Sara e Simone i velisti di Federica

Sara Scotto di Vettimo sarà uno dei due membri dell’equipaggio di Federica, la barca a vela progettata e realizzata dagli studenti di Ingegneria Navale che dal 26 al 30 settembre sarà impegnata in Sicilia, precisamente a Mondello, nella edizione 2019 della 1001 Vela Cup. Una iniziativa, quest’ultima, che è stata ideata nel 2005 dagli architetti Massimo Paperini e Paolo Procesi con il nome di “Mille e una vela per l’Università”, promossa insieme all’Università degli Studi Roma Tre fino al 2010 che poi si è arricchita della partecipazione di numerosi altri Atenei, anche stranieri. Prevede regate tra imbarcazioni progettate, realizzate e condotte esclusivamente da studenti universitari. 
Napoli, si diceva, mette in campo, o meglio in barca, Sara Scotto. La ragazza è un’atleta molto nota a chi segue il circuito delle regate ed ha ottenuto importanti traguardi a livello agonistico, tra i quali la medaglia di bronzo ai campionati del mondo 420 Open e 420 Femminili che si sono svolti alcuni anni fa a Valencia. Ha gareggiato inoltre a luglio proprio nel golfo di Napoli in occasione delle Universiadi. Con lei, che frequenta il Corso di Laurea in Scienze dell’alimentazione dell’Ateneo federiciano, a fine settembre in Sicilia salirà a bordo di Federica Simone Taglialatela. Il secondo membro dell’equipaggio è uno studente del primo anno di Ingegneria Navale ed è a sua volta un velista piuttosto esperto, nonostante la giovane età, perché ha preso parte a varie competizioni ed ha già vinto alcuni premi.
Il prof. Bertorello
“Un’esperienza didattica 
significativa”
“Noi della Federico II – dice il prof. Carlo Bertorello, docente ad Ingegneria di Architettura Navale, coordinatore della squadra in partenza per la competizione ed a sua volta appassionato velista – partecipiamo a 1001 Vela Cup da qualche anno. Non abbiamo mai sfigurato. Complessivamente nel nostro Ateneo la squadra – tra progettisti e velisti – è composta da una quindicina di persone. C’è chi segue il lavoro più assiduamente e chi meno. Il budget annuale destinato dall’Università alla preparazione della barca, alle trasferte ed a quanto occorre è di circa 10 mila euro. Se si realizzano economie, i soldi tornano utili per l’anno seguente. Fruiamo anche del contributo economico di qualche sponsor”. Aggiunge il docente: “Questa barca del 2019 è stata varata alcuni giorni fa al Circolo Italia ed è l’evoluzione dello scafo con il quale ci presentammo all’edizione dello scorso anno. È ottimizzata nella struttura e sensibilmente più leggera. È composta in gran parte in legno perché l’impiego di materiali a basso impatto ambientale è uno degli obiettivi dei nostri progetti sin dall’inizio”. Federica è stata realizzata, come gli scafi che l’hanno preceduta, nel Laboratorio di Esperienze idrodinamiche. Sarà bianca con la scritta in blu del nome. Bianche anche le vele. Quest’anno si confronterà in mare con equipaggi universitari svedesi, tedeschi ed italiani provenienti da vari altri Atenei, tra i quali Padova, Torino, Palermo Milano. Tutti con la voglia di vincere e, soprattutto, di vivere una esperienza indimenticabile. “Quando si gareggia – sottolinea Bertorello – c’è sempre il sano agonismo, il desiderio di primeggiare o, comunque, di ottenere un buon risultato. È il sale dello sport e non c’è nulla di sbagliato. Non è questo, però, il motivo principale per il quale le Università, compresa la Federico II, aderiscono ogni anno con entusiasmo a 1001 Vela Cup. È una esperienza didattica molto significativa perché gli studenti si cimentano con un progetto e lo seguono in tutta la sua evoluzione, dai primi passi alla messa a mare. È, inoltre, una splendida opportunità per stare insieme, conoscersi, socializzare, stringere amicizie e relazioni”. 
In bocca al lupo a Federica, dunque, o meglio “vento in poppa”.
Fabrizio Geremicca
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