novità del nuovo bando”. In palio quindici premi. Otto sono destinati a tesi di Laurea in Medicina, due a Odontoiatria e cinque ai laureati in Giurisprudenza. Il motivo dell’aggiunta: “è importante che la riflessione su argomenti di carattere etico vada avanti e al ragionamento clinico sulla persona si affianchi quello giuridico. Il premio vuole stimolare la sensibilità etica, sia sotto il versante bioclinico, sia sotto il versante del biodiritto”. Condizioni necessarie per partecipare: laurea alla Federico II conseguita nell’anno solare 2019 in uno dei tre Corsi di Laurea citati e media voto non inferiore a 27: “non ci aspettiamo una tesi di bioetica, ma lavori che ci facciano capire che il candidato ragiona in termini bioetici”. C’è tempo fino al 30 novembre prossimo per inviare al Comitato Etico la documentazione richiesta (domanda di partecipazione, copia della tesi di laurea, certificato di laurea). I lavori pervenuti saranno valutati da una Commissione composta dai tre firmatari del bando e da ulteriori sei componenti del Comitato Etico. Ai vincitori 2000 euro lordi: “speriamo di poter rinnovare l’iniziativa nei prossimi anni”. Molto dipende da come evolverà la situazione dei Comitati Etici: “è in atto una ristrutturazione che prevede che in tutta Italia non siano più di quaranta. Dobbiamo capire quanti di questi verranno assegnati alla Campania. Noi vorremmo continuare a vivere in maniera indipendente perché il Comitato Etico della Federico II vanta trent’anni di attività ed è attento non solo a ricerca e protocolli, aspetti molto importanti, ma pure ai problemi dell’assistenza sanitaria. C’è il rischio che in una ristrutturazione complessiva non si dia la dovuta attenzione a quanto realizzato finora”. 
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