Prime elezioni studentesche al Suor Orsola Benincasa

Sta per consumarsi una prima volta importante per gli studenti del Suor Orsola Benincasa. Lunedì 20 novembre si terranno le prime elezioni studentesche nell’ateneo orsolino e tutti coloro che risultano regolarmente iscritti alla data di indizione della consultazione elettorale (il 16 ottobre scorso) sono chiamati alle urne nell’aula Capocelli della sede di corso Vittorio Emanuele, dove ci si potrà recare a votare dalle ore 9.00 alle ore 17.00. Ad aspettare i ragazzi ci saranno un bel mucchio di schede colorate, tante quante sono le cariche di rappresentanza da ricoprire: tre, ossia una per ciascuna Facoltà, al Senato Accademico, e tre ai Consigli di Facoltà, cioè una per ciascun Consiglio. Tanta è la curiosità intorno all’evento, unita all’entusiasmo che deriva dalla consapevolezza di contribuire alla nascita e alla costruzione di una nuova fase della vita universitaria al Suor Orsola, dove l’unica esperienza in fatto di partecipazione studentesca attiva risale all’elezione degli studenti nel CdA Adisu l’anno scorso. Le candidature tra le quali si è chiamati a scegliere sono individuali, non c’è stata formazione di liste e in alcuni casi non c’è diretta appartenenza dei nomi a precise associazioni studentesche. L’accostamento più ricorrente è quello con la Confederazione degli studenti, cui sono vicini Ferdinando Antignani e Achille Lamberti, candidati al Senato Accademico rispettivamente per la facoltà di Giurisprudenza e la Facoltà di Lettere, e Oreste Boselli, Ottavio Maione e Marica Nestovito, candidati al Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza. Ci sono poi candidature riconducibili a un’esperienza già esistente ma indipendente da gruppi studenteschi, come quelle di Simona D’Alise e Armida Castellucci, che si presentano al Senato Accademico per la Facoltà di Scienze della Formazione e al Consiglio della Facoltà di Lettere, e che hanno trovato un mentore in Mara Borriello, attualmente rappresentante in CdA Adisu. E’ la stessa Borriello a parlare di un progetto su cui impegnarsi congiuntamente a Confederazione: “lavoriamo collaborando pacificamente tra noi, senza contrasti, e non inquadrerei queste candidature in alcuna associazione. Noi non ci facciamo guerre”. Al di là della banale considerazione che far parte di un gruppo piuttosto che di un altro non significa necessariamente entrare in conflitto con l’uno o con altro, si deve riconoscere che la Borriello ha ragione nei fatti: parlando con i candidati ci si rende conto che sono tutti accomunati dalla voglia di lavorare per l’università. E’ per questo che a Mara Borriello, come all’esponente di Confederazione, anche lui consigliere Adisu, piace parlare di “gruppo del Suor Orsola”. Vi si potrebbero far rientrare i “loro” candidati ma anche quelli cosiddetti “indipendenti”. Ferdinando Antignani, la cui elezione è scontata in quanto unico candidato di Giurisprudenza al Senato Accademico, si interessa alla politica fin da ragazzino, e dichiara di avere un personale orientamento politico che però tiene separato dall’attività universitaria. “Mi sono avvicinato a Confederazione grazie a Paolo Castaldo, amico di vecchia data. Attraverso di lui sono venuto a contatto con l’associazione, di cui mi ha molto colpito l’impegno”. Secondo Ferdinando il suo primo compito da rappresentante sarà quello di mediatore tra studenti e professori. Le problematiche concrete da affrontare, per Giurisprudenza, sono anzitutto quella del numero insufficiente degli appelli e del sovraffollamento della segreteria studenti, ancora sita nella sede centrale e senza alcuna succursale in Santa Lucia al Monte.
Appelli, segreteria,
mensa: le priorità
“Poi ci sono tante piccole questioni quotidiane che riguardano l’intero ateneo: i parcheggi, il funzionamento delle tessere Adisu per la ristorazione… Sto constatando che c’è intensa partecipazione da parte dei ragazzi, che hanno molta curiosità su queste elezioni e che spesso mi avvicinano per proporre argomenti su cui soffermare l’attenzione. Da parte mia penso di poter loro offrire per prima cosa sincerità e trasparenza”. Anche per Oreste Boselli uno degli obiettivi prioritari è quello di ridurre le distanze tra docenti e studenti aprendo un dialogo costante. “E’ una delle tappe che consentirebbero di massimizzare le potenzialità del Suor Orsola – dice- dove non ci sono problemi enormi ma si può e si deve migliorare”. Per Giurisprudenza, al cui Consiglio è candidato, Boselli ritiene sia importante dare ascolto alle istanze degli studenti “perché così si può ancora di più accrescere il prestigio della nostra facoltà”. Tra i principali obiettivi concreti: migliorare il sistema degli appelli, aumentandone il numero o semplicemente rendendone più fluido il calendario, e valorizzare il sistema informatico. Non in termini di istanze ma di princìpi preferisce ragionare Gianvincenzo Nicodemo, iscritto al Corso di Laurea Specialistica in Programmazione dei Servizi Educativi e Formativi e candidato “indipendente” e cattolico al Consiglio di Facoltà di Scienze della Formazione. “L’esperienza della rappresentanza da noi sta nascendo adesso, è tutta da costruire, ed è per questo che preferisco parlare di princìpi piuttosto che di programmi o istanze. Sottolineerei soprattutto che va costruita senza contrapposizione, che è la prospettiva storicamente adottata nell’università, ossia la dialettizzazione tra studente e docente, la rappresentazione del professore in termini di controparte. Secondo me non è quella la realtà, la realtà è che ci sono problemi da risolvere e non è uno scandalo che si collabori”. Sulla stessa lunghezza d’onda un altro candidato non legato ad alcun gruppo studentesco, Paolo Mercadante, iscritto al terzo anno del corso di laurea in Scienze dell’Educazione, che corre al Senato accademico. “E’ importante stabilire una mediazione, un ragionevole dialogo tra lo studente e i docenti. Noi rappresentanti dobbiamo partire non da bisogni ipotetici, ma da quelli che sono bisogni condivisi, e per questo è essenziale l’affettività al luogo dell’università di chi si candida a rappresentare i colleghi”. Mercadante conclude: “quello delle elezioni deve essere per noi un giorno di letizia, perché sono le prime. E’ l’inizio di un percorso importante per la nostra università”.
Sara Pepe
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