Quanto costa un anno di università

Un investimento per il futuro. Ma anche un onere economico che, se tutto fila liscio, grava sulle famiglie per cinque anni –la quasi totalità degli studenti, data anche la penuria di opportunità lavorative, sceglie di proseguire dopo la triennale, a meno che non si scelgano Corsi di Laurea altamente professionalizzanti-. Iscrivere un figlio all’università, dunque, equivale a contrarre un mutuo. Tasse, libri, materiale didattico, abbonamento per il trasporto pubblico (o benzina e parcheggio –obolo che non di rado va agli abusivi, ne sanno qualcosa gli studenti di Monte Sant’Angelo- per motorini e auto), personal computer e connessione internet (impossibile ormai farne a meno, dalle procedure di immatricolazione, alla richiesta di borse di studio, alle ricerche, al contatto con i docenti, tutto ormai si consuma on-line), vitto e alloggio se fuorisede: i capitoli di spesa. Costi difficilmente sopportabili per i nuclei familiari a basso o monoreddito. Intervengono, in questi casi, le agevolazioni delle Aziende regionali per il diritto allo studio (con borse di studio e non solo). Sempre che la carriera dello studente risponda anche a determinati requisiti di merito. Il budget a disposizione delle Adisu evade, purtroppo, difficilmente tutte le richieste: sono sempre tanti gli  idonei non beneficiari cui resta la magra consolazione del rimborso delle tasse universitarie. 
In periodo di recessione economica, tanti si fanno i conti in tasca prima di scegliere Ateneo e Facoltà perché la contribuzione varia tra le sedi universitarie e le aree di studio (più cara per chi sceglie gli studi scientifici). Le tasse aumentano in funzione del reddito -così come si evince dall’attestazione ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente). Agevolazioni sono previste per i meritevoli. L’importo da versare viene solitamente suddiviso in più rate. 
Quest’anno, nonostante i tagli dei finanziamenti ministeriali, le università campane hanno cercato di contenere gli aumenti degli oneri a carico degli studenti. Fra i sette Atenei, è il Suor Orsola Benincasa a prevedere le tasse più care. Tra le novità: a L’Orientale entra in vigore, in via sperimentale, un sistema di progressività verticale; al Federico II -ma non solo- nessuno  riceverà i bollettini delle tasse a casa, gli studenti dovranno stampare l’avviso di pagamento MAV on-line. 
Le procedure, ovunque, avvengono ormai in rete; successivamente, vanno consegnati i documenti previsti presso le segreterie fisiche. Il termine di scadenza delle immatricolazioni (si intendono le iscrizioni al primo anno dei Corsi di Laurea triennali ad accesso libero) e dei relativi versamenti della prima rata di contribuzione variano a seconda dell’Ateneo prescelto ma la norma è i primi di novembre (in alcuni casi si può derogare ma pagando una mora); contestualmente alla prima rata, tutti versano la tassa regionale fissata in 62 euro.  
Le tasse Ateneo
per Ateneo
Federico II. C’è tempo fino al 2 novembre per immatricolarsi alla Federico II collegandosi al sito www.segrepass.unina.it; i ritardatari hanno l’opportunità di farlo dopo questa scadenza, ma non oltre fine anno, versando la mora di 81,60 euro (si perde però la possibilità che siano riconosciute le agevolazioni per merito). L’importo delle tasse viene determinato, come sempre, dal reddito e dalla Facoltà (più dispendiose quelle scientifiche) prescelta. Il riferimento per calcolare quanto dovuto è l’attestazione ISEE relativa alla situazione economica dichiarata nel 2009. Dalle risultanze del modello ISEE, si deduce la fascia di appartenenza e, quindi, quanto occorre pagare. Al Federico II le fasce sono sedici; a titolo di esempio, chi ha un reddito Isee fino a 8.071 euro cadrà in prima, chi 16.546 andrà in sesta, oltre i 35mila in ultima. In caso di presenza nel nucleo familiare di più studenti universitari, si è collocati nella fascia immediatamente precedente a quella di pertinenza. Quanti si iscrivono alle Facoltà umanistiche pagano in totale: 326 euro se in I fascia, 341 se in II, 363 in III, 393 in IV fascia, 431 in V, 469 in VI, 511 in VII, 554 in VIII, 602 in IX, 654 in X fascia, 706 in XI, 763 in XII, 824 in XIII, 867 in XIV, 986 in XV, 1.107 in XVI. Versano di più gli iscritti alle Facoltà scientifiche (gli importi dovuti, rispettivamente per le sedici fasce: 391, 406, 430, 455, 499, 537, 577, 620, 666, 721, 774, 831, 893, 962, 1.056, 1.193 euro). Le tasse si pagano (presso gli sportelli bancari) in due rate; la prima entro il 2 novembre va da 197 euro per la prima fascia a 771 per l’ultima se ci si iscrive alle Facoltà umanistiche; per quelle scientifiche: da 210 della prima a 806 per l’ultima. Agevolazioni sono previste per gli studenti meritevoli sulla seconda rata – da 77 a 129  euro in meno- in funzione del voto conseguito al diploma. 
