Studenti al voto per i Consigli di Facoltà

Tempo di campagna elettorale alla Seconda Università, dove il 12 e 13 maggio si svolgeranno le elezioni delle rappresentanze studentesche in seno ai Consigli di Facoltà. Tante le liste in corsa. I programmi dei candidati sono, ovviamente, tarati sulle esigenze delle singole Facoltà.  
Ad Architettura, sono tre le liste presentate per l’elezione di undici rappresentanti. Architettura Disegno industriale e Moda è una lista “che unisce un gruppo di studenti con la voglia di impegnarsi per la Facoltà – afferma Carmine Lampitiello, capolista 27enne, studente in Design per l’Innovazione – e poi è la prima volta che si dà voce a studenti di Disegno industriale, grazie all’inclusione di questi ultimi nella lista”. Lampitiello descrive i disagi che vivono gli studenti della sede di Aversa: “da diversi anni la Facoltà è un cantiere aperto; il parcheggio si trova a circa cinquecento metri di distanza e, oltretutto, è in una zona isolata e poco sicura soprattutto di sera. E c’è da dire che alcune lezioni finiscono alle 19.20”. Una proposta da portare in Consiglio: “attivare convenzioni per avere sconti su stampe e plottaggi”. Obiettivo, invece, del secondo schieramento, Un’idea per Architettura, è, come afferma Giada Luiso, studentessa al terzo anno di Architettura U.E., “fare in modo che la Facoltà non diventi un’azienda, creando una forte collaborazione tra docenti e studenti, i quali non devono essere visti solo come numeri. In passato, la Preside, prof.ssa Concetta Lenza, ha sempre avuto una grande attenzione per noi studenti, ed è su questa linea che bisognerebbe continuare”. I candidati mettono da parte le loro idee politiche “per rendere sempre più solido lo spirito di collaborazione con i docenti – afferma il suo collega di lista Mario Vozza, 29 anni, quarto anno di Architettura U.E. – e farsi portavoce delle esigenze del corpo studentesco”. E se per qualcuno i lavori continui creano disagi, per i candidati di Archimia, la terza lista, “la Facoltà sta assumendo un nuovo volto, anche grazie al Preside Gambardella”. Secondo Dario Amato, 26 anni, studente di Scienze dell’Architettura, le problematiche più evidenti sono relative all’offerta didattica. “A partire dal prossimo anno accademico, – dice – rimarrà solo un Corso di Laurea Specialistica, Architettura e Ingegneria edile, rispetto ai tre attuali. A nostro avviso, non è un fatto positivo”. Lo schieramento reclama una maggiore comunicazione con il corpo docente. “L’ufficio del Preside è sempre aperto – dice Andrea Misso, al secondo anno di Scienze dell’Architettura – ma è necessaria una maggiore collaborazione tra docenti e studenti”. 
Tre le liste anche ad Economia. Azione Universitaria, gruppo di centro-destra, schiera, come capolista, Alfonso D’Amodio, studente al secondo anno di Economia e Management. “Negli anni scorsi, con i fondi dell’Ateneo, sono stati organizzati vari eventi: da feste a viaggi studio, ma non basta perché gli studenti hanno bisogno di seminari di approfondimento aperti a tutti, convegni in cui si chiariscano gli sbocchi occupazionali, di conoscere le convenzioni che la Facoltà ha stipulato con le aziende per gli stage”. In generale, si chiede maggiore informazione. “Molti studenti si iscrivono alle Specialistiche di altri Atenei solo perché non hanno informazioni riguardo quelli attivati a Capua! Alcuni non conoscono l’esistenza del programma Erasmus. Evidentemente la comunicazione è scarsa, nonostante i docenti si mostrino disponibili al dialogo”. Il gruppo Università moderata si unisce, questa volta, a La Libera Ricerca del Sapere. La lista è formata per la maggioranza da studenti delle Triennali. “Uno dei punti fermi del nostro programma – spiega Domenico Buoninconti, terzo anno di Economia Aziendale – è la proposta di organizzare dibattiti sul mercato del lavoro, perché gli studenti di Economia sanno quello che studiano ma non conoscono minimamente ciò che andranno a fare, una volta conseguita la laurea!”. Secondo Rosario Lebbioli, altro candidato della lista, primo anno di Economia e management, “è importante creare una solida rappresentanza studentesca. In questi anni, mi sono reso conto che i ragazzi non hanno un punto di riferimento all’interno della Facoltà”. Terza lista: Un’idea. “Al di là delle lezioni e degli esami, è importante vivere pienamente la Facoltà – affermano Dario D’Alesio e Luigi Zitiello, rispettivamente al secondo anno di Finanza e Mercati e al secondo di Economia aziendale – prima di stilare un programma, ascolteremo tutte le proposte degli studenti, impegnandoci al massimo per farci portavoce delle loro esigenze”.
