Avvio del secondo semestre a L’Orientale, ma sono numerosi gli studenti del terzo anno che ritardano la frequenza perché impegnati nella sessione straordinaria di esami. “Sorpresi dalla notizia giuntaci dal Polo didattico a metà gennaio, abbiamo subito deciso di approfittare del mese di marzo per dare gli esami arretrati dagli anni precedenti e sostenere a febbraio quelli relativi all’anno accademico in corso. Le lezioni sono praticamente sfollate, le ultime file vuote: è una sensazione che proviamo raramente. Personalmente, seguirò solo i primi giorni il corso di Lingua e linguistica francese III con la prof.ssa Sabrina Aulitto per capire bene com’è strutturato l’insegnamento, ma non posso sacrificare troppe ore di studio, considerando che ci sono esami, come Estetica, fino al 20 marzo. Per questa volta, penso di scegliere un programma da non frequentante, perché è preferibile studiare un libro in più piuttosto che cominciare a seguire un corso avviato da settimane”, spiega Federica Marotta, studentessa di Mediazione linguistica e culturale.
Nonostante la soddisfazione di alcuni studenti per l’appello aggiuntivo, le critiche a riguardo non si esauriscono. “Siamo una delle poche università ad avere così pochi appelli per ogni sessione”, commenta Roberta Giardiello, studentessa di Lingue, Lettere e Culture Comparate. “Con la riforma che ha sostituito i Dipartimenti alle Facoltà ci aspettavamo un cambiamento, ma, se nella sessione di marzo non possiamo sostenere gli scritti di lingua, nulla è praticamente cambiato”, continua Roberta.
Al terzo anno di Mediazione linguistica e culturale, Lessicografia e Lessicologia è il corso più frequentato, perché raggruppa tutti gli studenti che hanno scelto il curriculum di Analisi linguistica e traduzione, più numerosi rispetto a quelli che hanno optato per l’Analisi testuale nel proprio piano carriera. “L’aula è piena, ma mi aspettavo di peggio perché abbiamo solo due divisioni. È un esame essenziale, poiché approfondisce tematiche come le origini del lessico, il significato delle parole e la compilazione dei dizionari”, afferma Marika Diodato, studentessa al terzo anno di Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe. “Io sono un’eccezione: seguo il corso di Lessicografia e Lessicologia con la prof.ssa Valeria Caruso come esame a scelta, anche se non è previsto dal mio piano di studi. Molti sottovalutano l’importanza di un esame a scelta, nonostante sia l’unico nel piano carriera ad offrire 12 e non 8 crediti perché, invece del voto numerico, prevede un’idoneità espressa in lettere. Lo seguo con piacere, soprattutto perché nel mio caso molte materie hanno i docenti ancora da definire e si tratterà di aspettare un’altra settimana al massimo perché il calendario delle lezioni sia completo. Per fortuna, niente mi coincide per ora”, aggiunge Marika.
Nonostante la soddisfazione di alcuni studenti per l’appello aggiuntivo, le critiche a riguardo non si esauriscono. “Siamo una delle poche università ad avere così pochi appelli per ogni sessione”, commenta Roberta Giardiello, studentessa di Lingue, Lettere e Culture Comparate. “Con la riforma che ha sostituito i Dipartimenti alle Facoltà ci aspettavamo un cambiamento, ma, se nella sessione di marzo non possiamo sostenere gli scritti di lingua, nulla è praticamente cambiato”, continua Roberta.
Al terzo anno di Mediazione linguistica e culturale, Lessicografia e Lessicologia è il corso più frequentato, perché raggruppa tutti gli studenti che hanno scelto il curriculum di Analisi linguistica e traduzione, più numerosi rispetto a quelli che hanno optato per l’Analisi testuale nel proprio piano carriera. “L’aula è piena, ma mi aspettavo di peggio perché abbiamo solo due divisioni. È un esame essenziale, poiché approfondisce tematiche come le origini del lessico, il significato delle parole e la compilazione dei dizionari”, afferma Marika Diodato, studentessa al terzo anno di Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe. “Io sono un’eccezione: seguo il corso di Lessicografia e Lessicologia con la prof.ssa Valeria Caruso come esame a scelta, anche se non è previsto dal mio piano di studi. Molti sottovalutano l’importanza di un esame a scelta, nonostante sia l’unico nel piano carriera ad offrire 12 e non 8 crediti perché, invece del voto numerico, prevede un’idoneità espressa in lettere. Lo seguo con piacere, soprattutto perché nel mio caso molte materie hanno i docenti ancora da definire e si tratterà di aspettare un’altra settimana al massimo perché il calendario delle lezioni sia completo. Per fortuna, niente mi coincide per ora”, aggiunge Marika.
