Sabrina (Sabrinex) Efionayi: una giovane scrittrice al primo anno di Culture digitali e della comunicazione

Una giovane scrittrice alla Federico II: è Sabrina Efionayi – Sabrinex, pseudonimo con cui è diventata famosa – oggi autrice Rizzoli con i romanzi Over (pubblicato in prima battuta, a quattordici anni, sulla piattaforma Wattpad), Over 2 e #TBT Indietro non si torna. Classe 1999, è al primo anno del Corso di Laurea in Culture digitali e della comunicazione (Dipartimento di Scienze Sociali). “Ho scelto Culture digitali e della comunicazione per il  piano di studi. Trovo interessante questo Corso perché offre la possibilità di affacciarsi sull’uomo, di comprendere la sua cultura, di entrare in vari aspetti della società – racconta – Mi piace l’antropologia in particolare. Inoltre, credo che per operare nel campo della comunicazione sia fondamentale anche la conoscenza della comunicazione digitale. Studiare in questo campo permette di comprendere come cambia il rapporto con la tecnologia, come si evolvono e come cambiano la comunicazione tra le persone e il loro linguaggio anche in ambito lavorativo. Oggi assistiamo ad un passaggio dal cartaceo al digitale, pensiamo al New York Times che ha investito l’85% delle sue risorse nel giornale digitale”. 
A 14 anni il primo libro
Sabrina si è fatta conoscere, a 14 anni, grazie alla piattaforma Wattpad, una delle più importi community di lettori e scrittori online. Quanto contano i social nell’esperienza quotidiana di un ragazzo? “Molte persone sono convinte che i social non abbiano fatto altro che rovinare le giovani generazioni, ma non è necessariamente così. Utilizzati a determinate condizioni ed entro certi limiti possono essere anche un aiuto. Io, ad esempio, sono qui proprio grazie ai social. Ho pubblicato il mio primo romanzo anche grazie alla protezione dello schermo. Inizialmente avevo una pagina su Facebook dove pubblicavo delle storie immaginarie ispirandomi, ad esempio, a dei cantanti. Poi una ragazza mi suggerì la piattaforma Wattpad che qualche anno fa era molto meno conosciuta, mentre ora ha molti milioni di utenti. È il modo perfetto per approcciarsi alla scrittura in maniera elementare e senza pregiudizi. I social possono dare alle persone la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni, ma naturalmente ci sono dei pro e dei contro. In rete siamo bombardati da una miriade di opinioni diverse e anche di informazioni che dobbiamo imparare a gestire e controllare”. 
Il percorso universitario di Sabrina è positivo: “Ho già sostenuto Sociologia, Metodologia della ricerca sociale e la prova intercorso di Antropologia, mentre, per ora, ho lasciato Statistica perché non sono molto brava in matematica”. La sua giornata universitaria comincia piuttosto presto: “Vivo a Castel Volturno e impiego trenta-quaranta minuti per arrivare in Piazza Garibaldi. Le lezioni cominciano tra le otto e trenta e le nove. In un primo momento mi sento ancora disorientata, quando i professori iniziano a parlare o a leggere le slide mi approccio un po’ in ritardo, ma poi la giornata parte. Sono molto attenta e curiosa e mi piacciono tutte le discipline che sto studiando, dall’antropologia alla storia contemporanea. Bisogna entrare in queste discipline, approfondire: tutto farà parte del nostro bagaglio e in futuro ci servirà”. Varie ipotesi da vagliare conclusa la Triennale: “Sono appena al primo anno, quindi vedo la Magistrale come una cosa ancora un po’ lontana. Però mi sono informata e potrei proseguire gli studi che ho intrapreso andando ancora più nello specifico e studiando Comunicazione d’Impresa. Però alterno questi interessi con la mia grande passione che è la scrittura e mi piacerebbe diventare una sceneggiatrice. Magari potrei seguire in contemporanea anche dei corsi di sceneggiatura. Mi piacerebbe riuscire ad unire le due cose”. Le sue aspirazioni per il futuro: “fondare un giornale on line o magari un’associazione. Il mio sogno è creare una comunità dove i giovani possano confrontarsi e discutere di tanti argomenti”. 
Studio e scrittura 
sono conciliabili? 
Studiare con profitto e coltivare una passione impegnativa come la scrittura si può? “Far coincidere le due cose è complicato. Lo era anche quando andavo a scuola. Il tempo a volte manca, ma se si riesce a gestirlo bene è possibile. Scrivo dalla mezzanotte in poi, mi ricarico con poche ore di sonno. In genere studio fuori casa, cerco di sfruttare al massimo il tempo. Invece a casa scrivo le storie che, intanto, mi vengono in mente”. Ci sono dei fan all’università? “Sono una ragazza timida, la cosa forse un po’ assurda è che non parlo dei libri che scrivo con i miei compagni di corso, infatti alcuni lo hanno appreso soltanto una settimana fa. Ho conosciuto una ragazza e ho scoperto di essere stata a presentare il mio libro nella sua scuola quando anche io ero ancora alle superiori”. Un altro episodio: “Durante una lezione la ragazza seduta davanti a me si è girata e mi ha detto ‘Ho letto tutti i tuoi libri!’ e la mia compagna di banco mi chiedeva ‘Ma quali libri?’. Ero un po’ in imbarazzo, ma mi ha fatto molto piacere”. La comunicazione con e tra giovani è importante e i ragazzi, oggi, hanno bisogno di modelli positivi a cui ispirarsi: “Ai ragazzi non importa quale sia la tua passione, ma i mezzi che si impiegano per raggiungere il proprio scopo e la perseveranza con cui ci si impegna per arrivare all’obiettivo. Qualunque sia il tuo desiderio, diventare un cantante, uno scrittore… bisogna sempre studiare, informarsi, non lasciare nulla al caso. Se non vuoi fare l’università va bene, se non vuoi proseguire con la Magistrale va bene, ma è necessario mantenere sempre la mente aperta. Come? Magari leggendo molti libri, guardando film, ascoltando tanta musica. Queste cose possono sembrare banali, ma è il confronto con le storie degli altri che è importante. Io dico sempre ‘piedi per terra e occhi non aperti, ma sbarrati’”. 
Sabrina continua naturalmente a scrivere e il suo desiderio è raccontare una storia in cui descrivere appieno la persona che è oggi, firmandola con il proprio nome e non più con uno pseudonimo: “In ‘Over’ ho raccontato la storia d’amore di due ragazzi con caratteri opposti allo scopo di rendere in positivo le insicurezze e farle emergere come pregio. Entrambi i protagonisti sono insicuri, ma lo esprimono in modo diverso, lei è introversa, mentre lui è fuori dagli schemi. In ‘#TBT Indietro non si torna’ si parla dell’abbandono di una madre per motivi che poi si sveleranno nel corso della storia. Ma è anche una storia di amore e di amicizia che vuole far comprendere quanto un amico, a volte, possa essere più vicino della famiglia. Nelle mie storie c’è sempre qualcosa di autobiografico, un 40-50 per cento direi. Cerco di lasciare spazio all’immaginazione e allo stesso tempo di rivedermi nei personaggi di cui racconto. Per me è naturale colorare un personaggio con le tonalità con cui lo immagino in quel momento nella mia mente”. Una citazione per concludere? ‘Chi non legge a settant’anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto cinquemila anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro’. “È di Umberto Eco. È la mia preferita”.
Carol Simeoli
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