Si inizia con due settimane di orientamento agli studi medici

Ad inizio ottobre si terranno due settimane di orientamento per introdurre gli studi medici e le discipline biomediche ai nuovi iscritti. “I docenti illustreranno il percorso di studi e le finalità delle discipline di base, sia di quelle cliniche, sia di quelle chirurgiche. – afferma il Presidente del Corso di Laurea la professoressa Paola Izzo. – Ci saranno anche lezioni introduttive di Storia della medicina e di Psicologia perché il corso mira a dare un’idea di tutto quello che i ragazzi troveranno lungo il loro percorso di studi”.
Chi vuole diventare medico deve affrontare un primo biennio di studi biologici e poi un triennio in cui si cominciano  a studiare le materie cliniche. Orientamento e introduzione alle discipline biomediche, agli studi medici e alle scienze umane, Chimica e Propedeutica Biochimica, Fisica medica, Statistica ed Informazione medica, Lingua inglese sono gli esami del primo ciclo.
La professoressa Izzo consiglia coloro che desiderano entrare a Medicina di studiare sodo durante l’estate e poi di seguire assiduamente i corsi per tutti i sei anni di studio. “La frequenza è obbligatoria – avverte la professoressa – ma le lezioni sono fondamentali soprattutto perché è il docente ad indicare il metodo di studio di ogni disciplina. Le nozioni si possono anche trovare sui libri ma è il professore che fa capire quali sono le cose più importanti e quali lo sono meno”.
La maggior parte degli studenti riesce a rimanere al passo con gli esami e circa un quinto inserisce nel proprio percorso universitario anche una parentesi di studio all’estero. “La permanenza fuori dall’Italia con il Progetto Erasmus può essere determinante sia per il futuro professionale, sia come esperienza di vita – suggerisce la professoressa Izzo – ma il mio consiglio è di andare a studiare all’estero soltanto dal terzo anno in poi. I primi due anni è meglio rimanere in Facoltà e non assentarsi dalle lezioni perché le discipline nuove sono tante e complicate”.
Oltre che frequentare i corsi, agli studenti viene richiesto di scegliere degli argomenti da approfondire in seminari pomeridiani che forniscono crediti formativi e sono distribuiti lungo tutti i sei anni di studio. 
“Dal secondo anno in poi c’è anche il tirocinio obbligatorio per le diverse discipline – afferma la professoressa – Lo studente ha così modo di vedere come si svolge la professione nei reparti ed anche di cominciare a farsi un’idea di quale specializzazione scegliere in futuro”.
I ragazzi così familiarizzano pian piano con l’ambiente delle corsie ospedaliere e con la professione medica, seguendo un percorso che diventa più intenso e più utile negli ultimi anni del Corso di Laurea. “Il numero di crediti acquisiti con il tirocinio aumenta, infatti, progressivamente mano mano che lo studente va avanti – spiega la professoressa – e nel corso del sesto anno matura i 60 crediti previsti dalle attività didattiche professionalizzanti”.
Manuela Pitterà
 
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