Seminario permanente: i santi sul web

È possibile rileggere i personaggi chiave della santità in un’ottica contemporanea? E come? Lo spiegano i vari interpreti che nel corso di tre incontri, dal 21 aprile al 5 maggio, forniscono una spiegazione di come la figura dei santi sia riattualizzabile. Una serie di incontri organizzati in un seminario permanente, diretto agli studenti del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, che si ripete ogni anno e che è coordinato dalla prof.ssa Claudia Santi, docente di Storia delle religioni, e dal prof. Daniele Solvi, cattedra di Filologia. ‘I santi internauti’, questo il nome del seminario, si propone di andare alla ricerca delle figure della santità che hanno conosciuto maggiore o minore fortuna sul web. Titolo del primo incontro, tenuto dal prof. Giuseppe Capriotti dell’Università di Macerata, è ‘San Sebastiano icona gay digitale’. Il seminario ospita un massimo di venti aderenti ed è previsto, per gli studenti iscritti al secondo anno del Corso di Laurea Magistrale in Filologia, il riconoscimento di un credito formativo alla consegna di una relazione scritta o esposizione orale. “L’iniziativa ha preso piede circa tre anni fa – spiega il prof. Solvi – quando dall’interesse mio e della prof.ssa Santi è nato questo gruppo di ricerca che si ripropone di studiare la santità in relazione alla geografi a di Internet. Naturalmente i seminari, che si ripropongono a cadenza annuale mantenendo inalterata la loro denominazione, sono la parte maggiormente in vista del nostro lavoro; sono tuttavia attive numerose collaborazioni con personalità sia interdipartimentali che esterne, come le partnership con docenti toscani, piemontesi e laziali”. Gli incontri si svolgono secondo il metodo seminariale classico, sebbene con le relative modifiche dovute all’emergenza sanitaria. Viene, quindi, attualmente impiegata la piattaforma Microsoft Teams: “devo dire che l’utilizzo di piattaforme digitali era già nella natura del progetto, questo perché divulghiamo il nostro materiale primariamente attraverso canali web e sui social (come il gruppo che abbiamo su Facebook), tuttavia ci atteniamo a un metodo seminariale tradizionale. Non si tratta di conferenze, come si è soliti oggi intendere i seminari, ma incontri interattivi dove si propone del materiale e ne nasce intorno una discussione. I seminari di una volta si svolgevano così, intorno a un tavolo, con qualcuno che dava un input tramite documenti o manufatti avviando il dibattito. Il terreno proposto è pressoché insondato, impossibile dunque trarre insegnamento da qualche forma di paradigma, giacché non ce ne sono ancora di costituiti. Siamo noi, in sostanza, che, attraverso il lavoro di gruppo, la divulgazione, la discussione e la militanza attiva, potremo essere in grado di aprire la strada a questa interessante branca disciplinare. La natura dell’incontro è incentrata sulla condivisione e l’ascolto del parere degli altri”, spiega il docente. Ma cosa si vuole intendere per ‘santi internauti’, parola chiave intorno alla quale orbitano gli incontri? “È un termine riassuntivo, poiché dietro alle due parole c’è un universo! Sul tema della santità c’è ormai una tradizione di studio consolidata da decenni, che riguarda le varie funzioni dell’immagine dei santi, come quella identitaria a livello sociale e cittadino. Insieme ai santi è poi molto importante la narrazione degli eventi che riguardano i santi stessi, come il culto che viene loro tributato. Dietro, invece, alla parola ‘Internauti’ si trova il mondo, come dire, 2.0: il mondo parallelo a quello reale, ovvero quello digitale, in cui sono ormai travasati tutti i contenuti culturali. L’abbinamento dei due termini mira a identificare una ricerca che assume il web come lente di ingrandimento attraverso la quale osservare quei fenomeni culturali, santi, devozioni e geografi a, che si sono sempre studiati su altri supporti. Nel mio caso, mi occuperò di San Francesco d’Assisi: nonostante i suoi ottocento anni, la figura di Francesco, sia apocrifa che storica, è tra le più diffuse e circolanti sul web. Molte sono le frasi e le massime che gli vengono attribuite e che invece non sono sue. Possiamo dire che sia un fenomeno pop, in quanto lo si ritrova in mille modi. Presenterò alcuni materiali che tendono al recupero di una figura di Francesco relativamente antimoderna (cioè anti-pop, come da locandina), che vuole recuperare un’immagine più verosimile del personaggio rispetto a quelle circolanti, in molti casi equivoche”. Un seminario che si propone di “instillare la curiosità negli studenti che vi parteciperanno, vedendo anche la collaborazione di studiosi che discuteranno lungamente dei temi. Ciò che ci auguriamo, ed è per questo che, come già detto, abbiamo optato per la forma seminariale, è che siano numerosi gli interventi e che gli studenti possano trarne il massimo beneficio”.
Nicola Di Nardo
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