Seconda Università. Le domande di immatricolazione vanno prodotte sul web (www.unina2.it) o presso le segreterie fino al 5 novembre. Alla presentazione della domanda, lo studente è tenuto al pagamento della prima rata delle tasse, di un contributo fisso di 52 euro per l’immatricolazione più la tassa regionale (62 euro). Le fasce di contribuzione sono tredici; per gli iscritti ad anni successivi si tiene conto di reddito e merito per gli immatricolati solo del reddito. Alla prima afferiscono i portatori di handicap con percentuale di invalidità del 66%.  Progressivamente gli iscritti alle Facoltà umanistiche, in totale, versano, se in II fascia, 342,50 euro; III fascia 468,50; IV fascia 598,50; V fascia 709,50; VI fascia 787,50; VII fascia 857,50; VIII fascia 929,50; IX fascia 1.032,50; X fascia 1.161,50; XI fascia 1.338,50; XII fascia 1.459,50; XIII fascia 1.464,50.  Si paga di più se ci si iscrive a Facoltà scientifiche: nel caso di Architettura, Medicina e Psicologia si va dai 400,50 euro della seconda fascia fino a 1.656,50 euro per la 13esima fascia. Per Economia, Ingegneria, Scienze del Farmaco e Scienze, da 400, 50 per la seconda fascia fino a 1.531,50 dell’ultima. Le tasse si versano in tre rate (tranne che per le prime due fasce): entro il 5 novembre, il 31 marzo, il 31 maggio. La prima presso una delle Agenzie del Banco di Roma o presso gli uffici postali.
L’Orientale. Cambia il sistema di contribuzione studentesca nell’ex Collegio dei Cinesi. E’ fondato da quest’anno sull’adozione dell’attestazione Isee. Le sette fasce di tassazione precedenti lasciano posto a tre scaglioni. Per il primo e l’ultimo la tassa è fissa, per quella intermedia è variabile. Nel primo  scaglione si collocano gli studenti con indicatore Isee/Iseeu fino a 10 mila euro, per loro l’importo annuale delle tasse è di 440 euro; nel secondo quelli con redditi fino a 28 mila euro per i quali l’importo sarà graduato; nel terzo (oltre i 28 mila euro) l’esborso è di 910 euro. In ogni caso, tutti gli studenti versano l’importo della I rata di 366,62 (comprensivo dell’imposta di bollo) all’atto dell’immatricolazione. La seconda rata sarà graduata per ogni studente entro il 31 marzo (si dovrà utilizzare il bollettino scaricabile on-line). 
Ci si immatricola on-line sul sito www.unior.it entro il 2 novembre; successivamente a questa data si versa una mora di 70 euro.  
Parthenope. Per immatricolarsi ci si collega al portale www.uniparthenope.it. La scadenza è il 5 novembre (a meno di proroghe, slittamenti che sono quasi una consuetudine per l’Ateneo). La prima rata delle tasse è di 204 euro se ci si iscrive a Facoltà umanistiche, 269 per quelle scientifiche, unitamente al contributo regionale. La seconda rata va versata entro il 31 maggio. Le fasce contributive sono diventate nove (fino allo scorso anno erano cinque). Questi gli importi annuali (Facoltà umanistiche): I fascia 337 euro; II fascia 390; III fascia 440; IV fascia 497; V fascia 554; VI fascia 611; VII fascia 668; VIII fascia 769; IX fascia 871. Gli studenti delle Facoltà scientifiche devono aggiungere 65 euro. Il modello Isee va prodotto entro il 31 gennaio. Le detrazioni per merito cadono sulla seconda rata: 133 euro in meno per gli immatricolati che si sono diplomati con più di 90. 