Orari che si
accavallano
accavallano
“Abbiamo il problema di lezioni che si tengono contemporaneamente”, spiegano gli studenti di Letteratura russa I che seguono il martedì dalle 14.30 alle 16.30 a Palazzo del Mediterraneo con la prof.ssa Michela Venditti. Questo corso “coincide con il Laboratorio di italiano scritto, un esame di idoneità, dove siamo seguiti molto bene perché è stata fatta una divisione in matricole. Anche i professori sono molto disponibili e in aula cercano di farci mettere in pratica i fondamenti della linguistica italiana, un esame del primo semestre, nel saggio breve. Ma siamo costretti a sospendere la frequenza perché a Letteratura russa I abbiamo l’occasione di potenziare una lingua che studiamo da poco”.
Anche gli studenti iscritti al secondo anno lamentano delle sovrapposizioni. Federica Guastafierro, studentessa di Mediazione linguistica e culturale, fa notare: “In questo semestre si accavallano due o tre corsi a settimana più i lettori. So che non è la prima volta che succede, ma non si fa mai nulla per cambiare le cose. Il giovedì, ad esempio, avrei Letteratura inglese e Traduttologia generale a Palazzo Giusso, Letteratura francese al Palazzo Santa Maria Porta Coeli e il corso con il lettore di francese a Palazzo Corigliano, tutti dalle 12.30 alle 14.30. Come dovrei dividermi?”.
Critici in merito all’organizzazione dei corsi, gli studenti tendono a privilegiare le lingue. “Non possediamo il dono dell’ubiquità e non possiamo correre da una sede all’altra di continuo. Credo che i corsi di lingua siano i più importanti, ma, se addirittura ora dobbiamo sacrificarli per seguire un lettore, siamo arrivati proprio alla frutta”, dice critica Federica.
“Il nostro unico rimedio è la collaborazione. Traduttologia generale si accavalla anche con Letteratura tedesca: siamo costretti a dividerci le lezioni e a scambiarci gli appunti a vicenda. Non possiamo farne a meno, perché Traduttologia è un esame importante al secondo anno. Si affrontano i metodi della traduzione e della glottodidattica e a fine maggio avremo la prova intercorso, che ci snellirà buona parte del programma”, commentano gli studenti del gruppo E-M che frequentano il corso della prof.ssa Johanna Monti.
Anche gli studenti iscritti al secondo anno lamentano delle sovrapposizioni. Federica Guastafierro, studentessa di Mediazione linguistica e culturale, fa notare: “In questo semestre si accavallano due o tre corsi a settimana più i lettori. So che non è la prima volta che succede, ma non si fa mai nulla per cambiare le cose. Il giovedì, ad esempio, avrei Letteratura inglese e Traduttologia generale a Palazzo Giusso, Letteratura francese al Palazzo Santa Maria Porta Coeli e il corso con il lettore di francese a Palazzo Corigliano, tutti dalle 12.30 alle 14.30. Come dovrei dividermi?”.
Critici in merito all’organizzazione dei corsi, gli studenti tendono a privilegiare le lingue. “Non possediamo il dono dell’ubiquità e non possiamo correre da una sede all’altra di continuo. Credo che i corsi di lingua siano i più importanti, ma, se addirittura ora dobbiamo sacrificarli per seguire un lettore, siamo arrivati proprio alla frutta”, dice critica Federica.
“Il nostro unico rimedio è la collaborazione. Traduttologia generale si accavalla anche con Letteratura tedesca: siamo costretti a dividerci le lezioni e a scambiarci gli appunti a vicenda. Non possiamo farne a meno, perché Traduttologia è un esame importante al secondo anno. Si affrontano i metodi della traduzione e della glottodidattica e a fine maggio avremo la prova intercorso, che ci snellirà buona parte del programma”, commentano gli studenti del gruppo E-M che frequentano il corso della prof.ssa Johanna Monti.
