\”Siamo circondati da una stupidità che colpisce\”

Da un mese ha lasciato la gestione dell’Università Parthenope, una sua “creatura”. Ci indichi un ricordo positivo ed uno negativo della sua attività da Rettore.
“L’intera gestione dell’Ateneo è stata un successo, siamo passati da un piccolo Istituto con indirizzi specifici e 1.000 iscritti nel 1985 ad una Università con 5 Facoltà ed oltre 15.000 studenti, una importante realtà. Mi è dispiaciuto, invece, che in questi ultimi mesi si è parlato solo dei miei mandati senza mai citare tutto quello che si è costruito. Siamo circondati da una stupidità che colpisce. Con molta superficialità si misura solo il tempo e non quanto si è realizzato grazie ad una attenta strategia. Questo purtroppo si è verificato anche nella stessa Università. Irriconoscenti! Oggi la Parthenope ha un patrimonio immobiliare invidiabile, ha chiuso il bilancio con un discreto avanzo di amministrazione, possiede la copertura finanziaria per ristrutturare ed acquistare nuovi edifici”. 
Cosa bisogna fare per rilanciare il sistema universitario?
“È indispensabile far cadere tutti gli aspetti formali e fa capire che l’Università deve essere gestita con capacità imprenditoriale, solo così si possono raggiungere efficienza nell’utilizzo delle risorse, efficienza dell’attività di ricerca e della didattica ed economicità di gestione”.
Finanziamento pubblico. Un miliardo di euro è sufficiente per le Università italiane?
“Stilando un elenco, bastano per assicurare la permanenza in una posizione di fanalino di coda. Siamo molto lontano dai finanziamenti che i paesi più evoluti destinano al mondo accademico”.
Spesso viene lanciato l’allarme privatizzazione. Cosa ne pensa della presenza di esterni nei Consigli di Amministrazione delle Università?
“L’Università si regge per i  ¾ con finanziamento pubblico ed ¼ con risorse da studenti. È evidente che la gestione degli Atenei dovrà coinvolgere anche chi mette i soldi, ma questo non vuol dire influenzare la ricerca, la didattica e la libertà dei docenti”.
Come andrebbe fatta la valutazione dei docenti?
“La valutazione dei docenti dev’essere fatta con molta serietà. Il valutatore deve spenderci la faccia e dev’essere un personaggio noto che dà un giudizio assumendosene in pieno la responsabilità e la credibilità di fronte alla comunità scientifica. Sono inutili i giudizi riservati”.
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