Project work di gruppo a Ragioneria Internazionale

Professori o manager d’azienda per un giorno illustreranno il loro project work di gruppo ai colleghi in aula. È questa la trovata del prof. Gianluca Risaliti per il corso di Ragioneria Internazionale, che vede coinvolti i più audaci studenti del terzo anno di Management delle Imprese Internazionali. “Gli interessati al lavoro, che ho accennato già nei primi giorni di lezione, verranno estratti a sorte per formare cinque gruppi di ricerca, ognuno composto da due persone. Costoro si cimenteranno su un argomento scelto da me. Dovranno analizzare la documentazione che fornirò rigorosamente in lingua inglese e utilizzeranno siti segnalati per completare la trattazione”, spiega il docente. “Al termine del lavoro dovranno preparare una presentazione in aula di 40 minuti, con al massimo 15 slide in power point. Questa sostituirà la parte quantitativa dell’esame scritto, ovvero gli esercizi, ma successivamente dovranno affrontare l’orale, che consiste in due domande su argomenti trattati in aula”. La preparazione avverrà durante il corso “perché la presentazione va fatta nelle ultime ore di lezione, a maggio, o durante la consueta settimana di recupero, ancora da stabilire”. L’estrazione a sorte dei partecipanti al progetto è indispensabile: “l’anno scorso si è dovuto procedere in questo modo, malgrado l’entusiasmo della maggior parte dei ragazzi. Anche quest’anno purtroppo bisogna selezionare, perché sarebbe impossibile coinvolgere tutti e 120 i corsisti. Non c’è il tempo materiale per ascoltarli tutti”. L’entusiasmo deriva appunto dalla voglia di mettersi in gioco: “stare dalla parte del docente e confrontarsi con la lingua straniera rappresenta una sfida che i ragazzi accolgono volentieri”. L’esame caratterizzante, da nove crediti, è più impegnativo rispetto ai classici come Contabilità e Bilancio: “perché richiede i principi contabili internazionali, che sono più complessi dei nostri. Di conseguenza ho immaginato, accanto alla modalità di prova tradizionale, una che potesse stimolare la creatività degli studenti”. Per chi non può o non vuole scegliere la prova alternativa, infatti, c’è lo scritto obbligatorio: “l’esame tradizionale consiste nella risoluzione di esercizi, più una sezione facoltativa, che serve ad alzare il voto, qualora ci si rendesse conto che la prova non è stata brillante, o si volesse puntare alla lode. L’orale (sempre facoltativo) ha la stessa funzione”. In entrambi i casi è strettamente consigliabile seguire il corso. “Il mio approccio alla materia è molto pratico, in aula facciamo esempi ed esercitazioni, perché, restando solo sulla teoria, non si capisce nulla. Anche se la frequenza non è obbligatoria, spingo sempre a venire a lezione, perché gran parte del lavoro tecnico, accompagnato da un ragionamento ben preciso, lo facciamo insieme”. Da soli è impossibile comprendere bene, se non si possiede una solida base in ragioneria: “infatti in media i bocciati sono il 50%”, conclude.
- Advertisement -




Articoli Correlati