Premiati 35 studenti eccellenti

Applausi nell’Aula Pessina per la cerimonia Premio “Buon Compleanno Federico II eccellenza cursus studiorum”, dove sono state presentati i 35 migliori studenti afferenti ai diversi Corsi di Laurea dell’Ateneo. Storie di ragazzi brillanti e di traguardi raggiunti con medie vertiginose. Una grande gioia il conferimento degli attestati di merito a chi di merito ne ha da vendere. “Siamo qui per premiare l’impegno e l’eccellenza dei nostri studenti migliori – dice il Rettore Gaetano Manfredi – Questi 35 ragazzi sono solo un campione degli 80 mila iscritti nell’Ateneo Federiciano, sono quelli che hanno fatto la differenza e che vanno elogiati per questo. Scegliere non è stato facile, a volte si è trattato veramente di una differenza di centesimi delle medie voto”. Il ringraziamento principale va alle famiglie: “Senza il loro sostegno sarebbe difficile mandare avanti i propri sogni. Gli impegni ed i sacrifici richiesti vengono ricompensati dalle soddisfazioni dei nostri figli, ognuno di noi non aspetta altro che veder brillare il percorso di chi ci sta particolarmente a cuore”. Poi ha aggiunto: “siamo vicini a tutti i ragazzi, accogliamo i meno bravi con lo stesso fervore, anzi forse con una marcia in più, perché hanno maggiormente bisogno del nostro lavoro quotidiano”. L’augurio è tutto rivolto agli studenti: “Che possiate continuare con impegno la strada intrapresa, riuscendo a coltivare nuovi stimoli nello studio e nella ricerca, nel campo in cui vi andrete pian piano affermando”. A premiare le eccellenze, i quattro Presidenti delle altrettante Scuole dell’Ateneo: il prof. Luigi Califano (Medicina), il prof. Lucio De Giovanni  (decano Scienze Umane e Sociali), il prof. Piero Salatino (Politecnica e delle Scienze di Base), il prof. Luigi Zicarelli (decano Agraria e Medicina Veterinaria). 
 