Una navetta per 
l’Aulario di Via Perla
A Giurisprudenza, sono state presentate quattro liste, per l’elezione di otto rappresentanti. “La nostra Facoltà talvolta è considerata di serie B rispetto a quella del Federico II – afferma Domenico Antonio Puocci, al quarto anno di Scienze giuridiche, candidato di Università moderata – e invece non è vero! Uno dei nostri compiti, insieme ai docenti ovviamente, dovrebbe essere quello di portare la nostra Facoltà ad alti livelli. Per fare questo, è necessario creare un rapporto diretto con i professori con i quali, secondo noi, c’è ancora molto distacco e poca comunicazione”. Anche secondo Alberto Palma, 20 anni, studente al secondo anno della Magistrale in Giurisprudenza, “i docenti dovrebbero essere più vicini agli studenti, soprattutto nei primi anni, quando le matricole sono spaesate. Senza dimenticare le attività extra didattiche, che, se sono ben organizzate, costituiscono importanti momenti di svago  e incontro”. Unione universitaria, la seconda lista, frutto di un accordo tra Unicentro, Azione universitaria e Unilab, propone un punto di rottura con il passato. “In questi ultimi anni, si sono perse di vista le esigenze degli studenti – afferma Rolando Di Martino, studente al secondo anno di Giurisprudenza – per pensare, piuttosto, agli aspetti burocratici e di gestione della Facoltà”. Cosa, dunque, c’è da fare? “Prima di tutto, intensificare la comunicazione con gli studenti. Solo per fare un esempio, non si è ancora capito come funzionano le tessere della mensa, se devono essere rinnovate o meno”. E poi, i punti deboli dell’Aulario di via Perla che gli studenti condividono con quelli di Lettere. “C’è un parcheggio con centinaia di posti, di cui non si può usufruire perché non è mai stata bandita la gara d’appalto; il campo di calcetto non è stato ultimato e, tra l’altro, non c’è il pannello informativo dei lavori. E poi i trasporti: giungere a S. Maria Capua Vetere è complicato per tanti studenti. In aggiunta, per arrivare all’aulario, non c’è nemmeno un autobus o una navetta”. Problematica, quella dei trasporti, sottolineata anche dalla lista L’Università che vorrei. “Tanti studenti si lamentano di un servizio navetta che non esiste, oltretutto l’aulario non è vicino alla stazione”, dicono Arturo Caiazzo e Fabio Gallo, rispettivamente al quinto e al secondo anno di Giurisprudenza. “Il nostro è un gruppo nuovo che non si lega ad alcuna ideologia politica, – continuano – ma ha tanta voglia di fare”. Tra i progetti della lista L’Università dei Valori, afferma Giuseppe Fontana, 19enne al primo anno di Giurisprudenza, “un accordo col Comune di S. Maria Capua Vetere in quanto, senza una navetta e senza parcheggio, gli studenti che sostano in via Perla vengono anche multati”. 
