Pochi spazi studio e al Centro Direzionale non ci sono ristoranti convenzionati

Diversi i problemi da risolvere al Dipartimento d’Ingegneria: dalla carenza di aule studio, alla mensa convenzionata che non c’è più. Non è facile quindi la vita al Centro Direzionale, per gli studenti che lo frequentano quotidianamente. Ne parla appunto il loro rappresentante Francesco Forte, al terzo anno d’Ingegneria Civile. “Vogliamo l’aumento di aule studio, o di posti a sedere in quelle che già ci sono. Ne abbiamo solo due. Inoltre, sono mal progettate poiché hanno tavoli tondi che prevedono poche sedie”. La questione mensa è un altro fardello da portare: “fino ad ottobre avevamo un ristorante convenzionato con l’A.Di.S.U. vicinissimo all’Università. Da novembre è stata azzerata la voce in bilancio. Ci avevano anticipato che la mensa sarebbe tornata attiva nel mese di gennaio, ma così non è stato. Per noi è un onere economico non indifferente, perché prima potevamo consumare un pasto completo a soli 3 euro, adesso ce ne costa una decina”. Altra questione, l’Erasmus. Le destinazioni sono scarse, perciò le rappresentanze si stanno impegnando per chiederne l’aumento. “Per ora possiamo contare solo su: Lituania, Cachan in Francia, Spagna e Dresda in Germania. Sono solo quattro i posti disponibili. La richiesta non è elevata semplicemente perché i luoghi non allettano”. Difficile l’accesso alle convenzioni con il Politecnico di New York e le diverse Università cinesi alla Specialistica: “Prima c’era la possibilità di passare un anno a New York spesato dall’Ateneo per conseguire un doppio titolo valido in entrambe le Università, ora dobbiamo provvedere autonomamente alle spese. In più gli scambi con la Cina non garantiscono la laurea ambivalente e sono limitati ad un periodo di cinque mesi”. Nonostante le difficoltà, la componente studentesca della lista ‘Io ho scelto Nou-UDU’, a cui Francesco appartiene, si attiva autonomamente, proponendo il progetto ‘I giovani sono il futuro: partiamo da qui’, finanziato dall’Ateneo con 3000 euro. “Nasce dall’idea di un’Università dove gli studenti possano apprendere in maniera diretta e leggera, a contatto con personalità di spicco in diversi ambiti. Si svolgerà in cinque incontri: il primo ‘Equilibrio-Tra Calcio e realtà’, mostra come può essere importante lo sport per il riscatto sociale e il risveglio economico della nostra città. In tale circostanza interverranno: il giornalista Carlo Alvino, due esponenti della Società Calcio Napoli e un politico”. Nel secondo interverranno i docenti del Dipartimento Nicola Caterino, Antonio Occhiuzzi e l’Assessore della Regione Campania ai Lavori Pubblici Edoardo Cosenza. Gli altri tre incontri avranno come temi: l’importanza dell’ordine professionale nell’introduzione al mondo del lavoro, il ruolo dell’urbanistica tra contrasto alla criminalità e sviluppo economico, e la sicurezza ambientale.
Le innovazioni nella didattica, invece, danno buoni frutti, come testimonia Mario Elefante, rappresentante degli studenti del Corso di Studi in Ingegneria Civile. “Le prove in itinere sono state sostenute da tutti e hanno spinto a studiare giorno per giorno”. Mario si riferisce alla settimana di pausa didattica prevista a metà corso, in cui si sostiene una prova inerente alla materia d’esame. “Per alcuni docenti hanno sostituito l’orale, per altri hanno notevolmente ridotto il programma”. La difficoltà resta comunque nell’affrontare le materie di base: “Analisi, Chimica e Fisica risultano ostiche ai più, perché purtroppo non abbiamo le conoscenze basilari per superare l’esame”. Rivolgersi ad un professore privato sarebbe troppo costoso, visto che tra le spese da sostenere mensilmente c’è anche il parcheggio: “la linea Torre Annunziata – Napoli della Circumvesuviana non esiste più. Chi viene da lontano è costretto a prendere l’auto. Sono 60 euro di parcheggio al mese, visto che non abbiamo nessun tipo di convenzione studentesca, più dieci euro di autostrada al giorno. Se si considerano le spese mensa, libri e tasse, quanto ci viene a costare l’Università?”.
A Palazzo Pacanowski, altra sede dell’Ateneo, la situazione non è tanto diversa. Anche qui si fanno i conti con la mancanza di aule studio, tant’è che gli studenti dell’Associazione Listagram stanno organizzando una raccolta firme dal titolo ironico ‘Il gioco della sedia’. “Aumentare la capienza di quelle esistenti o farne aprire di nuove è il nostro obiettivo, perché tra i Dipartimenti di Economia e Giurisprudenza siamo in tanti ad averne bisogno, e gli spazi non sono sufficienti a contenere tutti”, afferma Michele del Vescovo, rappresentante per il Dipartimento di Studi Aziendali e Quantitativi. Diverse, per fortuna, le conquiste raggiunte in accordo con i docenti: “abbiamo chiesto la predisposizione di un calendario annuale per sedute di laurea e d’esame, che ci verrà accordato presto, poiché queste ultime in particolare, venivano comunicate troppo tardi e non c’era il tempo materiale di prepararsi”. I seminari ‘Executive Corner’ organizzati dal Dipartimento hanno riscosso grande successo: “il ciclo permette d’invitare un manager di successo al mese, che ci racconta la sua esperienza e il suo percorso formativo, in modo da prepararci ad un’eventuale carriera in una multinazionale. Per noi studenti è un’importante opportunità di confronto”.
Allegra Taglialatela
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