Soggiorno di ricerca in Armenia per Antonio (dottorando) e Luigi (studente)

Un’importante occasione di crescita culturale e scientifica quella che è stata colta al volo da Luigi Ammirati, studente della Magistrale in Geologia, e Antonio Aruta, dottorando al Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse (DiSTAR). Una scelta curiosa che descrivono come “più ricca di mistero, ma con un concreto progetto da realizzare”, proprio in quanto meta poco conosciuta quella dell’Armenia dove i due ragazzi soggiorneranno rispettivamente un mese e mezzo e tre mesi, periodo durante il quale sono parte di un team di ricerca di geochimica ambientale. Un’esperienza formativa che per Luigi sarà importante anche a livello accademico, poiché gli verrà riconosciuta come tirocinio. La possibilità è arrivata grazie al bando di mobilità internazionale 2017 promosso dalla Federico II, e da una delle diverse convenzioni che il prof. Stefano Albanese, docente di Geochimica e Vulcanologia, ha stipulato nel corso degli anni con enti e università estere. Nella capitale armena di Yerevan i due ragazzi vivono a pochi metri dalla sede del CENS – Center for Ecological-Noosphere Studies, National Academy of Sciences – che si occupa di studi ambientali e sulla alimentazione. La città è descritta a misura d’uomo, vivibile e molto economica, l’ambiente di lavoro in cui si sono inseriti è piacevole e il rapporto con i colleghi molto amichevole. “Si sono offerti di portarci in giro per la città e fuori città, per ammirare le bellezze naturalistiche e culturali del posto”, raccontano, parlando anche di come si siano velocemente ambientati alla vita armena, dove “la gente non è poi così diversa da quella italiana e il cibo è buonissimo”. L’inglese permette loro di comunicare fl uentemente con colleghi e amici, nonostante rimangano piccole diffi coltà in alcuni momenti, come nella comunicazione con la gente del posto e i tassisti, che spesso parlano solo armeno, una lingua troppo complessa per essere appresa in un tempo così ristretto. In questi primi dieci giorni in terra straniera, i due studenti hanno avuto anche l’onore di incontrare l’ambasciatore italiano in Armenia, il dott. Vincenzo Del Monaco, al quale hanno illustrato i progetti in cui sono al momento coinvolti e altre proposte future, che mirano soprattutto a rafforzare le collaborazioni scientifiche tra Italia e Armenia. Questo importante incontro è stato possibile grazie al dott. David Pipoyan del CENS, il quale si occupa di progetti con il CNR italiano (Centro Nazionale delle Ricerche) e che, per questo motivo, intrattiene spesso rapporti e collaborazioni con l’ambasciata italiana. Tra le altre mete che vengono proposte agli studenti, con le quali il prof. Albanese ha stretto convenzioni, ci sono anche la Cina e il Cile, con soggiorni che possono variare in base ai bandi e ai ruoli che i ragazzi andranno a ricoprire negli enti di accoglienza. Per Antonio, ad esempio, questa è la seconda esperienza di mobilità internazionale, dopo la stesura della tesi magistrale che ha potuto svolgere durante un periodo in Cile.
Agnese Salemi
- Advertisement -
spot_img
spot_img
spot_img

Articoli Correlati