Tre liste ad Ingegneria. “Ci preme molto portare in Consiglio di Facoltà la nostra proposta di accelerare i tempi delle pratiche burocratiche per il passaggio da un indirizzo all’altro. A causa della lentezza dell’iter, alcuni studenti hanno perso l’opportunità di usufruire delle borse di studio, perché fuori dai tempi”, sottolinea Nicola Macchione, ventidue anni, iscritto al terzo anno di Ingegneria civile, di Un’Idea – per Ingegneria. Quest’anno, poi, è stata la prima volta che non sono stati interrotti i corsi durante la sessione straordinaria di marzo-aprile. “E’ stata, a mio avviso, una decisione sbagliata almeno per gli studenti che si sono trovati a dover seguire le lezioni, studiare e dare esami negli stessi giorni”. Avere riferimenti durante il percorso accademico è un bisogno sentito da tanti ragazzi, e non solo quelli dei primi anni. Questa l’opinione del gruppo L’Elite di Ingegneria, costituito da “persone che vogliono portare innovazione”, dice Luigi Macchia, studente della Specialistica in Ingegneria civile. “Spesso, gli studenti reclamano più chiarezza, – continua – vorrebbero capire le decisioni dei Consigli di Corso di Laurea, trovare persone con cui interfacciarsi”. Il loro programma, in preparazione, prevede l’inclusione di quelle che vengono definite, dai candidati, idee importanti. “Relativamente alla didattica, pensiamo che la Facoltà debba istituire corsi di preparazione di Autocad ed altri applicativi, le cui conoscenze si danno per scontato. Inoltre, mancano gli spazi: non abbiamo un’aula pc, né una dove riunirci”. Secondo Umberto Seguino, di Ingegneria civile, “da quando ha assunto la presidenza il prof. Michele Di Natale, sono migliorate tante cose. Ci sono, però, ancora diversi professori non proprio in linea coi tempi: non usano la posta elettronica, per esempio”. Passiamo alla lista A.N.U.I.S –Gli studenti nel cuore. “Negli ultimi anni, è stato fatto tanto per la nostra sede, – sottolinea Andrea Atria, 27 anni, laureando in Ingegneria civile – Quando mi sono iscritto, seguivamo addirittura i corsi nei cinema di Aversa, ora disponiamo di una  bella sede  ma tanto deve essere ancora fatto”. “Sono stati attivati diversi laboratori – dice Francesco D’Angelo, laureando in Ingegneria informatica – come quello di Realtà virtuale, ma spesso vi hanno accesso solo i dottorandi”.
A Lettere biblioteca 
poco fornita
Chiedono una migliore comunicazione con i docenti, i candidati di Lettere. “C’è poca collaborazione con il corpo docente – affermano i candidati di Studenti uniti – e poca chiarezza, anzi sono del tutto celati i meccanismi alla base di decreti e regolamenti. L’attività di orientamento è scarsa in entrata e nulla in uscita col risultato che le matricole sono disorientate e i laureati non sanno quali possono essere gli sbocchi nel mondo del lavoro”. A quanto pare, poi, i laureandi, per i loro lavori di tesi, hanno bisogno di spostarsi alla Federico II. “Abbiamo una biblioteca con pochissimi libri, quindi spesso i ragazzi vanno presso quella del Federico II o addirittura fuori regione. Per non parlare del sito web, mai aggiornato”. Spazio e opportunità di crescita a tutta la platea studentesca è, invece, ciò che reclamano i candidati di Università moderata. “Tutti gli studenti iscritti hanno il diritto di partecipare a quelle attività che vanno oltre le lezioni in aula: mostre, attività di tutorato, part-time, seminari – afferma Filomena Narducci, 29 anni, studentessa di Storia dell’Arte – Tutto ciò non deve essere ristretto solo alla solita cerchia, altrimenti non cresceremo mai né come persone né come studenti. Anche i seminari di approfondimento dovrebbero essere aperti a tutti, oltre a prevedere il rilascio di attestati”. Parte della lista è costituita anche da candidati studenti di Scienze del turismo, come Davide Squitieri, 25 anni: “Quanto meno, cerchiamo di far nascere una rappresentanza che, ultimamente, ci ha abbandonato”. I problemi strutturali per gli studenti non si sono risolti con il passaggio all’aulario in via Perla. “Presso il complesso di S. Francesco, abbiamo un’aula studio che conta, al massimo, 20 posti. All’aulario, invece, c’è una sala grande che condividiamo con gli studenti di Giurisprudenza dove, per la gran confusione, risulta impossibile studiare”. Sviluppo universitario è la lista presentata dai rappresentanti in scadenza. “Ci tengo a sottolineare che siamo un gruppo apartitico, slegato da qualsiasi ideologia politica”, afferma Angela Matrona Alfieri, 24 anni, iscritta al Corso di Laurea in Lettere moderne. “Sicuramente, la comunicazione con i docenti sarà uno dei punti fondamentali del nostro programma. Basti pensare che è complicato reperire alcuni docenti”.