Impegno, rinunce e determinazione
 
Difficile scegliere a quali studenti dare voce, ognuno ha un’esperienza ed un sogno diverso, oltre ad un percorso da far impallidire. “Scegliere Medicina è stato molto naturale – racconta Filomena Mozzillo, 24 anni – Dopo la laurea, prevista a luglio, dovrò affrontare l’esame di Stato per potermi iscrivere all’albo dei medici, dopodiché voglio iniziare la Specializzazione in Nefrologia”. Momenti difficili ce ne sono stati: “Come in tutte le cose della vita. Credo che, però, con la motivazione giusta, si può superare tutto. Medicina è un percorso lungo, sembra non finire mai, ci si può stancare. Nel mio caso, la chiave del successo è stata l’assiduità. Quando arrivo sotto esame ho ritmi improponibili e rinuncio a tutto, anche a parte della vita privata. Ammetto che non sono riuscita a tenere in vita tutti i rapporti che avrei voluto, ma laurearsi in Medicina a 24 anni richiede un prezzo da pagare”. Risiede tutta nel suo carattere determinato la ricetta per essere super bravi: “Caparbietà e passione hanno caratterizzato il mio percorso – afferma Paola Francesca, 24 anni, prossima alla laurea in Biotecnologie Mediche – Se non sei determinato, motivato, è facile fermarsi e perdersi. Ho avuto momenti difficili, ma non ho mai pensato di mollare, laurearmi era una delle mie priorità e ci sono riuscita, accelerando i tempi”. Il gruppo universitario che si è formato le ha dato la voglia di non lasciarsi mai andare: Raffaella Cirillo, 23 anni e laurea ad ottobre in Progettazione e gestione dei sistemi turistici (Economia), è molto soddisfatta del premio ricevuto. “Questo mi ripaga dei sacrifici – spiega la studentessa – I miei consigli sono molto semplici: occorre trovare buoni compagni di studio che ti aiutino nei momenti di sconforto e poi non perdere tempo fra lezioni ed esami. Sono la classica ragazza che rispetta le scadenze, finito il corso, sostengo subito la prova. Non ho mai rimandato, a costo di studiare come una matta”. Un ringraziamento alla famiglia “che mi ha sostenuto economicamente in tutto, mi sono solo dovuta preoccupare di studiare”. Dopo la laurea: “credo che andrò all’estero per vivere un’esperienza di lavoro concreta”. Al secondo anno di Giurisprudenza, Pasquale Pirone ha terminato tutti gli esami del primo anno e del primo semestre del secondo, con la media del 30. “All’inizio avevo paura di iscrivermi per le dicerie che ci sono in giro – racconta – Con la frequenza, invece, mi sono ricreduto, ho trovato professori gentili e disponibili e, arrivando un po’ prima alle lezioni, anche il famigerato posto a sedere”. Il segreto per un 30 in Diritto Privato? “Studiare tantissimo, seguire i corsi ed apprendere il linguaggio giuridico subito. Debbo dire, però, che ho trovato Privato semplice, è un esame lungo ma molto schematico e facile da ricordare. I veri problemi sono iniziati con Costituzionale, disciplina dispersiva. Che fatica prendere 30 con il prof. Villone!”. Ha la media del 29.87 Roberto Ciardiello, 21 anni, al III anno di Ingegneria Chimica: “Voti così alti si ottengono solo con lo studio. Ho sempre seguito tutte le lezioni e preparato gli esami durante i corsi. Spesso le spiegazioni in aula fanno molto più del lavoro a casa, anzi ho notato che durante le prove, spiegando quello che mi era stato insegnato a lezione, ho acquisito dei punti in più. Altro segreto è una partenza sprint, il percorso diventa più semplice perché si è motivati, però debbo dire che non mi sono mai rilassato. La vita universitaria è una corsa continua”. Ha 24 anni, una Laurea Triennale all’attivo e una Magistrale in Politiche Sociali e del Territorio (Sociologia) che sta per concludere: “Non ho mai tralasciato nulla, anche il corso più insignificante – afferma Ilaria Marotta – Ho sempre trovato interessante il mio percorso di studi, non mi sono mai annoiata. Per questo, ho lavorato molto e bene, la passione deve essere al primo posto. Inoltre, occorre vivere l’Università per capirla e trovare la forza di superare i momenti bui. Forse è una questione caratteriale, ma ho sempre creduto di potercela fare”. È al II anno di Fisioterapia Roberto Costanzo, 20 anni e una laurea prevista per la prossima estate. “Ho giocato a calcio per anni – spiega – Poi un grave infortunio mi ha costretto a smettere, e da lì è arrivata la passione per le discipline mediche. Mi piace pensare di poter aiutare gli altri, questa cosa si riflette nello studio e mi aiuta ad andare avanti”. Certo ci sono anche le giornate no: “Spesso, se penso di arrivare in Dipartimento con i mezzi pubblici, mi passa la voglia. Poi ricordo i miei obiettivi e vado avanti spedito”. Fisioterapia, conclude, “è un percorso lungo, fatto da tantissimi tirocini, affiancati dalle lezioni. Occorre avere molta costanza”. Si laurea a luglio Eralda Toska, 24 anni, studentessa di Odontoiatria e Protesi Dentaria: “Le mie maggiori difficoltà sono legate al fatto di essere stata per anni una fuori sede – spiega – Avendo origini albanesi ho affrontato vari disagi, ma mi sono iscritta per passione e il percorso non mi è pesato affatto. Il terzo anno è stato quello più bello, adoro le materie cliniche. Consiglio agli studenti di essere forti e di guardare sempre avanti. Con lo studio assicuratevi una partenza sprint, vi darà la carica giusta per affrontare qualsiasi momento, anche quello più difficile”. 
Susy Lubrano
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