Suor Orsola Benincasa. Tasse salate all’Ateneo di Corso V. Emanuele. E da quest’anno, fermo restando le date canoniche delle tre rate (5 novembre, 31 gennaio, 1° marzo), la possibilità di ulteriore rateizzo è possibile esclusivamente sull’ultima tranche del pagamento e solo se superiore ai 350 euro. In ogni caso, le fasce di contribuzione, in ragione del reddito (certificato dal modello Isee che va consegnato entro il 31 dicembre), sono tre: la prima fino a 14.500 euro, la seconda fino a 17.400 euro, la terza oltre i 17.400 euro. Si prevedono agevolazioni per merito: 100 euro di bonus per gli immatricolati che abbiano conseguito la maturità con più di 90/100.
Il sistema, abbastanza complesso, è articolato per Corsi di Laurea. Costa meno essere studente di Scienze del Servizio Sociale -annualmente in I fascia si pagano 1.129 euro, in seconda 1.371, in terza 1.603 (cifre arrotondate per difetto)- che di Giurisprudenza –i cui studenti versano, se in prima fascia 2.832 euro, se in seconda 3.088, se in terza 3.344-. Agli importi vanno sommate tassa regionale (62 euro), imposta di bollo (14,62) e un contributo di immatricolazione una tantum che è pari a 250 euro (diventano 300 per i Corsi di Laurea in Scienze della Comunicazione, Scienze e tecniche di psicologia cognitiva e Scienze della Formazione Primaria). 200 euro aggiuntivi a Conservazione per l’utilizzo in sicurezza dei laboratori e cantieri archeologici. Una quota più che rilevante delle tasse rientra nella voce “partecipazione agli oneri per servizi aggiuntivi e diretti” (laboratori, tirocini, attività informatiche, gestione sito web, guide cartacee e on-line, dispense, prenotazioni in rete) e, in quanto tale, non è rimborsabile. Vale a dire: agli studenti a basso reddito e meritevoli, vincitori o idonei per l’Adisu di borsa di studio non saranno restituiti 2.155 euro su un totale di più 2.800 euro nel caso siano iscritti a Giurisprudenza, 1420 euro su 1797 se aspiranti scienziati della comunicazione.   
Le immatricolazioni sono on-line (www.unisob.na.it) entro il 5 novembre. 
Università di Salerno.  Il termine per le immatricolazioni –e per la prima rata delle tasse-  è molto stretto: il 30 settembre. La seconda rata va versata entro il 20 dicembre, la terza entro il 31 marzo. Le fasce di contribuzione sono sette. Gli importi annui: I fascia: 362 euro; II fascia 418; III fascia 517; IV fascia 559; V fascia 753; VI fascia 753; VI fascia 1.068; VII fascia 1.179. Da sommare la tassa regionale di 62 euro, il bollo è già incluso. Gli studenti possono scegliere (entro l’8 ottobre) di iscriversi a tempo parziale; in questi casi l’importo della tasse è ripartito in due rate. Le procedure sono on-line (www.unisa.it). Ricordiamo che per immatricolarsi ai corsi di laurea ad accesso libero è necessario aver partecipato ad un test valutativo obbligatorio.  
Università del Sannio. Immatricolazioni aperte dal 20 settembre fino al 12 novembre presso l’Università sannita. Dal 15 e fino al 30 novembre ci si può ancora iscrivere con mora di 60 euro. L’Ateneo, al momento di andare in stampa, non ha ancora ufficialmente stabilito gli importi della seconda rata e le fasce di contribuzione degli studenti. E’ però certo il passaggio al sistema dell’indicatore Isee. La prima rata dovrebbe essere fissata in 368 euro (di cui 186,93 di tassa minima, 104,96 di contributo fisso integrativo, 62 euro di contributo regionale e 14,62 euro di bollo virtuale). La seconda andrà versata entro il 31 maggio.  Procedure sul web (www.unisannio.it). 
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