Sessanta candidati per ognuna delle due liste in corsa a Medicina. La prima lista, Il Raglio, prende il nome da un giornale studentesco nato lo scorso anno, “con lo scopo di denunciare ciò che non funziona e dare voce a tutti”. “Fino ad ora, – afferma Rosa Boccia, capolista, iscritta al quarto anno di Medicina – i consiglieri di Facoltà hanno lavorato poco e i problemi sono molteplici. Prima di tutto, il sistema telematico: non disponiamo di un sito web ufficiale, la prenotazione degli esami on-line non funziona e, semmai il sistema dovesse funzionare, coloro che si prenotano sul web risultano in coda all’elenco e sostengono l’esame per ultimi”. E poi c’è la questione del Policlinico nel centro storico di Napoli: “sono anni che ci dicono che dovrebbe essere chiuso, a questo punto vorremmo conoscere le sorti della Facoltà”. Secondo Maurizio Romano, al quinto anno di Medicina, bisognerebbe rivedere i tirocini. “Penso che bisognerebbe fare internato in tutti i reparti, e non in un solo reparto per semestre – dice – Io, per esempio, non sono mai stato a Ginecologia o Cardiologia, non ho mai visto come si fa un elettrocardiogramma”. Uniti si vince è l’altra lista che accorpa iscritti dal primo al sesto anno, compresi i fuori-corso, studenti sia della sede di Napoli che di Caserta, e una percentuale di stranieri. “Siamo un gruppo eterogeneo che vive l’Università”, spiega Charalampos Nikolopoulos, studente di origini greche, iscritto al sesto anno, consigliere uscente che traccia un bilancio del suo mandato: “siamo riusciti a lavorare molto sulla relazione docenti-studenti, un risultato che ci ha permesso anche di fare piccole conquiste, per noi molto importanti: dall’istituzione dei corsi di recupero per i fuori-corso, come Farmacologia, esame tra i più complicati, alla pubblicazione del calendario delle date d’esame anche sei mesi prima delle sessioni”. Le considerazioni di uno studente della sede casertana, Vincenzo Diana, altro candidato della lista: “Ciò che più ci penalizza – dice Diana – è non avere il Policlinico, come a Napoli. I lavori al Policlinico di Caserta sono bloccati per il momento, anche se la struttura sembra sia quasi finita. Per il tirocinio, ci spostiamo presso le strutture di Napoli o presso l’azienda ospedaliera S. Sebastiano di Caserta”. 
Nessun servizio
igienico per i disabili 
Un’idea si presenta anche a Psicologia, Facoltà dove vige “molta disinformazione – avverte Alessio Salerno, al secondo anno di Scienze e Tecniche psicologiche per la persona e la comunità – Gli studenti non sanno neanche che ci sono le elezioni, tenuto conto che partecipano davvero poco alla vita universitaria, anche per la mancanza di spazi dove riunirsi”. E’ la carenza di spazi, il problema principale per i candidati dell’altra lista, Noi Uniti.  “Nonostante la Facoltà disponga di sole 5 aule, di cui una destinata a convegni, subito dopo i corsi le aule vengono chiuse e non c’è possibilità di accedervi per studiare. Resta solo l’aula A, al piano terra, ma spesso è occupata per corsi ed esami”, fa notare Serena Mastrogiacomo, laureanda in Scienze e Tecniche psicologiche per la persona e la comunità. Resta quasi deserta la biblioteca: “a causa di un nuovo regolamento molto rigido che vieta di portare borse, bottiglie d’acqua, telefoni cellulari. In più, non si possono caricare i computer portatili perché le scrivanie non sono fornite di prese di corrente a norma e poi la rete wi-fi non funziona. Sono anni, ormai, che aspettiamo la fine dei lavori dell’edificio delle ex Poste…”. Senza entrare nello specifico, i ragazzi lamentano servizi sempre più scadenti. “Non esiste nemmeno un bagno per disabili. Gli studenti portatori di handicap devono attraversare tutto il Polo scientifico e recarsi nei bagni della Facoltà di Scienze del Farmaco”.