Seguire letteratura
“è un vademecum
per l’esame”
“è un vademecum
per l’esame”
Le letterature, nello specifico spagnola e inglese, sono i corsi più affollati dalle matricole perché raggruppano tre Corsi di Laurea: Mediazione linguistica e culturale; Lingue, Lettere e Culture comparate; Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe. “Spagnolo è una lingua molto seguita ed è importante frequentare anche un corso di letteratura: i docenti approfondiscono molto i classici, l’opera di Cervantes ad esempio, forniscono dei particolari in più che non si trovano sui manuali”, illustra Alessandra Panariello, al primo anno di Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe. “A Letteratura inglese I sono state fatte le suddivisioni perché le aule non potevano contenerci tutti: l’impresa non è più solo quella di trovare un posto libero, quanto piuttosto di riuscire a districarsi tra spiegazioni e testi in lingua. Per questo motivo, seguire letteratura è un vademecum per l’esame, perché i libri spiegano il contorno storico e contestualizzano le correnti letterarie, ma per un’analisi dei testi approfondita la spiegazione del docente agevola il lavoro. Inoltre, la frequenza è un elemento importante nella valutazione. Se i professori si ricordano di te, il grosso è fatto”, spiega la futura mediatrice Rita Ciccarelli. “Ho dei dubbi sulla necessità di seguire il lettorato ai fini dell’esame, com’era invece per l’insegnamento di lingua al primo semestre, c’è una grande differenza tra quello che si fa in classe con i madrelingua e il test; diversamente dalle altre lingue, il livello di entrata per la lingua inglese è più alto e corrisponde ad un B1, cioè utente base, come fissato dal Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER), che spesso molti non hanno perché o sono principianti assoluti o perché, come me, si sono diplomati al liceo classico e hanno scarse competenze linguistiche/socioculturali. In questo caso, frequentare non basta, bisogna allenarsi giorno per giorno da autodidatta per mettersi alla pari con i docenti, cercando di massimizzare quanto più possibile le occasioni per ascoltare e dialogare in lingua”, aggiunge Rita.
Cinese I, un
esame da
provare più volte
esame da
provare più volte
Seguire i corsi facilita senza dubbio lo studio, ma a causa del boom di iscritti a cinese prestare attenzione durante le esercitazioni linguistiche può risultare problematico. “Lingua e Letteratura cinese I è il corso più affollato del mio Dipartimento ed è di durata annuale”, spiega Roberta, che, ricordiamo, è iscritta al Corso di Laurea in Lingue, Lettere e Culture Comparate. “Questo semestre abbiamo tre divisioni, non più due: la prof.ssa Maria Cristina Pisciotta per il gruppo A-D; la prof.ssa Floriana Castiello E-M; la prof.ssa Maria Pompea Ranucci N-Z. Io sono al secondo anno e la differenza di numero è palpabile. In pochi superano l’esame. I fattori sono diversi: dipende dalla docente, dalla scelta dei libri di testo e dalla modalità d’esame”.
La maggior parte di neosinologi afferma che la strage più consistente di studenti avviene durante il dettato e si va incontro alla bocciatura certa, se non si impara a classificare un numero standard di caratteri. Una volta superato lo scritto, all’orale è tutto in discesa: è la pronuncia che fa la differenza nel colloquio in lingua, che prevede delle domande elementari differenziate a seconda del contesto comunicativo e la traduzione all’impronta per verificare le conoscenze grammaticali. Tuttavia, la situazione sembra essere migliorata quest’anno: “ho notato che il lavoro di traduzione è diventato più individuale ed è proficuo che ogni lettore si focalizzi su un aspetto diverso: con Tang Xu studiamo dal libro New Practical Chinese Reader, un testo che spiega la grammatica cinese in inglese; con Lin Yi Ting completiamo l’eserciziario; Chen Jie ci aiuta nella traduzione e lettura dei testi e soprattutto ci prepara ad affrontare l’orale. Per l’insegnamento e la preparazione dei docenti madrelingua, L’Orientale ci offre davvero moltissimo”, conclude Roberta.
Sabrina Sabatino
La maggior parte di neosinologi afferma che la strage più consistente di studenti avviene durante il dettato e si va incontro alla bocciatura certa, se non si impara a classificare un numero standard di caratteri. Una volta superato lo scritto, all’orale è tutto in discesa: è la pronuncia che fa la differenza nel colloquio in lingua, che prevede delle domande elementari differenziate a seconda del contesto comunicativo e la traduzione all’impronta per verificare le conoscenze grammaticali. Tuttavia, la situazione sembra essere migliorata quest’anno: “ho notato che il lavoro di traduzione è diventato più individuale ed è proficuo che ogni lettore si focalizzi su un aspetto diverso: con Tang Xu studiamo dal libro New Practical Chinese Reader, un testo che spiega la grammatica cinese in inglese; con Lin Yi Ting completiamo l’eserciziario; Chen Jie ci aiuta nella traduzione e lettura dei testi e soprattutto ci prepara ad affrontare l’orale. Per l’insegnamento e la preparazione dei docenti madrelingua, L’Orientale ci offre davvero moltissimo”, conclude Roberta.
Sabrina Sabatino








