SANNIO/Cimitile inaugura l’ultimo anno da Rettore

“Sul piano personale, da ricercatore e docente universitario, sono abituato a viaggiare nel futuro che, per definizione, non si conosce. Dal prossimo novembre farò ancora così, sapendo però di avere ora un pericoloso nemico in più; infatti, avverto già la sensazione fondata che, al servizio dell’Università del Sannio, la cosa più importante della mia vita professionale l’ho già fatta”. Sono dense di significato le parole del Rettore Aniello Cimitile, pronunciate un attimo prima di dichiarare ufficialmente aperto l’anno accademico. E’ il suo emozionato saluto prima di passare il testimone. Lascerà da novembre la guida di un ateneo che ha praticamente accompagnato fin dai suoi primi –difficili- anni di vita. “Non ci sarà, per rispetto verso l’istituzione, e anche verso me stesso, una mia terza candidatura”, ha chiarito subito Cimitile. Spiega: “molti hanno voluto ricordarmi che il vincolo che impedisce un terzo mandato per uno stesso rettore è fissato in uno Statuto che è nato ed è stato approvato quando il mio primo mandato era già in corso, e che quindi potrei, tecnicamente, candidarmi per un terzo mandato. A loro voglio dire che fui proprio io a proporre il vincolo dei due mandati, con la profonda convinzione che, per un piccolo ateneo come il nostro, sei anni sono un tempo di sufficiente garanzia per progettare e realizzare e dall’altro per un vitale e democratico ricambio di entusiasmo e di energie”. E’ stato questo uno dei passi più incisivi della relazione di Cimitile nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università del Sannio che si è svolta il 27 gennaio, in concomitanza con il giorno della memoria – la prolusione non a caso è stata affidata allo storico Marcello Flores D’Arcais su “La shoah nella storia del Novecento”-
Cimitile ha ricordato, alla vigilia delle elezioni politiche, la  “necessità di aprire, con urgenza, una stagione che sia insieme di grande cambiamento e di investimenti straordinari  per l’Università”. Il tempo delle riforme a costo zero è finito, avverte. Si rivolge poi al governo regionale: da un lato il Rettore apprezza la conferma della politica dei centri di competenza e della legge Ossorio, saluta positivamente la nascita degli Adisu, ma puntualizza “siamo al quartultimo posto in Italia per percentuale di borse di studio erogate rispetto agli aventi diritto, al sestultimo per alloggi e in fondo alla classifica per numero di pasti erogati”. 
Poi traccia un bilancio delle realizzazioni dell’Ateneo nei suoi sei anni di mandato. Il fondo di finanziamento ordinario ha avuto un incremento del 218%, i fondi acquisiti per l’edilizia sono cresciuti del 409%, mentre il patrimonio edilizio praticamente nullo nel 2000 oggi ammonta a 45 milioni di euro. E’ cresciuto  il numero di studenti (da 4378 a 7562), di laureati (643 nel  2005). Così l’organico del personale tecnico-amministrativi (da 73 a 134 unità malgrado il blocco delle assunzioni due anni, a cui vanno aggiunte altre 10 unità con i concorsi in via di espletamento e più 31 unità di personale in servizio per comando da altri enti) e docente (da 77 a 150 cui vanno aggiunti altri 8 ricercatori per concorsi già banditi). Si è rafforzata anche l’offerta didattica. Ma senza la proliferazione incontrollata di corsi di laurea. Un augurio: “spero che si sia sviluppato nel DNA dell’ateneo sannita, il principio dell’incubazione, e cioè che prima si accumulano le risorse necessarie e poi si istituiscono e si attivano nuovi corsi di laurea”. Con il prossimo anno “ci attesteremo su 14 Corsi di Laurea e 11 Corsi di Laurea specialistici”. 
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