Per la neo-nata Facoltà di Scienze del Farmaco per l’ambiente e la salute, sei i rappresentanti da eleggere, due le liste presentate. “Le problematiche degli studenti sono molteplici, per cui si sente il bisogno di una rappresentanza”, dice Francesca Golia, candidata di Collaborazione per lo sviluppo, laureanda in Biotecnologie. “Non abbiamo un calendario d’esami, alcuni professori fissano le date una settimana prima delle prove e, poi, essendo Biotecnologie un Corso interfacoltà con Medicina, sia per sostenere le prove (di Microbiologia chimica, Farmagenetica, Biochimica) che per andare a ricevimento da alcuni professori, dobbiamo spostarci a Napoli”. Le biblioteche del Polo scientifico, poi, “chiudono tutte entro le 16.00. Non se ne capisce la ragione…”. Niente biblioteca, invece, per gli studenti di Farmacia. “Non l’abbiamo mai avuta – dice Giovan Battista Gadola, al terzo anno del Corso di Laurea Magistrale – e quella di Biologia è piccola. Insomma, andiamo a studiare nella mensa, almeno fino a mezzogiorno, quando poi dobbiamo andare via perché cominciano a distribuire i pasti”. “Siamo un gruppo di studenti che appartengono a vari Corsi di Laurea, perché è importante che tutti abbiano la parola”, afferma Luigi Iovine, al secondo anno di Farmacia, candidato di Un’idea. Pasquale Sozio, 22enne, laureando in Biotecnologie, accenna a una delle proposte che si intendono avanzare: “sarebbe bene dividere l’anno accademico in trimestri anziché in semestri, perché il numero degli esami è molto elevato e, spesso, non si riesce a conseguire la laurea nei tempi previsti”.
Un’unica lista con la prevalenza di studenti di Biologia a Scienze. Tant’è che si chiama La voce dei Biologi. Ha l’obiettivo “di dare visibilità ad una Facoltà i cui iscritti aumentano sempre di più”, spiega Mario Adiletta, 30 anni. Il numero degli immatricolati cresce, gli spazi sono sempre gli stessi. “La capienza delle aule-studio è limitata. Abbiamo finalmente avuto una mensa, che, però, conta una quarantina di posti in tutto!”. Nicola Mazzarella, altro candidato iscritto a Biologia, indirizzo Nutrizione (è il primo anno che viene istituito questo indirizzo presso la Sun), ribadisce l’importanza della collaborazione tra docenti e discenti. “Il nostro Preside è molto disponibile, ma, a mio avviso, bisogna continuare su questa strada in modo da rendere sempre più forte la comunicazione con i docenti”. 
Una sola lista anche a Studi politici denominata La Libera Ricerca del Sapere, che nasce da una fusione con Università moderata. “E’ importante che anche la nostra Facoltà abbia voce in capitolo – afferma Domenico Della Peruta, al terzo anno di Scienze politiche – ci siamo riuniti in un gruppo che ha tanta voglia di fare, di portare idee nuove”. Anche per loro problemi di sede. “Seguiamo le lezioni del Corso di Laurea Triennale al Polo Scientifico di via Vivaldi in aule che non riescono a contenere tutti, mentre le lezioni delle Specialistiche si tengono al Belvedere di S. Leucio… Aspettiamo la nuova sede presso le ex Poste di Caserta”, dice Daniele Cantile, 22enne, al primo anno di Scienze politiche, dal quale apprendiamo una delle prime questioni che il gruppo porterà in Consiglio: l’istituzione di una sessione di esami straordinaria a dicembre. “Nel corso di un anno, abbiamo a disposizione otto sessioni, chiederemo quella di dicembre soprattutto per coloro che sono indietro con gli esami”. 
Maddalena Esposito
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